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Art. 115 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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4389 provvedimenti

Altri anni per Art. 115 Codice di Procedura Civile

Danno da occupazione illegittima: la Cassazione conferma
I nuovi proprietari di appartamenti in un condominio hanno citato in giudizio l'erede del precedente proprietario terriero per l'occupazione abusiva di terreni adiacenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la procedura di esproprio aveva validamente trasferito la proprietà e che il danno da occupazione illegittima è presunto. Ha inoltre affermato la responsabilità solidale dell'erede, anche per il periodo in cui l'occupazione è stata materialmente condotta da una società terza.
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Omessa pronuncia: la Cassazione cassa la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello per un vizio di omessa pronuncia. I giudici di merito non avevano esaminato le eccezioni sollevate da un subappaltatore riguardo l'accettazione dei lavori, la decadenza e la prescrizione del diritto dell'impresa costruttrice a contestare vizi e difformità. La Cassazione ha ritenuto tali eccezioni decisive e ha rinviato la causa alla Corte d'Appello per una nuova valutazione che tenga conto di questi punti fondamentali.
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Agevolazione Tremonti Ambiente: onere della prova
Una società si è vista negare un cospicuo rimborso IRES legato all'Agevolazione Tremonti Ambiente per investimenti in impianti fotovoltaici. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, non per questioni di merito sull'incentivo, ma perché la società non ha fornito prove documentali sufficienti a dimostrare i costi sostenuti. L'ordinanza ribadisce che il compito della Cassazione non è rivalutare le prove, ma solo verificare la correttezza giuridica e la logicità della motivazione della sentenza precedente, che in questo caso era stata ritenuta sufficiente.
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Attività agricola previdenziale: quando è esclusa?
Una società di costruzioni ha contestato la sua riclassificazione dal settore agricolo a quello terziario ai fini contributivi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'attività prevalente di taglio di alberi per la rivendita a terzi non rientra nell'ambito dell'attività agricola previdenziale, ma appartiene al settore dei servizi. La Corte ha sottolineato i vizi procedurali del ricorso, come il difetto di autosufficienza e la genericità delle censure.
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Definizione Agevolata: come si calcola il dovuto?
Un'azienda ha richiesto la definizione agevolata per una controversia fiscale. L'Agenzia delle Entrate ha negato la richiesta, sostenendo una vittoria parziale su un punto ormai definitivo. La Corte di Cassazione ha chiarito che, ai fini del calcolo per la definizione agevolata, si deve considerare solo la parte della lite ancora pendente. Poiché l'Agenzia era risultata perdente in entrambi i gradi di merito sull'unica questione ancora in discussione, l'azienda aveva correttamente applicato la percentuale minima prevista dalla legge, ottenendo l'estinzione del giudizio.
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Usucapione immobile: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso degli eredi che rivendicavano la proprietà di un terreno, confermando la sentenza di merito che aveva riconosciuto l'usucapione immobile in favore di una società. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione delle prove, che dimostravano un possesso ultraventennale, pacifico e ininterrotto da parte della società e dei suoi danti causa, è di competenza esclusiva dei giudici di merito e non può essere oggetto di un nuovo esame in sede di legittimità.
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Dichiarazione confessoria: l’errore sull’oggetto
La Corte di Cassazione ha annullato un accertamento fiscale basato sull'errata interpretazione di una dichiarazione del contribuente. Una dichiarazione relativa alla variazione del prezzo di vendita è stata illegittimamente usata dall'Agenzia delle Entrate per calcolare la percentuale di ricarico. La Corte ha chiarito che una dichiarazione confessoria non può avere valore per un fatto diverso da quello specificamente dichiarato, invalidando così il metodo di accertamento.
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Minimale contributivo: obbligatorio anche con assenze
Una società di autotrasporti ha contestato la richiesta di contributi INAIL calcolati sulla base del minimale salariale previsto dal contratto collettivo, sostenendo di aver correttamente pagato i contributi sulla retribuzione inferiore effettivamente corrisposta ai dipendenti a causa di assenze concordate. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il principio del minimale contributivo è inderogabile. La base di calcolo per i contributi previdenziali non può scendere al di sotto di quanto stabilito dai contratti collettivi nazionali, anche in presenza di accordi individuali per assenze non retribuite, a tutela del sistema di protezione sociale.
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Onere della prova per errori in dichiarazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30417/2025, chiarisce l'onere della prova a carico del contribuente che contesta un avviso di accertamento basato su una sua precedente dichiarazione errata. Sebbene il contribuente possa sempre far valere in giudizio errori di fatto o di diritto, non è sufficiente la semplice allegazione dell'errore. Spetta al contribuente fornire la prova concreta della sua esistenza. La Corte ha quindi respinto le doglianze del ricorrente su questo punto, accogliendo solo il motivo relativo all'omessa pronuncia sulla richiesta di disapplicazione delle sanzioni.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato due sentenze di una Commissione Tributaria Regionale a causa di una motivazione apparente. Il caso riguardava un accertamento fiscale per operazioni oggettivamente inesistenti a carico di una società. La Suprema Corte ha rilevato che la motivazione dei giudici di merito era contraddittoria, in quanto confondeva i criteri probatori applicabili alle operazioni oggettivamente inesistenti con quelli previsti per le operazioni soggettivamente inesistenti. Tale errore ha reso la decisione incomprensibile, violando il requisito del 'minimo costituzionale' della motivazione e portando alla cassazione delle sentenze con rinvio per un nuovo esame.
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Deducibilità costi forfettaria: sì anche con accertamento
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamenti fiscali. Allineandosi a una precedente sentenza della Corte Costituzionale, ha confermato che la deducibilità costi forfettaria è ammissibile anche in caso di accertamento analitico-induttivo basato su indagini bancarie. Quando l'Amministrazione Finanziaria presume maggiori ricavi da prelevamenti non giustificati, il contribuente ha il diritto di eccepire l'incidenza percentuale dei costi sostenuti per produrre tali ricavi, anche in assenza di documentazione specifica. Questa decisione mira a garantire un trattamento equo e a rispettare il principio della capacità contributiva, impedendo che un contribuente con contabilità sostanzialmente regolare sia trattato più severamente di uno che ne è privo. L'appello principale dell'Agenzia delle Entrate è stato rigettato, mentre il ricorso incidentale del contribuente è stato dichiarato inammissibile.
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Responsabilità avvocato: errore causa danno risarcibile
La Corte di Cassazione ha stabilito la responsabilità di un avvocato per il danno subito da una cliente che, seguendo il consiglio del legale, non aveva impugnato una sentenza sfavorevole. A differenza delle sue sorelle, che avevano appellato con successo, la cliente ha subito un pregiudizio economico. La Corte ha chiarito che il danno derivava direttamente dal mancato appello iniziale e non da successive omissioni. La Suprema Corte ha cassato la decisione d'appello, basata su un'errata interpretazione processuale, riaffermando il principio che la responsabilità avvocato sussiste quando un consiglio negligente impedisce al cliente di ottenere un risultato favorevole.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la prova decisiva
Un ente ecclesiastico ha richiesto l'esenzione IMU per un immobile adibito a scuola, sostenendo la natura non commerciale dell'attività. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'onere di provare i requisiti per l'esenzione, in particolare la natura simbolica delle rette, spetta interamente all'ente. La Corte ha inoltre chiarito che una sentenza favorevole ottenuta per un'annualità d'imposta non ha effetto di giudicato per gli anni successivi, poiché le condizioni per beneficiare dell'esenzione devono essere verificate di anno in anno.
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Assegno divorzile e legge inglese: i limiti della Cassazione
In un caso di divorzio internazionale, la Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha applicato la legge inglese per determinare l'assegno divorzile. Il ricorso dell'ex marito, che contestava la valutazione economica delle prove, è stato respinto. La Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione delle norme, anche quando la disciplina processuale italiana si combina con il diritto sostanziale straniero.
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Compensatio lucri cum damno: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennizzo percepito per danni da emotrasfusione infetta deve sempre essere detratto dal risarcimento del danno, applicando il principio della compensatio lucri cum damno. La Corte ha chiarito che tale principio è rilevabile d'ufficio dal giudice, anche in assenza di prove tempestive, per evitare un ingiusto arricchimento del danneggiato. La sentenza di merito che aveva negato la detrazione è stata cassata con rinvio.
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Verbale ispettivo: valore probatorio e difesa in giudizio
Una società cooperativa ha impugnato un'ordinanza ingiunzione per violazioni in materia di lavoro, basata su un verbale ispettivo. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che eventuali vizi procedurali della fase amministrativa, come il negato accesso agli atti, sono superati dal giudizio di opposizione, che riesamina l'intero rapporto. La Corte ha inoltre ribadito che le dichiarazioni dei lavoratori raccolte dagli ispettori, pur non avendo fede privilegiata, costituiscono materiale probatorio liberamente apprezzabile dal giudice, che può fondare su di esse la propria decisione in assenza di prove contrarie concrete.
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Accertamento analitico-induttivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente, confermando la legittimità di un accertamento analitico-induttivo. La decisione si fonda non solo sull'incongruenza dei ricavi rispetto agli studi di settore, ma anche sulla persistente antieconomicità della gestione aziendale e sull'elevata capacità di spesa del titolare. Secondo la Corte, in questi casi, l'onere di fornire la prova contraria per giustificare i bassi ricavi dichiarati si sposta sul contribuente.
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Accertamento induttivo scommesse: onere della prova
Il titolare di un centro trasmissione dati per una società di scommesse estera ha ricevuto un avviso di accertamento per l'imposta unica. Il contribuente ha contestato l'atto, lamentando un difetto di motivazione e un errato riparto dell'onere della prova. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in caso di accertamento induttivo scommesse verso operatori non autorizzati, l'onere di dimostrare un imponibile inferiore spetta al contribuente. La Corte ha inoltre precisato che la mancata allegazione di documenti richiamati nell'avviso non ne causa automaticamente la nullità, se la motivazione è già di per sé chiara e completa.
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Pagamento post insolvenza: inefficacia e onere prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società intermediaria che aveva ricevuto un pagamento da un'altra società lo stesso giorno in cui quest'ultima era stata dichiarata insolvente. La Corte ha stabilito che, in assenza di prove concrete del trasferimento della somma a una terza parte (in questo caso, una compagnia assicuratrice), il pagamento post insolvenza è da considerarsi inefficace nei confronti dei creditori. L'onere di provare la propria carenza di legittimazione passiva ricade interamente su chi riceve il pagamento, e il danno per la massa dei creditori è presunto in via assoluta.
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Valutazione delle prove: il limite della Cassazione
Un assicurato ricorre in Cassazione dopo che la sua richiesta di indennizzo per tentato furto è stata respinta in due gradi di giudizio. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando che non può riesaminare la valutazione delle prove (come la tardività di una querela o l'attendibilità di un teste), compito esclusivo del giudice di merito.
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