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Art. 113 Codice di Procedura Civile

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1456 provvedimenti

Controvalore carta libera circolazione: no alla moneta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30112/2023, ha stabilito che la carta di libera circolazione non ha natura retributiva. Un lavoratore aveva richiesto il controvalore carta libera circolazione non goduta, ma la Corte ha respinto la domanda, definendo la carta un'agevolazione legata allo status di dipendente e non una parte dello stipendio. Di conseguenza, non può essere monetizzata.
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Decreto di espulsione: limiti del giudice ordinario
Un cittadino straniero impugna un decreto di espulsione sostenendo vizi procedurali e l'illegittimità del diniego di rinnovo del permesso di soggiorno. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che il giudice ordinario non può valutare la legittimità dell'atto amministrativo presupposto, ma solo verificare i requisiti di legge per l'espulsione.
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Decreto di espulsione nullo se pende ricorso asilo
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione emesso nei suoi confronti mentre era ancora pendente il suo ricorso per ottenere la protezione internazionale. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che il provvedimento prefettizio era illegittimo fin dall'origine e doveva essere annullato, non solo sospeso. La pendenza del giudizio per la protezione internazionale, infatti, garantisce allo straniero il diritto di soggiornare legalmente sul territorio nazionale fino alla decisione definitiva.
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Regolamento di confini: il valore delle mappe catastali
In una controversia tra proprietari di fondi confinanti, la Corte di Cassazione ha chiarito il valore probatorio delle mappe catastali. L'ordinanza stabilisce che, nell'ambito di un'azione di regolamento di confini, qualora i titoli di proprietà risultino ambigui e le altre prove incerte, il giudice può legittimamente fondare la propria decisione sulle risultanze catastali per determinare l'esatta linea di demarcazione tra gli immobili.
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Concessione abusiva di credito: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29840/2023, ha annullato una decisione di merito che aveva ritenuto una banca responsabile per concessione abusiva di credito. La Corte ha stabilito che per accertare tale responsabilità non sono sufficienti indizi generici, ma è necessaria un'analisi analitica e puntuale della situazione patrimoniale dell'impresa al momento esatto del finanziamento, basata su una valutazione 'ex ante' e non su eventi successivi. La mancanza di questa analisi rigorosa vizia la sentenza per 'motivazione apparente'.
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Azione di simulazione legittimario: la prova libera
Una figlia agisce con un'azione di simulazione legittimario contro la zia, sostenendo che la vendita di un immobile da parte del padre defunto fosse una donazione dissimulata. La Corte di Cassazione chiarisce che il legittimario, agendo per tutelare la propria quota di riserva lesa, è considerato terzo rispetto all'atto e può quindi fornire la prova della simulazione senza limiti, avvalendosi anche di testimoni e presunzioni.
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Valutazione della prova: Cassazione e limiti del giudice
Un caso di immissioni sonore arriva in Cassazione. La Corte chiarisce che la valutazione della prova, come la data di un trasloco, spetta al giudice di merito. In questo caso, gli atti di compravendita prevalgono sulle testimonianze per determinare il periodo di risarcimento del danno, confermando la discrezionalità del giudice nella valutazione della prova.
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Illecito permanente: la Cassazione sulla prescrizione
Un proprietario ha citato in giudizio l'erede del vicino per danni da infiltrazioni derivanti dalla demolizione di un muro. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del vicino, stabilendo che in caso di illecito permanente, come le infiltrazioni continue, la prescrizione per il risarcimento del danno si rinnova ad ogni nuovo evento dannoso, non decorrendo dall'azione originaria.
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Sanzioni regolamento comunale: illegittime senza legge
La Corte di Cassazione ha annullato le multe inflitte a un condominio e al suo amministratore per errato conferimento dei rifiuti. La decisione si fonda sulla violazione del principio di legalità: un regolamento comunale non può introdurre sanzioni amministrative, come l'obbligo di custodia dei bidoni, senza una specifica previsione in una legge di rango primario. Mancando tale base legale, le sanzioni sono state ritenute illegittime e annullate.
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Costi minimi autotrasporto: Cassazione decide
Una società committente ha contestato un ordine di pagamento per servizi di trasporto, sostenendo l'inapplicabilità della legge sui costi minimi autotrasporto. La Corte d'Appello ha parzialmente accolto la richiesta del trasportatore. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della committente e ha respinto quello del trasportatore, stabilendo che senza decreti ministeriali validi a fissare i parametri, non è dovuto alcun pagamento aggiuntivo.
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Sanzioni rifiuti: illegittima la multa del Comune
La Corte di Cassazione ha annullato le sanzioni rifiuti inflitte da un Comune a un condominio, stabilendo che le multe basate esclusivamente su un regolamento comunale sono illegittime. Manca infatti la necessaria copertura di una legge statale, violando il principio di legalità.
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Danno da licenziamento illegittimo: guida completa
La Cassazione chiarisce che l'indennità per licenziamento illegittimo non copre tutti i danni. Il lavoratore ha diritto a provare e ottenere un ulteriore risarcimento per il danno professionale e per il danno esistenziale subiti, distinti dalla mera perdita della retribuzione.
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Domanda nuova in appello: la Cassazione chiarisce
Un acquirente ha citato in giudizio un venditore per la consegna di un modello di ciclomotore errato. Dopo un accordo per la sostituzione, mai avvenuta, la Corte d'Appello ha respinto la richiesta dell'acquirente come 'domanda nuova in appello'. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che se il 'petitum' e la 'causa petendi' rimangono sostanzialmente gli stessi (risoluzione per inadempimento), si tratta di una modifica ammissibile e non di una domanda nuova, in linea con i principi di economia processuale.
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Autosufficienza del ricorso tributario: guida pratica
Una società di costruzioni ha impugnato un avviso di accertamento IMU, lamentando la mancata indicazione delle rendite catastali base. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per violazione del principio di autosufficienza del ricorso tributario, poiché l'atto non riportava testualmente le parti contestate dell'avviso e introduceva motivi nuovi in sede di legittimità.
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Responsabilità condominio: la transazione non lo salva
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità del condominio per danni da infiltrazioni, derivanti da parti comuni come il lastrico solare, non è esclusa da una precedente transazione tra i condomini e l'originario unico proprietario/venditore. Al momento della sua costituzione, il condominio assume un nuovo e autonomo obbligo di custodia ai sensi dell'art. 2051 c.c., distinto dalla garanzia per vizi del venditore. Pertanto, deve rispondere dei danni causati dalla mancata manutenzione successiva alla sua nascita.
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Compenso avvocato: dovuto anche con procura nulla?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al compenso di un avvocato deriva dal contratto di patrocinio (mandato) e non dalla procura alle liti. Anche se la procura è formalmente nulla, se l'attività professionale è stata effettivamente svolta su incarico del cliente, il compenso è dovuto. La Corte ha accolto il ricorso di un legale a cui era stato negato il pagamento proprio a causa di un vizio formale della procura, distinguendo nettamente l'incarico sostanziale (il mandato) dall'atto processuale (la procura).
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Danno da occupazione abusiva: no al risarcimento automatico
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il caso di un Comune che ha continuato a occupare un terreno privato per lo stoccaggio di rifiuti oltre la scadenza del contratto. La Corte, applicando un recente principio delle Sezioni Unite, stabilisce che il danno da occupazione abusiva non è automatico ('in re ipsa'), ma deve essere specificamente allegato dal proprietario. La sentenza di merito che aveva liquidato il danno come conseguenza automatica dell'occupazione è stata quindi annullata con rinvio, segnando un'importante evoluzione nella quantificazione di tale pregiudizio.
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Protezione speciale: Unilav prova il lavoro
Un cittadino straniero si vede negata la protezione speciale perché il Tribunale ritiene la sua integrazione debole, svalutando le comunicazioni di assunzione (Unilav) senza le relative buste paga. La Corte di Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo che per la protezione speciale l'Unilav è una prova sufficiente del rapporto di lavoro, avendo un valore probatorio preminente in quanto dichiarazione ufficiale. La causa è stata rinviata al Tribunale per un nuovo esame.
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Fatto illecito: autonomia del giudice civile
La Corte di Cassazione stabilisce che, in un'azione di risarcimento per un fatto illecito, il giudice civile ha il dovere di valutare autonomamente se tale fatto costituisca anche reato, ai fini dell'applicazione del termine di prescrizione più lungo. Questa valutazione è necessaria anche se il procedimento penale è stato archiviato, poiché il decreto di archiviazione non equivale a una sentenza di proscioglimento e non vincola la decisione civile.
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Assegnazione casa familiare: l’interesse dei figli vince
Una madre, genitore collocatario, si vede revocare l'assegnazione della casa familiare a causa di presunti cattivi rapporti con i parenti dell'ex partner. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che l'assegnazione casa familiare deve basarsi esclusivamente sul superiore interesse dei figli a rimanere nel loro habitat. La Corte ha ritenuto la motivazione del giudice d'appello 'apparente' e contraddittoria, in quanto priva di prove concrete del pregiudizio per i minori. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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