LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 111 Costituzione — Anno 2025

Pagina 18 di 40

4332 provvedimenti

Altri anni per Art. 111 Costituzione

Spese di cassazione: l’obbligo del giudice di rinvio
In una controversia fiscale, la Cassazione ha stabilito che il giudice del rinvio ha l'obbligo di pronunciarsi sulle spese di cassazione, come indicato dalla precedente sentenza di legittimità. L'omissione di tale decisione comporta la cassazione della sentenza d'appello. La Corte ha accolto il ricorso del contribuente su questo specifico punto, compensando integralmente le spese di tutti i gradi di giudizio per via della soccombenza reciproca.
Continua »
Credito d’imposta società di persone: uso del socio
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'attribuzione di un credito d'imposta maturato da una società di persone ai propri soci è legittima. Tale operazione non costituisce una cessione di credito, ma una particolare forma di utilizzo consentita dal principio di trasparenza fiscale. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato l'uso del credito da parte di una società socia, ma il suo ricorso è stato respinto. La Corte ha inoltre dichiarato giuridicamente inesistente una precedente sentenza emessa per errore sulla stessa controversia.
Continua »
Revocazione sentenza Cassazione: quando è inammissibile
Una lavoratrice, licenziata per giusta causa, chiede la revocazione di una sentenza della Cassazione che aveva confermato il licenziamento, a seguito di una successiva assoluzione in sede penale. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo i rigidi limiti della revocazione sentenza Cassazione, in particolare quando la Corte ha emesso una pronuncia di rigetto e non ha deciso la causa nel merito.
Continua »
Compensazione spese legali: la Cassazione decide
Un contribuente vince una causa contro l'ente di riscossione, ma i giudici di merito compensano le spese legali. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, affermando che la compensazione spese legali è un'eccezione che richiede una motivazione specifica e forte, assente nel caso di specie. L'ente è stato quindi condannato a rimborsare tutti i costi.
Continua »
Maggiorazione imposta pubblicità: stop dopo il 2012
Una società ha impugnato un avviso di accertamento di un comune per l'imposta sulla pubblicità relativa all'anno 2014. La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità della maggiorazione imposta pubblicità applicata dall'ente locale, poiché la facoltà di aumentare le tariffe era stata abrogata nel 2012. Di conseguenza, le maggiorazioni erano valide solo fino al 31 dicembre 2012. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
Continua »
Improcedibilità ricorso Cassazione: onere deposito
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che la mancata allegazione della sentenza impugnata con la relata di notifica determina l'improcedibilità del ricorso in cassazione. La Corte sottolinea come la dichiarazione di avvenuta notifica contenuta nel ricorso stesso faccia scattare per il ricorrente l'onere inderogabile di produrre la documentazione, senza possibilità di sanatorie successive. Questo principio di autoresponsabilità è fondamentale per garantire la certezza dei termini processuali.
Continua »
Servitù di passaggio veicolare: limiti e prova
La Corte di Cassazione conferma la decisione della Corte d'Appello che riconosceva una servitù di passaggio veicolare generica, e non limitata ai soli mezzi agricoli. Il caso chiarisce l'importanza di un'accurata formulazione della domanda giudiziale (petitum) e i limiti del sindacato di legittimità sulla motivazione della sentenza di merito. La Suprema Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, ritenendoli inammissibili o infondati, sottolineando che il giudice d'appello aveva correttamente interpretato la volontà originaria delle parti di ottenere un passaggio per qualsiasi veicolo.
Continua »
Prova spedizione raccomandata: chi deve dimostrarla?
Un cittadino si oppone a una cartella di pagamento, sostenendo di aver impugnato l'atto originario tramite raccomandata. I giudici di merito respingono la sua tesi per mancanza di prova. La Corte di Cassazione, invece, accoglie il ricorso, stabilendo che la prova spedizione raccomandata, attestata dalla ricevuta di ritorno, genera una presunzione di conoscenza. Spetta quindi al destinatario dimostrare che il plico era vuoto o conteneva un atto diverso, invertendo l'onere della prova. La sentenza è stata annullata con rinvio.
Continua »
Collegamento negoziale: risoluzione e valutazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32754/2025, affronta un caso di inadempimento in un'operazione immobiliare complessa, caratterizzata da un collegamento negoziale tra un contratto di compravendita e diverse scritture private per lavori edili. La Corte ha stabilito che, in presenza di contratti collegati, la gravità dell'inadempimento ai fini della risoluzione non può essere valutata in modo frammentario per ogni singolo accordo. È invece necessaria una valutazione sinergica e globale del comportamento di tutte le parti, considerando l'intera operazione economica. La sentenza di merito è stata cassata perché aveva omesso di valutare comparativamente le inadempienze di entrambe le parti, limitandosi a considerare solo quelle della società costruttrice.
Continua »
Motivazione per relationem: quando la sentenza è nulla
Un professionista ha richiesto la regolarizzazione dei contributi previdenziali a un'azienda sanitaria. Dopo due gradi di giudizio favorevoli, l'azienda ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha annullato la sentenza d'appello per un vizio di motivazione. La Corte d'Appello aveva infatti utilizzato una motivazione per relationem, richiamando un'altra sentenza senza effettuare un'analisi critica e autonoma del caso specifico. La Cassazione ha ribadito che tale pratica, se non accompagnata da una valutazione effettiva dei motivi di impugnazione, rende la sentenza nulla per motivazione apparente.
Continua »
Truffa aggravata pensione: quando il prelievo è reato
Un uomo anziano, condannato per truffa aggravata pensione per aver continuato a prelevare la pensione di una persona deceduta con cui conviveva, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'uso continuato della carta di prelievo costituisce un comportamento attivo fraudolento (artifizi e raggiri) e non una mera omissione. Questa condotta, finalizzata a ingannare l'ente pubblico, integra il reato di truffa e non altre fattispecie meno gravi.
Continua »
Custodia cautelare: quando si applica dopo condanna?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato, inizialmente assolto dall'accusa di associazione mafiosa, e successivamente condannato in appello. La sentenza si concentra sulla legittimità della custodia cautelare disposta dopo la condanna, ribaltando la precedente assoluzione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'imputato, affermando che la sentenza di condanna, anche se non ancora motivata, costituisce di per sé un quadro indiziario solido per giustificare la misura. Inoltre, ha confermato la validità della presunzione di pericolosità per i reati di mafia, ritenendo non sufficienti gli elementi portati dalla difesa per dimostrare un effettivo allontanamento dal contesto criminale.
Continua »
Ricorso in cassazione: l’obbligo del difensore è legge
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in cassazione presentato personalmente dall'imputato. La Corte ribadisce che, dopo la riforma del 2017, è obbligatoria la sottoscrizione da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, respingendo le questioni di legittimità costituzionale e di contrasto con le norme europee.
Continua »
Termini giudizio di rinvio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40100/2025, ha rigettato il ricorso di un imputato per traffico di stupefacenti, stabilendo un principio chiave sui termini del giudizio di rinvio. La Corte ha chiarito che il termine di dieci giorni per la decisione del Tribunale del riesame, a seguito di un annullamento con rinvio, decorre dalla ricezione degli atti nuovamente richiesti all'autorità procedente e non dalla trasmissione del fascicolo da parte della Cassazione. Questa interpretazione garantisce la completezza del quadro probatorio per il nuovo giudizio, bilanciando celerità e diritto di difesa. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché basato su una errata interpretazione della decorrenza dei termini processuali.
Continua »
Minimale contributivo: obblighi anche per assenze
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di versare il minimale contributivo sussiste anche in caso di assenze ingiustificate del lavoratore. In un caso riguardante la responsabilità solidale di un'azienda committente per i contributi non versati da una società appaltatrice, la Corte ha respinto il ricorso dell'azienda, chiarendo che l'obbligazione contributiva è autonoma rispetto all'effettiva prestazione lavorativa. Il verbale ispettivo è stato ritenuto una fonte di prova valida e si è ribadito che l'onere di dimostrare i requisiti per eventuali esenzioni spetta al datore di lavoro.
Continua »
Ricorso improcedibile: mancato deposito sentenza
Un istituto di credito ha impugnato in Cassazione una sentenza d'appello che annullava una garanzia per dolo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso improcedibile perché la banca, pur avendo dichiarato di aver ricevuto la notifica della sentenza, non ha depositato la copia notificata entro i termini di legge. Questo errore procedurale ha impedito alla Corte di verificare la tempestività dell'impugnazione, rendendo l'esame del merito impossibile.
Continua »
Disconoscimento trascrizione: quando è valida in giudizio
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un dentista condannato per responsabilità professionale. La decisione si fonda sulla validità probatoria di una trascrizione di una conversazione, nonostante il disconoscimento trascrizione da parte del professionista. La Corte ha stabilito che il disconoscimento deve essere specifico e non generico per invalidare la prova.
Continua »
Impresa familiare: quote e onere della prova
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un ex-coniuge al pagamento di una cospicua somma in favore dell'altra per la sua partecipazione in un'impresa familiare. Il ricorso, basato su presunti errori nella valutazione delle prove e della consulenza tecnica, è stato respinto. La Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge. La sentenza chiarisce i limiti della revisione delle decisioni di merito in materia di impresa familiare.
Continua »
Impresa familiare: quando non spetta il diritto agli utili
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, negando a una sorella il diritto a una quota di utili dell'impresa familiare gestita dal fratello. Nonostante la sua collaborazione fosse provata, la ricorrente non ha dimostrato l'esistenza di utili non distribuiti o di incrementi patrimoniali non goduti. I proventi dell'attività erano già stati impiegati per il mantenimento dell'intero nucleo familiare, inclusa la stessa ricorrente, estinguendo di fatto il suo diritto di partecipazione agli utili dell'impresa familiare.
Continua »
Compensazione spese processuali: quando è legittima?
Una lavoratrice ha ottenuto la condanna solidale del suo datore di lavoro, una cooperativa, e dell'ente pubblico appaltante per il pagamento di retribuzioni non corrisposte. Tuttavia, la Corte d'Appello ha disposto la compensazione delle spese processuali tra la lavoratrice e l'ente pubblico, motivandola con l'esistenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti sulla materia. La lavoratrice ha impugnato tale decisione in Cassazione, ma il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Suprema Corte ha chiarito che il potere di compensazione è discrezionale e la motivazione basata su un contrasto giurisprudenziale è sufficiente a superare il vaglio di legittimità.
Continua »