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Art. 111 Costituzione — Anno 2024

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4290 provvedimenti

Altri anni per Art. 111 Costituzione

Antieconomicità dei costi: la Cassazione sulla prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22698/2024, ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento per il recupero dell'IVA. Il caso verteva su costi per personale distaccato e pubblicità ritenuti eccessivi. La Corte ha stabilito che la manifesta antieconomicità dei costi, pur non essendo di per sé causa di indetraibilità, costituisce un forte indizio di non inerenza della spesa all'attività d'impresa. Questo inverte l'onere della prova, obbligando il contribuente a dimostrare la coerenza economica dell'operazione e la sua effettiva attinenza all'attività aziendale.
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Accertamenti bancari: la presunzione sui conti dei soci
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22697/2024, ha ribadito i principi in materia di accertamenti bancari. Nel caso di una società a ristretta base, le movimentazioni sui conti correnti personali dei soci possono essere presuntivamente attribuite alla società come ricavi non dichiarati. La Corte ha chiarito che l'onere di dimostrare la natura extratributaria di tali somme spetta al contribuente. A seguito di due sentenze di merito contrastanti, la Cassazione ha annullato entrambe le decisioni, rinviando il caso alla Corte di Giustizia Tributaria per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Prescrizione rivalutazione amianto: la Cassazione
Un lavoratore esposto ad amianto si è visto negare il diritto alla rivalutazione dei contributi per intervenuta prescrizione. La Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il termine per la prescrizione della rivalutazione amianto decorre dal momento in cui il lavoratore acquisisce consapevolezza della sua esposizione, come dimostrato dalla richiesta di certificazione agli enti competenti, e non da date successive. La Corte ha ribadito che tale prescrizione estingue l'intero diritto e non solo i singoli ratei.
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Prescrizione rivalutazione amianto: quando inizia?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore esposto ad amianto, confermando la decisione dei giudici di merito sulla prescrizione del diritto alla rivalutazione contributiva. La sentenza stabilisce che il termine di prescrizione decennale per la rivalutazione amianto inizia a decorrere dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza dell'esposizione, che si presume coincidere con la presentazione della prima istanza amministrativa di riconoscimento. Trattandosi di un diritto autonomo, la sua estinzione è definitiva e totale, non limitata ai singoli ratei pensionistici.
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Prescrizione amianto: decorrenza e consapevolezza
Un lavoratore esposto ad amianto ha richiesto la rivalutazione contributiva, ma l'ente previdenziale ha eccepito la prescrizione. La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto è prescritto, chiarendo che il termine di prescrizione amianto decorre dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza dell'esposizione, momento che può coincidere con la richiesta di certificazione all'istituto infortunistico.
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Revocazione per giudicato penale: limiti del riesame
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcune società che chiedevano la revocazione di una sentenza del Consiglio di Stato. Tale richiesta era basata su una successiva assoluzione in sede penale per gli stessi fatti che avevano originato una sanzione antitrust. La Corte ha stabilito che la valutazione sulla sussistenza dei presupposti per la revocazione per giudicato penale rientra nei limiti interni della giurisdizione amministrativa e non può essere sindacata dalla Cassazione, che può intervenire solo per violazioni dei limiti esterni. L'assoluzione penale non determina automaticamente la caducazione della sanzione amministrativa.
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Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
Un lavoratore, esposto ad amianto, si è visto negare il diritto alla rivalutazione contributiva in appello per intervenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando che il termine di prescrizione decennale per questo beneficio, autonomo rispetto alla pensione, decorre dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza dell'esposizione, non dal pensionamento. La Suprema Corte ha inoltre ribadito che il giudice ha il potere di individuare autonomamente tale momento iniziale, basandosi sugli atti di causa.
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Ricorso inammissibile: i requisiti di specificità
Una società di costruzioni ha impugnato un preavviso di iscrizione ipotecaria. Dopo una vittoria parziale in primo grado, la decisione è stata ribaltata in appello. La Corte di Cassazione ha infine dichiarato il ricorso inammissibile per gravi vizi procedurali, tra cui la mancanza di specificità dei motivi e l'errata formulazione delle censure, sottolineando l'importanza del rigore formale negli atti di impugnazione.
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Ruralità agriturismo: sì anche per immobili A/8
Una società agricola si è vista negare i benefici fiscali per un immobile destinato ad agriturismo perché classificato in categoria catastale A/8 (villa). La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22674/2024, ha ribaltato la decisione, affermando un principio chiave: se l'immobile è usato per un'attività strumentale all'agricoltura, come la ruralità agriturismo, la sua natura funzionale prevale sulla classificazione catastale di lusso. Di conseguenza, anche un immobile A/8 può essere considerato rurale.
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Valutazione immobile: i criteri per l’accertamento
Una società immobiliare impugna un avviso di accertamento per la rettifica del valore di un bene. La Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la valutazione immobile dell'Agenzia delle Entrate non può basarsi su dati comparativi antecedenti di oltre tre anni rispetto all'atto di compravendita, come invece avvenuto nel caso di specie.
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Associazione mafiosa: Cassazione su prova e ruoli
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di diversi imputati condannati per associazione mafiosa. La sentenza conferma la valutazione delle corti di merito basata su intercettazioni e dichiarazioni, chiarendo i criteri per provare la partecipazione e il ruolo apicale all'interno del clan, l'uso legittimo dei trojan per le indagini e la sussistenza dell'aggravante delle armi.
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Legato testamentario: come si acquista la proprietà
Un'arma da caccia, oggetto di sequestro, era stata lasciata tramite un legato testamentario. Il beneficiario ne rivendicava la proprietà, ma il Tribunale respingeva la richiesta sostenendo che il diritto fosse prescritto per mancata accettazione dell'eredità entro dieci anni. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che il legato testamentario si acquista automaticamente al momento della morte del testatore, senza necessità di accettazione, salvo rinuncia. Di conseguenza, il diritto di proprietà del legatario non era venuto meno e il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Compensazione spese legali: motivazione apparente
Una società vince una causa tributaria ma il giudice compensa le spese legali. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società, stabilendo che la giustificazione per la compensazione spese legali era basata su una motivazione apparente, ovvero frasi generiche e non ancorate ai fatti specifici della causa. La sentenza è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione.
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Detraibilità IVA LBO: la Cassazione conferma il diritto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22608/2024, ha stabilito un importante principio in materia di detraibilità IVA LBO. Il caso riguardava una società veicolo (SPV) creata per un'operazione di leveraged buy-out, che aveva sostenuto costi di consulenza. L'Agenzia delle Entrate negava il rimborso dell'IVA, sostenendo che la SPV fosse un 'consumatore finale' e non un soggetto passivo IVA. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, affermando che i costi sostenuti dalla SPV, pur in assenza di operazioni attive, sono da considerarsi spese di investimento preparatorie all'attività economica futura della società risultante dalla fusione. Pertanto, la SPV ha diritto alla detrazione dell'IVA, in ossequio al principio di neutralità dell'imposta.
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Prescrizione benefici amianto: quando inizia?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22598/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione dei benefici amianto. La Corte ha chiarito che il termine decennale per richiedere la rivalutazione contributiva non decorre automaticamente dalla data di pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza di essere stato esposto a sostanze nocive. La sentenza di merito, che aveva respinto la domanda di una lavoratrice ritenendola tardiva, è stata annullata con rinvio.
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Reverse charge oro: purezza e non attività del cessionario
La Cassazione ha stabilito che per l'applicazione del reverse charge oro, non è necessario che l'acquirente svolga direttamente l'attività di fusione. Sono sufficienti la purezza del metallo (superiore a 325 millesimi) e la sua non immediata destinazione al consumo, essendo deputato a una nuova trasformazione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che sosteneva la necessità di verificare l'attività del cessionario.
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Raddoppio dei termini: non si applica all’IRAP
Un imprenditore contesta un avviso di accertamento per l'utilizzo di fatture false. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22589/2024, ha parzialmente accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sul raddoppio dei termini per l'accertamento. Sebbene l'estensione dei termini sia legittima in presenza di reati fiscali per imposte sui redditi e IVA, la Corte ha chiarito che tale raddoppio dei termini non si applica all'IRAP, poiché per questa imposta non sono previste sanzioni penali. La causa è stata rinviata per un nuovo esame su questo specifico punto.
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Mancata risposta questionario: legittimo recupero IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22587/2024, ha rigettato il ricorso di una società contro due avvisi di accertamento. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato l'emissione di fatture per operazioni inesistenti e, a seguito della mancata risposta a un questionario, aveva disconosciuto la detrazione dell'IVA. La Corte ha confermato la legittimità dell'operato dell'Agenzia, sottolineando come le eccezioni relative al disconoscimento della detrazione IVA debbano essere sollevate sin dal primo grado di giudizio, non potendo essere introdotte per la prima volta in appello.
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Prescrizione benefici amianto: quando decorre?
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un lavoratore, stabilendo un principio chiave sulla prescrizione benefici amianto. Il termine decennale non decorre automaticamente dalla data di pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore ha acquisito la consapevolezza dell'esposizione nociva. La sentenza d'appello, che aveva respinto la domanda ritenendola tardiva, è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione basata su questo criterio.
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Esenzione IMU coniugi: la Cassazione accoglie
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un contribuente contro l'avviso di accertamento IMU. La sentenza chiarisce che, a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale, l'esenzione IMU per coniugi spetta a entrambi se hanno residenze e dimore abituali diverse. Non è legittimo negare il beneficio a un coniuge solo perché l'altro ne sta già usufruendo per un altro immobile. La causa è stata rinviata per un nuovo esame basato su questo principio.
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