Un commerciante di pesce ha contestato un avviso di accertamento fiscale. L'Amministrazione Finanziaria aveva utilizzato il metodo dell'accertamento analitico induttivo, basandosi su una serie di indizi: mancata emissione di scontrini, un reddito dichiarato di soli 6.628 euro a fronte di un mutuo da 80.000 euro e del possesso di quattro autovetture. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco. Ha stabilito che la presenza di più elementi presuntivi, gravi, precisi e concordanti, legittima questo tipo di accertamento. Inoltre, ha confermato che spetta al contribuente l'onere di provare il contrario, fornendo prove concrete di una situazione diversa.
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