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Art. 115 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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2942 provvedimenti

Altri anni per Art. 115 Codice di Procedura Civile

Rimborso IVA cessazione attività: la guida completa
Una società cooperativa in liquidazione ha richiesto un rimborso IVA per cessazione attività. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso per decadenza. La Cassazione ha stabilito che si applica la prescrizione decennale, non la decadenza biennale, ma ha accolto il ricorso dell'Ufficio perché i giudici di merito non hanno verificato l'effettiva esistenza e l'ammontare del credito.
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Aiuti di Stato: limiti al rimborso tasse post-sisma
Una società cooperativa ha richiesto il rimborso di imposte versate, basandosi su agevolazioni per un evento sismico. La Corte di Cassazione, applicando la normativa europea sugli Aiuti di Stato, ha annullato la decisione favorevole al contribuente. Ha stabilito che il giudice deve verificare se il beneficio rispetta i limiti del regime "de minimis" o se compensa un danno diretto e provato, senza eccederlo. La mancata verifica di queste condizioni rende illegittimo il rimborso.
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Compensazione spese legali: motivazione obbligatoria
Un creditore, in una complessa vicenda giudiziaria contro l'Agenzia delle Entrate per il pignoramento di crediti fiscali di una società terza, si è visto compensare le spese legali nonostante l'esito a lui favorevole. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29210/2023, ha annullato la decisione della Commissione Tributaria Regionale, stabilendo che la compensazione spese legali non può essere giustificata con un generico riferimento alla "complessità della questione", ma richiede una motivazione esplicita su "gravi ed eccezionali ragioni", come previsto dall'art. 92 c.p.c. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione.
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Notifica Rendita Catastale: Obbligatoria per IMU
Una società alberghiera ha impugnato un avviso di accertamento IMU basato su una rendita catastale modificata. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la nuova rendita è inefficace se non vi è una formale notifica rendita catastale. La conoscenza acquisita tramite altri atti, come quello di compravendita, è irrilevante ai fini della validità dell'imposta richiesta.
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Ricorso inammissibile: autosufficienza e onere prova
Un contribuente ottiene un rimborso fiscale per agevolazioni post-sisma. L'Agenzia delle Entrate ricorre in Cassazione, ma il suo è un ricorso inammissibile. La Corte Suprema lo dichiara tale per violazione del principio di autosufficienza, in quanto i motivi di ricorso erano generici e non specificavano adeguatamente gli errori della sentenza precedente, e per non aver contestato correttamente l'accertamento dei fatti basato sulla documentazione prodotta e non contestata.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
Una società impugnava un avviso di accertamento per maggiori imposte su interessi passivi. Durante il giudizio in Cassazione, l'Agenzia delle Entrate ha parzialmente annullato in autotutela la propria pretesa, applicando una ritenuta fiscale più favorevole prevista da una convenzione internazionale. A seguito di ciò, la società ha rinunciato al ricorso per i motivi residui. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, compensando le spese e chiarendo che in tali casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Autosufficienza del ricorso tributario: guida pratica
Una società di costruzioni ha impugnato un avviso di accertamento IMU, lamentando la mancata indicazione delle rendite catastali base. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per violazione del principio di autosufficienza del ricorso tributario, poiché l'atto non riportava testualmente le parti contestate dell'avviso e introduceva motivi nuovi in sede di legittimità.
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Definizione agevolata e giudicato interno parziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28168/2023, ha stabilito che ai fini della definizione agevolata di una lite pendente, il valore della controversia deve essere calcolato al netto delle parti coperte da giudicato interno o acquiescenza. Nel caso di specie, un'azienda aveva ottenuto un annullamento parziale di un avviso di accertamento in primo grado e aveva prestato acquiescenza alla parte sfavorevole. La Corte ha ritenuto che la controversia proseguisse solo per l'importo residuo, rispetto al quale l'Agenzia delle Entrate risultava soccombente nei gradi precedenti. Di conseguenza, il contribuente aveva diritto ad accedere alla definizione agevolata con l'aliquota più favorevole del 5%, vedendosi accolto il ricorso contro il diniego dell'Amministrazione Finanziaria e dichiarato estinto il giudizio.
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Responsabilità del garante: la Cassazione decide
Una società di spedizioni, agendo come garante in un'operazione di importazione, è stata ritenuta responsabile per il pagamento dell'IVA evasa. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la natura fittizia dell'intera operazione e l'inesistenza del soggetto importatore rendono il garante direttamente responsabile. La sua partecipazione attiva, come l'emissione di autofatture, ha dimostrato la consapevolezza del sistema fraudolento. Il ricorso della società è stato rigettato, sottolineando la piena responsabilità del garante in casi di frode IVA.
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Credito d’imposta dividendi: basta l’inclusione nel reddito
Una società madre francese ha ricevuto dividendi dalla sua controllata italiana, richiedendo il rimborso del credito d'imposta. I tribunali di merito hanno negato il diritto, subordinandolo alla prova del pagamento effettivo delle imposte in Francia. La Corte di Cassazione ha riformato questa decisione, stabilendo un principio chiave: per l'applicazione della convenzione contro le doppie imposizioni, è sufficiente che i dividendi concorrano a formare il reddito imponibile della società madre estera. L'effettivo pagamento dell'imposta è irrilevante per ottenere il credito d'imposta sui dividendi previsto dal trattato bilaterale.
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Tassazione rifiuti speciali: la Cassazione chiarisce
Un'azienda del settore carrozzeria ha contestato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARSU), sostenendo che le aree destinate alla produzione di rifiuti speciali dovessero essere esenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la richiesta di rateizzazione non impedisce l'impugnazione. Ha inoltre stabilito che, per la corretta tassazione rifiuti speciali, il regolamento comunale deve definire criteri sia qualitativi che quantitativi per l'assimilazione all'urbano. In mancanza, si applica la normativa generale che prevede l'esenzione solo per le aree dove si producono esclusivamente rifiuti speciali, con onere della prova a carico del contribuente.
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Fondi pensione: no alla deduzione per i contributi
La Corte di Cassazione ha negato a un ex dipendente di un istituto bancario il diritto a un rimborso IRPEF sulla prestazione erogata da un fondo pensione. La Corte ha stabilito che la deduzione fiscale dei contributi versati si applica solo a quelli obbligatori per legge, non a quelli versati su base volontaria o contrattuale a fondi pensione complementari. La natura facoltativa della contribuzione esclude la possibilità di ridurre l'imponibile della rendita capitalizzata.
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Esenzione TARSU imballaggi: l’onere della prova
Una società ha contestato un avviso di accertamento per la tassa rifiuti (TARSU), sostenendo che le aree destinate alla produzione di imballaggi secondari e terziari dovessero essere esenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta al contribuente l'onere di fornire la prova dell'esistenza e della delimitazione delle superfici produttive di soli rifiuti speciali non assimilabili. In mancanza di tale prova, il Comune è legittimato a tassare l'intera superficie. La decisione chiarisce i criteri per l'esenzione TARSU imballaggi e la ripartizione dell'onere probatorio.
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Valore venale aree edificabili: la prova spetta a te
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 13096/2023, chiarisce la tassazione delle aree edificabili soggette a vincoli urbanistici. La sentenza stabilisce che tali vincoli non eliminano la natura edificabile del suolo, ma ne riducono il valore venale. Tuttavia, l'onere di provare l'effettiva diminuzione del valore e la sua entità spetta interamente al contribuente. Il ricorso di una società contro un avviso di accertamento ICI è stato respinto poiché non ha fornito prove sufficienti a contrastare la valutazione del Comune, basata su una delibera generale considerata adeguatamente motivata.
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TARSU aree portuali: chi paga la tassa sui rifiuti?
Una società di gestione di un porto turistico ha contestato un avviso di accertamento per la TARSU, sostenendo di produrre solo rifiuti speciali smaltiti in proprio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per la TARSU aree portuali l'onere della prova per l'esenzione ricade sul contribuente. La Corte ha ribadito che un'area portuale è presuntivamente idonea a produrre rifiuti urbani. L'esenzione è possibile solo se l'azienda dimostra l'esistenza di superfici specifiche dove si producono esclusivamente rifiuti speciali non assimilabili e presenta una formale richiesta, poiché lo smaltimento autonomo non garantisce di per sé l'esonero dalla tassa.
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Rendimento netto fondi pensione: la prova decisiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11214/2023, ha chiarito i presupposti per l'applicazione della tassazione agevolata al 12,50% sul rendimento netto dei fondi pensione. Il caso riguardava la richiesta di rimborso degli eredi di un ex dirigente, i quali sostenevano che le somme percepite dal fondo pensione aziendale dovessero godere di un'aliquota ridotta. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la tassazione agevolata si applica solo ai rendimenti derivanti da un effettivo e provato investimento del capitale sul mercato. In assenza di tale prova, che spetta al contribuente fornire, il rendimento non può essere considerato "netto" e sconta l'imposizione ordinaria.
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Rendimento fondi pensione: la tassazione agevolata
La Corte di Cassazione ha negato un rimborso fiscale agli eredi di un ex dirigente, stabilendo che la tassazione agevolata sul rendimento fondi pensione si applica solo alla quota che rappresenta un effettivo profitto da investimenti sul mercato. In assenza di tale prova, che spetta al contribuente fornire, l'intera somma è tassata come TFR. La sentenza della commissione tributaria è stata annullata per motivazione contraddittoria.
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Rendimento fondo pensione: tassazione e onere prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11217/2023, ha rigettato il ricorso degli eredi di un ex dirigente che chiedevano un rimborso IRPEF sulla liquidazione di un fondo pensione integrativo. La Corte ha ribadito che l'aliquota agevolata del 12,50% si applica solo al 'rendimento fondo pensione' derivante da effettivi investimenti sul mercato. Spetta al contribuente fornire la prova rigorosa di tale origine, non essendo sufficienti certificazioni generiche o calcoli attuariali.
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Rendimento fondi pensione: la tassazione agevolata
Un ex-dirigente di una società energetica ha richiesto un rimborso fiscale, sostenendo l'applicazione di una tassazione agevolata sul capitale di un fondo pensione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione agevolata del 12,5% si applica solo al rendimento dei fondi pensione derivante da effettivi investimenti sul mercato, non a rendimenti teorici basati sulla redditività aziendale. Ha quindi respinto la richiesta del contribuente per mancanza di prova di un tale rendimento.
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Rendimento netto fondo pensione: l’onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10377/2023, ha rigettato il ricorso di un ex dirigente che chiedeva un rimborso IRPEF su somme ricevute da un fondo pensione aziendale. La Corte ha stabilito che per ottenere la tassazione agevolata sul rendimento netto del fondo pensione, è il contribuente a dover provare che le somme derivano da un effettivo investimento sul mercato, non essendo sufficiente una mera certificazione del datore di lavoro.
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