LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 113 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Pagina 4 di 6

111 provvedimenti

Altri anni per Art. 113 Codice di Procedura Civile

Patrocinio a spese dello Stato: guida al ricorso
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un'organizzazione no-profit a cui era stato negato il patrocinio a spese dello Stato. Il diniego iniziale si basava sull'errata convinzione che l'istanza fosse stata firmata da un soggetto non legittimato, mentre gli atti dimostravano la regolare nomina del firmatario come legale rappresentante. La decisione ribadisce l'importanza della verifica documentale dei poteri di firma.
Continua »
Patrocinio a spese dello Stato: regole di invio
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto dell'istanza per il patrocinio a spese dello Stato presentata da un ente associativo. Il motivo principale risiede nel mancato allegamento della copia del documento d'identità all'istanza inviata tramite posta. La Corte ha stabilito che l'autenticazione della firma da parte del difensore è sufficiente solo in caso di consegna diretta, mentre per l'invio a distanza rimane l'obbligo del documento identificativo.
Continua »
Responsabilità del custode: danni da alluvione
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un impianto di smaltimento rifiuti danneggiato da frane e alluvioni. La sentenza conferma che la responsabilità del custode non viene meno in presenza di piogge eccezionali se la mancata manutenzione del territorio ha contribuito al danno. L'ente pubblico proprietario del versante sovrastante è stato ritenuto responsabile per non aver realizzato opere di regimazione delle acque necessarie a prevenire l'ostruzione dei canali di scolo.
Continua »
Qualifica dirigenziale e promozione automatica
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un dipendente di una società di trasporti a ottenere la qualifica dirigenziale. Il lavoratore aveva svolto per anni mansioni di responsabilità eccedenti il suo inquadramento. La Corte ha stabilito che, per i dirigenti del settore trasporti, si applica la disciplina generale del Codice Civile sul diritto alla promozione dopo tre mesi di attività, rigettando le eccezioni basate su normative speciali o restrizioni per le società in house non retroattive.
Continua »
Inquadramento previdenziale: stop alla retroattività
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di una società relativo a un accertamento INAIL per contributi non versati a causa di un inquadramento previdenziale contestato. Sebbene la Corte abbia confermato l'illiceità dell'appalto di manodopera, ha accolto il motivo riguardante la retroattività della variazione della classificazione aziendale. I giudici hanno stabilito che, in assenza di dichiarazioni iniziali false, il nuovo inquadramento produce effetti solo dalla data della notifica del provvedimento.
Continua »
Contratto di avvalimento: quando è nullo il compenso
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto di avvalimento in cui il compenso era stato rimesso a una futura pattuizione senza criteri certi. Poiché il rapporto è stato qualificato come appalto di servizi, non è applicabile l'intervento del giudice per determinare il prezzo, rendendo l'intero accordo nullo per indeterminatezza dell'oggetto.
Continua »
Inadmissibilità ricorso cassazione: regole e oneri
La Corte di Cassazione ha confermato l'inadmissibilità ricorso cassazione presentato dagli eredi di un locatore contro un affittuario di una cava. Il caso riguardava il presunto mancato ripristino dei luoghi (gradoni e pendenze) alla fine del contratto. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso erano generici e non correlati alla decisione d'appello, sottolineando l'importanza di provare con precisione la fonte dell'obbligazione e di rispettare i requisiti di chiarezza degli atti giudiziari.
Continua »
Euribor manipolato: la Cassazione attende la UE
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria riguardante un contratto di leasing immobiliare contestato per tassi indeterminati e anatocismo. Il cuore della disputa riguarda l'applicazione del tasso Euribor manipolato nel periodo 2005-2008. La Corte ha deciso di sospendere il procedimento in attesa della decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, che dovrà chiarire se la violazione della concorrenza determini la nullità dei singoli contratti bancari stipulati dai clienti finali.
Continua »
Valori OMI imposta registro: validità accertamento
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti di utilizzo dei valori OMI imposta registro nella determinazione della base imponibile per il conferimento di immobili. La controversia nasce dalla rettifica del valore di un immobile operata dall'amministrazione finanziaria sulla base di medie statistiche. La Corte ha stabilito che, sebbene le quotazioni OMI non costituiscano da sole una prova certa del valore di mercato, possono essere legittimamente utilizzate come parametro correttivo se integrate con altri elementi istruttori, come perizie di stima o caratteristiche specifiche del bene.
Continua »
Sentenza secondo equità: limiti impugnazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello contro una sentenza secondo equità emessa dal Giudice di Pace per una lite di valore inferiore a 1.100 euro. Il ricorrente aveva contestato aspetti legati al merito e alla valutazione delle prove, motivi non ammessi per questa tipologia di provvedimenti. La Corte ha ribadito che l'impugnazione è possibile solo per violazioni di norme processuali, costituzionali o principi fondamentali, condannando il ricorrente per lite temeraria.
Continua »
Cessione del quinto: a chi spetta il credito?
Un lavoratore ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro, l'appaltatore e il committente poiché il datore di lavoro, dopo aver trattenuto le rate per un prestito con cessione del quinto, non le aveva versate all'istituto finanziario. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del lavoratore, chiarendo che con la cessione, il credito si trasferisce all'istituto finanziario, che diventa l'unico creditore. Di conseguenza, il lavoratore non può rivendicare tali somme per sé, e la responsabilità solidale del committente e dell'appaltatore non si applica a questo specifico debito.
Continua »
Clausola maggior somma: quando la sentenza è appellabile
Un avvocato ha citato in giudizio un ex cliente per il pagamento di un compenso professionale inferiore a 500 euro, inserendo nell'atto la dicitura 'o nella maggior somma accertata'. Il Giudice di Pace ha accolto parzialmente la domanda. L'appello dell'avvocato è stato dichiarato inammissibile perché il valore della causa era inferiore a 1.100 euro, rientrando così nelle sentenze decise secondo equità e non appellabili. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la mera 'clausola maggior somma', senza ulteriori elementi concreti che ne giustifichino un valore superiore, non è sufficiente a rendere la causa di valore indeterminato e quindi non garantisce l'appellabilità della sentenza.
Continua »
Azione di rivendicazione: prova attenuata e usucapione
La Corte di Cassazione chiarisce i confini dell'azione di rivendicazione e il relativo onere della prova. In un caso di disputa su confini di proprietà, la Corte ha stabilito che la cosiddetta 'probatio diabolica' a carico di chi agisce in rivendica si attenua notevolmente quando il convenuto, per difendersi, eccepisce l'usucapione. Poiché l'usucapione presuppone il possesso di un bene altrui, tale difesa costituisce un riconoscimento della precedente titolarità dell'attore, esonerandolo dalla prova rigorosa della proprietà risalendo a un acquisto a titolo originario. La Corte ha quindi rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano ordinato l'arretramento di una costruzione edificata in violazione delle distanze legali.
Continua »
Recesso ad nutum: il Comune può recedere dal contratto?
Una società ottiene in comodato un capannone da un Comune e vi realizza migliorie. L'ente locale esercita il recesso ad nutum previsto dal contratto. La società si oppone, invocando il legittimo affidamento e l'abuso del diritto. La Corte di Cassazione conferma la validità del recesso, sottolineando che la chiara previsione contrattuale prevale, rendendo incerta la durata del godimento del bene sin dall'inizio e giustificando l'azione del Comune, motivata anche dalla necessità di sanare un'illegittimità.
Continua »
Onere della prova conto corrente: decisione Cassazione
In una causa di ripetizione di indebito contro una banca per un conto corrente risalente al 1978, la Cassazione ha chiarito l'onere della prova del correntista. La Corte ha stabilito che per provare le proprie ragioni, il cliente non è obbligato a produrre tutti gli estratti conto del rapporto, potendo la prova essere desunta anche da altri elementi, come una consulenza tecnica. Inoltre, la domanda di restituzione del capitale include implicitamente quella degli interessi attivi maturati. La sentenza di appello è stata cassata con rinvio.
Continua »
Appello inammissibile: il ricorso basato su un non-motivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune condannato a risarcire i danni da allagamento causati da opere pubbliche. L'appello è stato ritenuto inammissibile perché i motivi erano generici, si limitavano a criticare le conclusioni del perito senza formulare censure specifiche e riproponevano questioni già coperte da giudicato, come la giurisdizione. La Corte ha ribadito che un ricorso non può essere una mera contestazione dei fatti accertati nei gradi precedenti.
Continua »
Esdebitazione: quale legge si applica? La Cassazione
Un imprenditore, fallito sotto la vigenza della vecchia legge fallimentare, ha richiesto l'esdebitazione dopo l'entrata in vigore del nuovo Codice della Crisi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la procedura di esdebitazione, essendo la fase conclusiva del fallimento, rimane disciplinata dalla legge vigente al momento dell'apertura della procedura concorsuale. Inoltre, la Corte ha confermato che anche i comportamenti tenuti dal debitore prima della dichiarazione di fallimento, se hanno ritardato la liquidazione dell'attivo, sono rilevanti per negare il beneficio della liberazione dai debiti.
Continua »
Risarcimento danni patto parasociale: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di risarcimento danni per violazione di un patto parasociale. La controversia vedeva contrapposti i soci di minoranza di una joint-venture e il socio di maggioranza, una grande società energetica. Quest'ultima non aveva adempiuto all'obbligo di trasferire alcuni rami d'azienda alla società comune, come previsto dagli accordi. La Corte ha confermato il diritto dei soci di minoranza a richiedere direttamente il risarcimento del danno subito, distinguendolo dal pregiudizio arrecato al patrimonio della società partecipata. La sentenza chiarisce importanti principi sulla legittimazione ad agire dei soci e sulla corretta impugnazione delle sentenze non definitive e definitive.
Continua »
Motivazione apparente: sentenza nulla se generica
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per vizio di motivazione apparente. I giudici d'appello avevano respinto le doglianze di alcuni contribuenti, relative alla mancata notifica di un avviso di irregolarità e alla decadenza del termine di accertamento per redditi a tassazione separata, affermando genericamente che i motivi non erano stati confutati, senza però esaminarli nel merito. La Suprema Corte ha stabilito che tale condotta equivale a un'omissione della motivazione, rendendo la sentenza nulla e rinviando il caso a un nuovo esame.
Continua »
Contratto di agenzia: stabilità e differenze
Un collaboratore, dopo aver procurato affari in Angola per un'azienda, ha richiesto il riconoscimento di un rapporto di agenzia per ottenere provvigioni postume. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Il punto cruciale è stata la qualificazione del rapporto come procacciamento d'affari e non come contratto di agenzia, a causa della mancanza del requisito della stabilità. La Corte ha chiarito che lo sviluppo di un'unica, seppur complessa, iniziativa commerciale con un solo cliente non integra la stabilità necessaria per configurare un contratto di agenzia.
Continua »