Una Banca ristruttura il tetto e la tettoia di un edificio storico, parti comuni di un condominio, a causa di un grave rischio di crollo. Successivamente, chiede il rimborso agli altri proprietari, sostenendo si trattasse di spese urgenti condominio. La Corte di Cassazione, però, nega il diritto al rimborso. I giudici chiariscono che il requisito dell'urgenza non sussiste se il condomino ha avuto il tempo, come in questo caso protrattosi per anni, di avvisare l'amministratore o l'assemblea. La lunga pianificazione dei lavori esclude la natura indifferibile dell'intervento. Di conseguenza, la Banca che ha agito di propria iniziativa senza autorizzazione deve sostenere l'intero costo dei lavori.
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