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Art. 1158 Codice Civile

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892 provvedimenti

Usucapione coerede: guida alla Cassazione 5109/2024
Un co-erede ricorre in Cassazione dopo che la Corte d'Appello ha negato la sua richiesta di usucapione coerede su una proprietà condivisa con un altro erede residente all'estero. La Corte d'Appello aveva evidenziato che la vendita parziale della loro quota (2/3) implicava il riconoscimento dei diritti del terzo erede. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che per l'usucapione tra coeredi è necessaria la prova di una volontà inequivocabile di possedere in via esclusiva, prova che in questo caso non è stata fornita.
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Distanze legali tra costruzioni: quando si applicano?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4851/2024, ha stabilito che le norme sulle distanze legali tra costruzioni si applicano anche a un edificio non ancora completato, purché costituisca una struttura stabile e definita. La Corte ha rigettato il ricorso dei costruttori, chiarendo che il proprietario leso può scegliere l'azione legale più opportuna senza un ordine di priorità. Inoltre, ha ritenuto infondata l'eccezione di usucapione del diritto a mantenere l'opera a distanza irregolare, poiché non era trascorso il termine legale di vent'anni.
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Usucapione coltivazione terreno: non basta coltivare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4819/2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia di usucapione di terreni agricoli. Un privato cittadino aveva richiesto di essere dichiarato proprietario di un terreno per usucapione, avendolo coltivato per lungo tempo. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, e la Cassazione ha confermato tale decisione, specificando che la mera coltivazione non è sufficiente a dimostrare l'intenzione di possedere il bene come proprietario ('uti dominus'). Parallelamente, la Corte ha accolto il ricorso della società proprietaria del terreno, cassando la sentenza d'appello per non aver deciso sulla domanda di restituzione del fondo.
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Azione di regolamento di confini: quando non basta
Una proprietaria avvia un'azione di regolamento di confini per recuperare una porzione di terreno occupata dal vicino. Tuttavia, la Corte di Cassazione conferma che la domanda di restituzione viene bloccata se il vicino dimostra di aver acquisito la proprietà di quella porzione per usucapione. La sentenza chiarisce il rapporto tra l'azione di regolamento di confini e l'eccezione riconvenzionale di usucapione.
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Usucapione servitù di passaggio: l’apparenza è chiave
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di usucapione servitù di passaggio, confermando la decisione della Corte d'Appello. La controversia riguardava il diritto di passare su un terreno altrui per accedere al proprio. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, stabilendo che la servitù era stata correttamente acquisita per usucapione. La decisione si è basata sulla presenza di opere visibili e permanenti, come un cancello con lucchetto all'inizio della stradella, che dimostravano in modo inequivocabile l'esistenza di un peso sul fondo servente, soddisfacendo così il requisito dell'apparenza richiesto dalla legge.
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Usucapione e tolleranza: il conflitto tra parenti
In una controversia tra fratelli per l'usucapione di un immobile, la Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice esistenza di un rapporto di parentela non è sufficiente a presumere la tolleranza che impedisce l'usucapione. Se tra le parti esiste una comprovata e pregressa conflittualità, il giudice deve valutarla attentamente, poiché tale conflitto può indicare che la permanenza sull'immobile non era tollerata, ma costituiva un vero e proprio possesso utile ai fini dell'usucapione. La Corte ha quindi cassato con rinvio la decisione d'appello che aveva respinto la domanda basandosi unicamente sul legame familiare.
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Usucapione immobiliare: possesso pubblico e pacifico
Il Tribunale di Trieste ha riconosciuto l'usucapione immobiliare di un terreno a favore di due coniugi. Hanno dimostrato di aver posseduto il fondo, parte integrante del loro giardino, per oltre vent'anni in modo esclusivo, pubblico e pacifico, senza alcuna contestazione da parte degli eredi dei proprietari formali, rimasti contumaci.
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Giuramento decisorio: il suo valore vincolante
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per "motivazione apparente". La corte di merito aveva ignorato la mancata prestazione di un giuramento decisorio da parte dei convenuti, un atto che costituisce prova legale e che avrebbe dovuto determinare l'esito della causa a favore degli attori che chiedevano l'usucapione di un immobile. La Cassazione ha ribadito che il giudice non può ignorare l'esito di un giuramento decisorio e decidere sulla base di altre prove.
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Usucapione servitù di passaggio: prova e testimoni
Un caso di usucapione servitù di passaggio respinto dalla Corte di Cassazione. La decisione evidenzia come testimonianze contraddittorie e la mancata invocazione iniziale dell'accessione nel possesso impediscano di raggiungere la prova del possesso ultraventennale necessario per acquisire il diritto.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la doppia conforme
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in una controversia su confini e servitù di passaggio. La decisione si fonda sul principio della "doppia conforme", che impedisce un nuovo esame dei fatti quando due sentenze di merito sono concordi, e sulla genericità dei motivi di ricorso presentati. La Corte ribadisce che un precedente giudicato sulla determinazione dei confini preclude una nuova azione legale sullo stesso oggetto.
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Usucapione bene pubblico: quando è possibile?
Un privato cittadino ottiene la proprietà per usucapione di un terreno donato al Comune per farne un parco pubblico, ma mai realizzato. La Cassazione conferma la decisione, chiarendo che per impedire l'usucapione di un bene pubblico non basta la destinazione formale, ma serve un'effettiva e concreta utilizzazione a fini pubblici, qui assente.
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Responsabilità notaio: visure ventennali sufficienti?
In un caso di compravendita immobiliare viziata da un pignoramento non rilevato, la Corte di Cassazione esamina la responsabilità del notaio. Pur essendo prassi comune limitare le visure ipotecarie a 20 anni, la Corte ha ritenuto che la presenza di indizi su titoli di provenienza più antichi possa imporre al professionista un obbligo di maggiore diligenza. Riconoscendo la questione come di "particolare rilevanza", ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita, senza ancora definire il merito della controversia.
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Usucapione comproprietà: quando il possesso è valido?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3493/2024, ha stabilito i principi per l'usucapione di un bene in comproprietà, specialmente tra parenti. Il caso riguardava una richiesta di usucapione basata sul godimento esclusivo decennale di un immobile. La Corte ha chiarito che il solo utilizzo esclusivo e la prolungata inerzia degli altri comproprietari non sono sufficienti a trasformare il compossesso in possesso utile all'usucapione. È necessario un atto inequivocabile che manifesti l'intenzione di possedere il bene come proprietario esclusivo, escludendo gli altri. Il rapporto di parentela, inoltre, rafforza la presunzione di tolleranza, rendendo più difficile provare l'usucapione in comproprietà.
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Accollo imposte preliminare: ICI esclusa dal rimborso
In una controversia nata da un contratto preliminare di vendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola di accollo imposte preliminare, se riferita genericamente alle "imposte sul reddito", non può includere l'ICI, in quanto quest'ultima è un'imposta di natura patrimoniale e non reddituale. La Corte ha inoltre ribadito che la consegna anticipata del bene al promissario acquirente costituisce mera detenzione e non possesso utile ai fini dell'usucapione, respingendo la relativa domanda riconvenzionale.
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Usucapione tra comproprietari: quando è valida?
Un fratello rivendica l'usucapione sulla quota di un immobile in comproprietà contro il fratello. La Corte di Cassazione conferma le decisioni dei gradi inferiori, respingendo il ricorso degli eredi del fratello defunto. La decisione chiarisce la rigorosa prova richiesta per l'usucapione tra comproprietari, l'inammissibilità del ricorso in caso di "doppia conforme", e la legittimazione ad agire dell'erede che rinuncia a un legato in conto di legittima.
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Interesse ad impugnare: vincere non basta per ricorrere
Un proprietario, dopo aver vinto sia in primo grado che in appello una causa per il riconoscimento della proprietà di un immobile, ha presentato ricorso in Cassazione. Il motivo? Non era soddisfatto di come la Corte d'Appello aveva descritto l'immobile nella motivazione della sentenza. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di interesse ad impugnare, sottolineando che, essendo il ricorrente risultato totalmente vittorioso, non aveva il diritto di contestare una decisione a lui interamente favorevole.
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Usucapione speciale: no se coltivazione è accessoria
La Corte di Cassazione ha negato l'usucapione speciale di un terreno perché la coltivazione era meramente accessoria all'attività commerciale principale dei ricorrenti (onoranze funebri) e non costituiva un'autonoma attività agricola. La Corte ha confermato che per l'usucapione speciale il fondo deve essere una vera entità agricola produttiva.
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Usucapione terreno: come si ottiene la proprietà?
Il Tribunale di Trieste ha accolto la domanda di una donna per l'acquisto di un terreno per usucapione. La donna e il suo dante causa avevano posseduto il terreno, confinante con una loro proprietà, per oltre vent'anni in modo pacifico, pubblico e ininterrotto. La sentenza ha dichiarato l'avvenuto acquisto della proprietà, basandosi sulle prove testimoniali e documentali che hanno confermato il possesso uti dominus, e ha autorizzato l'intavolazione del bene a nome della ricorrente.
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Distanze legali: usucapione e onere della prova
Una società immobiliare, citata in giudizio per aver violato le distanze legali nella costruzione di un edificio e di altre opere, ha perso la causa perché non è riuscita a provare di aver acquisito per usucapione il diritto a mantenere tali opere. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che l'onere di dimostrare con certezza la data di inizio del possesso ventennale necessario per l'usucapione grava interamente su chi invoca tale diritto. L'incertezza sulla data di completamento delle opere ha reso impossibile accogliere l'eccezione, portando alla condanna al risarcimento dei danni.
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Locazione e dissenso del comproprietario: la Cassazione
In una controversia tra fratelli coeredi, la Corte di Cassazione ha confermato che un contratto di locazione stipulato da un solo comproprietario è inopponibile agli altri se questi hanno manifestato un chiaro dissenso. La Corte ha stabilito che la proprietà del bene era stata acquisita da tutti i fratelli per usucapione e che, di conseguenza, la locazione con dissenso del comproprietario, sebbene non nulla, non produce effetti nei confronti della comunione, legittimando la richiesta di rilascio dell'immobile.
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