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Art. 1158 Codice Civile — Anno 2022

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189 provvedimenti

Altri anni per Art. 1158 Codice Civile

Azione di rivendicazione: la prova della proprietà si attenua
Due proprietari hanno promossa un'azione di rivendicazione per ottenere la restituzione di immobili occupati da un terzo. L'occupante ha resistito chiedendo l'usucapione, pretesa già respinta in un precedente giudizio con decisione definitiva. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda dei proprietari per mancata prova dell'acquisto a titolo originario. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei proprietari. I giudici di legittimità hanno stabilito che, nell'azione di rivendicazione, il rigore dell'onere della prova a carico del proprietario diminuisce se l'occupante riconosce, anche implicitamente, la precedente titolarità del bene in capo al rivendicante o ai suoi danti causa. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Rivendicazione della proprietà: cancello rimosso al vicino
Alcuni proprietari hanno recintato il proprio fondo arretrandosi rispetto al confine effettivo e lasciando una striscia di quattro metri destinata a passaggio. I vicini hanno sbarrato lo stradone con un cancello, sostenendo di averne acquistato la titolarità per usucapione. Le originarie proprietarie hanno quindi avviato un'azione giudiziaria per la rivendicazione della proprietà della striscia e l'eliminazione del cancello. Il Tribunale prima e la Corte d'Appello poi hanno accolto la domanda delle attrici, confermando la loro proprietà esclusiva sulla fascia di terreno in base alle risultanze catastali e respingendo l'usucapione per carenza di prove sul possesso esclusivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei vicini, condannandoli al pagamento delle spese legali.
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Accertamento della proprietà: la Cassazione annulla per omissione
Alcuni eredi hanno citato in giudizio i comproprietari chiedendo l'accertamento della proprietà esclusiva su parti di un edificio e su una corte esterna in base a un rogito del 1917 e, in subordine, per intervenuta usucapione. Il Tribunale ha respinto la domanda contrattuale riconoscendo in parte l'usucapione. In sede di gravame, gli eredi hanno riproposto la domanda principale fondata sul titolo storico. La Corte di Appello ha ignorato tale istanza, pronunciandosi unicamente sulla richiesta subordinata. La Suprema Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei proprietari. Il giudice deve esaminare prioritariamente i titoli derivativi, giacché l'usucapione presuppone l'altruità del bene. La causa torna quindi al giudice d'appello per una nuova valutazione.
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Interversione del possesso: affittuario e usucapione del fondo
Una coltivatrice diretta ha richiesto l'usucapione di un fondo rustico, sostenendo di averne acquisito il pieno possesso dopo che il procuratore dei proprietari aveva rifiutato il pagamento del canone di affitto. Gli eredi del proprietario hanno contestato la pretesa, qualificando la controparte come semplice affittuaria e quindi mera detentrice del bene. I giudici territoriali hanno accolto la domanda della donna ritenendo sufficiente la consapevolezza della fine del rapporto contrattuale per fondare il possesso utile a usucapire. La Corte di Cassazione ha invece annullato la decisione, stabilendo che il rifiuto del canone da parte del proprietario non determina automaticamente l'interversione del possesso. Per trasformare la detenzione in possesso serve infatti una specifica opposizione manifestata all'esterno dal detentore contro il proprietario.
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Cessione nulla, Usucapione di beni pubblici: la Cassazione annulla la sentenza
Una famiglia aveva ceduto gratuitamente un'area al Comune per ottenere una licenza edilizia, ma l'atto di cessione presentava gravi vizi, tra cui l'indeterminatezza dell'oggetto e la mancata sottoscrizione di tutti i comproprietari. Il Comune aveva poi occupato l'area. La Corte d'Appello aveva riconosciuto la proprietà del Comune sia in base alla cessione, qualificata come atto pubblicistico, sia per intervenuta **usucapione di beni pubblici**. La Cassazione ha cassato la sentenza. Ha stabilito che la cessione era nulla per vizi civilistici e che la Corte d'Appello non aveva correttamente valutato i requisiti per l'usucapione, in particolare la natura del possesso del Comune e la necessità di provare l'interversione della detenzione in possesso. La causa tornerà alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Usucapione terreno agricolo: la mera coltivazione non basta
Un soggetto (Il Coltivatore) ha chiesto in tribunale l'accertamento dell'acquisto per usucapione di un terreno agricolo, sostenendo di averlo coltivato per oltre vent'anni. I Proprietari del terreno si sono opposti, dimostrando di aver mantenuto un interesse e un possesso giuridicamente apprezzabile sul bene, inclusi pagamenti di imposte. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda del Coltivatore, ritenendo non provato un possesso esclusivo e continuativo. La Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che la mera coltivazione di un terreno agricolo non è sufficiente per l'usucapione, poiché tale attività non esclude necessariamente la tolleranza del proprietario e non dimostra un possesso "uti dominus". Il ricorso del Coltivatore è stato dichiarato inammissibile.
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Rinuncia tacita all’usucapione: la trattativa non fa perdere l’area
Un Ente locale ha citato in giudizio una Società commerciale per ottenere il rilascio di un'area occupata sul lungomare e il pagamento di un'indennità. La Società ha eccepito l'acquisto della proprietà per possesso ultraventennale. L'Ente ha sostenuto che una successiva proposta di accordo economico per ottenere una concessione di superficie costituisse una rinuncia tacita all'usucapione. I giudici di merito hanno accertato l'intervenuta usucapione e respinto la tesi della rinuncia, considerando che l'accordo era sottoposto a condizione mai avverata e mirava solo a evitare il contenzioso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione e rigettato il ricorso dell'Ente, condannandolo alle spese di giudizio.
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Usucapione di immobili: la detenzione non basta per diventarne proprietari
Un soggetto ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello che aveva respinto la sua richiesta di ottenere l'Usucapione di immobili, ovvero alcuni terreni, sostenendo di averli posseduti per oltre vent'anni. La Corte d'Appello ha stabilito che la disponibilità dei terreni era nata da un contratto preliminare di compravendita, configurando una "detenzione qualificata" e non un "possesso utile all'usucapione". Per acquisire la proprietà tramite Usucapione di immobili, è necessario dimostrare un'"interversio possessionis", cioè un chiaro cambiamento da detenzione a possesso. Le prove presentate non hanno dimostrato tale cambiamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione precedente e condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Usucapione su Beni Espropriati: Cassazione rinvia alle Sezioni Unite
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di alcuni cittadini che, dopo un esproprio per pubblica utilità avvenuto nel 1975, hanno tentato di ottenere l'usucapione su beni espropriati. I giudici di merito avevano respinto le loro richieste, ritenendo incompatibile il possesso ad usucapionem con il decreto di esproprio e non provata l'interversio possessionis. La Cassazione ha rilevato un contrasto giurisprudenziale sulla questione se il decreto di esproprio faccia automaticamente perdere il possesso al soggetto espropriato. Per risolvere questo dubbio interpretativo, la Corte ha rinviato la decisione alle Sezioni Unite.
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Tettoia Condominiale: Usucapione Negata per Mancanza di Prova
Un condomino ha costruito una tettoia nel giardino comune, sostenendo di averne acquisito la proprietà per usucapione in condominio. Gli altri condomini hanno chiesto la rimozione, contestando l'esistenza di tale diritto. La Corte d'Appello ha stabilito che il condomino non aveva provato il possesso ultraventennale necessario per l'usucapione, basandosi anche sulle sue stesse dichiarazioni che indicavano una costruzione più recente. La Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso del condomino e ribadendo che la prova del possesso per vent'anni era mancata.
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Usucapione beni pubblici: il privato perde contro l’ex ente statale
Un privato cittadino ha cercato di ottenere la proprietà di alcuni terreni tramite usucapione, sostenendo di averli posseduti per oltre quarant'anni. I terreni erano stati in passato oggetto di esproprio e trasferiti a un'azienda statale di telecomunicazioni, poi diventata una società privata. I giudici di merito avevano rigettato la sua domanda, affermando che i terreni rientravano tra quelli espropriati e che la sua firma su un frazionamento catastale confermava tale appartenenza. La Corte di Cassazione ha confermato queste decisioni. Ha ribadito che i beni destinati a fini pubblici non sono usucapibili e che il ricorrente non ha dimostrato la mancanza di tale destinazione. La Usucapione beni pubblici è stata esclusa, e il privato ha perso la causa, dovendo anche pagare le spese legali.
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Usucapione vs Fallimento: la Competenza Foro Fallimentare
Un acquirente ha comprato un immobile da una venditrice che ne dichiarava l'usucapione, ma il bene era intestato a una società fallita nel 2004. Il Tribunale di Paola si è dichiarato incompetente a favore del Tribunale fallimentare di Cosenza, applicando la nuova disciplina sulla competenza foro fallimentare. La Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che per i fallimenti dichiarati prima del 2006 si applica la vecchia Legge Fallimentare. Questa esclude la competenza del foro fallimentare per le azioni reali immobiliari, come l'usucapione. La competenza spetta quindi al Tribunale di Paola, dove l'immobile si trova.
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Usucapione di un fondo agricolo tra coltivazione e proprietà
Una società agricola ha chiesto al giudice di accertare l'avvenuta usucapione di un fondo agricolo, costituito dal vecchio tracciato di una ferrovia dismessa di proprietà del Comune. L'azienda ha sostenuto di aver coltivato costantemente il terreno per oltre vent'anni. Sia i giudici di merito sia la Corte di Cassazione hanno respinto la richiesta di acquisto della proprietà. I giudici hanno chiarito che la semplice coltivazione non basta per dimostrare il possesso esclusivo tipico del proprietario, poiché tale attività può derivare da semplice tolleranza e non esclude gli altri dal bene. L'azienda agricola ha perso il ricorso e non ha ottenuto la proprietà del terreno.
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Opposizione di terzo ordinaria: la banca perde contro l’usucapione
Un istituto bancario ha avviato una procedura esecutiva immobiliare contro una società debitrice, portando all'aggiudicazione del cespite a favore di un acquirente. Successivamente, un soggetto terzo ha ottenuto una sentenza che accertava l'usucapione ventennale dell'immobile, prevalendo sui diritti derivanti dall'esecuzione. La banca ha promosso opposizione di terzo ordinaria per contestare tale pronuncia, sostenendo la propria mancata partecipazione al giudizio. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente creditizio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il creditore pignorante non vanta un diritto reale autonomo sul bene e non può utilizzare questo rimedio.
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Affitto e interversione del possesso: niente usucapione
Alcuni affittuari chiedevano l'accertamento dell'acquisto per usucapione di terreni e fabbricati, oltre all'indennizzo per presunte migliorie edilizie. I nuovi acquirenti dell'immobile si opponevano alla domanda. I giudici hanno chiarito che la semplice disponibilità del bene derivante da un contratto agrario costituisce mera detenzione. Per far scattare l'usucapione occorre un formale atto di interversione del possesso contro il proprietario. Non integrano tale mutamento né il mancato pagamento del canone, né la presentazione di una domanda di condono per opere abusive. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli affittuari, confermando che le opere abusive non costituiscono migliorie indennizzabili e condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali.
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Usucapione della servitù di passaggio contro la sbarra
Una proprietaria terriera ha citato in giudizio i vicini per ottenere il riconoscimento dell'usucapione della servitù di passaggio lungo una stradina privata. La donna, insieme alla sua famiglia, aveva transitato per oltre vent'anni su quel percorso a piedi e con veicoli. Uno dei vicini aveva sbarrato l'accesso con una stanga, sostenendo la natura provvisoria del passaggio dovuta a mera tolleranza e un mutamento urbanistico del fondo. I giudici di merito hanno accolto la domanda dell'attrice, ordinando la rimozione dell'ostacolo. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione, rigettando il ricorso dei vicini e ribadendo la validità del diritto acquisito.
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Opposizione di Terzo: Comune contro privati, Cassazione rinvia per vizio
Un Comune ha proposto un'Opposizione di Terzo contro una sentenza che riconosceva l'usucapione di alcuni terreni a favore di un Cittadino. Dopo varie fasi processuali, la Corte d'Appello ha respinto l'opposizione del Comune. Il Comune ha quindi presentato ricorso in Cassazione. La Corte Suprema, prima di esaminare i motivi del ricorso, ha rilevato un vizio procedurale: il ricorso non era stato notificato a tutti gli Eredi del Cittadino, che avevano partecipato ai gradi precedenti. Poiché la loro presenza è essenziale (litisconsorzio processuale), la Cassazione ha rinviato la causa a nuovo ruolo, concedendo al Comune un termine per notificare correttamente il ricorso a tutte le parti interessate.
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Usucapione: quando la disponibilità del bene vince sulla vendita
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di Usucapione di una villetta. I costruttori, dopo aver venduto l'immobile al padre dell'attore nel 1978, hanno continuato a viverci per oltre trent'anni. L'acquirente, e successivamente suo figlio, hanno agito per ottenere il rilascio. La Cassazione ha accolto il ricorso dei costruttori, censurando i giudici di merito per aver invertito l'onere della prova. Ha ribadito che chi esercita un potere di fatto su un bene si presume possessore, e spetta a chi contesta dimostrare che si tratta di mera detenzione. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione del possesso utile all'Usucapione.
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Usucapione su beni confiscati: il possesso non basta contro lo Stato
Un cittadino ha cercato di ottenere la proprietà di un immobile e del terreno annesso tramite usucapione, sostenendo di averlo posseduto per lungo tempo. Il bene era stato precedentemente oggetto di confisca penale e quindi apparteneva allo Stato. L'Agenzia del Demanio e i Ministeri competenti si sono opposti, rivendicando la proprietà e chiedendo un indennizzo per l'occupazione abusiva. La Corte di Cassazione ha confermato che la pretesa di Usucapione su beni confiscati deve essere prima affrontata davanti al giudice dell'esecuzione penale, non direttamente al giudice civile. Ha inoltre ribadito che non era stato provato un possesso utile all'usucapione, ma solo una mera detenzione. Il ricorso è stato rigettato, e i ricorrenti sono stati condannati a pagare un indennizzo per l'occupazione senza titolo.
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Usucapione Servitù di Passaggio: Cassazione Annulla Sentenza per Motivazione Apparente
Un'Azienda ha citato in giudizio un Proprietario per definire i confini e limitare una servitù di passaggio su una stradella. Il Proprietario ha chiesto l'accertamento dell'usucapione della servitù di passaggio sull'intera stradella. I giudici di primo e secondo grado hanno dato ragione al Proprietario, accertando l'usucapione. L'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che la sentenza d'appello avesse una motivazione "apparente" o "per relationem", cioè si era limitata a richiamare la sentenza di primo grado senza un proprio ragionamento autonomo. La Cassazione ha cassato la sentenza e rinviato la causa a una diversa composizione della Corte d'Appello per un nuovo esame.
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