I rappresentanti di un'azienda informatica hanno commissionato a un'agenzia di comunicazione la produzione di video promozionali, garantendo la copertura economica tramite un imminente finanziamento europeo. Gli imputati hanno tuttavia nascosto la revoca di tale finanziamento e hanno millantato una solida operatività internazionale, inducendo la vittima a svolgere il lavoro senza chiedere alcun anticipo. Dopo la consegna, i committenti sono spariti dal mercato. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di truffa contrattuale, escludendo l'ipotesi del semplice inadempimento civile o dell'insolvenza fraudolenta. Il silenzio malizioso, unito alle false rassicurazioni sulla solidità aziendale, costituisce un vero e proprio raggiro. Il reato è stato dichiarato procedibile d'ufficio a causa della gravità del danno economico arrecato.
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