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Art. 11 Codice Civile

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308 provvedimenti

Valore doganale royalties: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate al titolare di un marchio devono essere incluse nel valore doganale delle merci importate se il titolare esercita un controllo, anche indiretto, sull'importatore o sui produttori. In questo caso, il pagamento delle royalties diventa una 'condizione di vendita'. L'ordinanza chiarisce che il concetto di controllo va oltre i semplici controlli di qualità e si estende a poteri gestionali e di orientamento. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva escluso tale inclusione, rinviando per un nuovo esame del contratto di licenza alla luce dei principi affermati.
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Valore doganale: quando le royalties vanno incluse
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties corrisposte per l'utilizzo di un marchio devono essere incluse nel valore doganale delle merci importate quando il titolare del marchio esercita un controllo sul produttore o sull'importatore che va oltre la semplice verifica della qualità. Se il pagamento delle royalties è una condizione essenziale per la vendita e l'importazione, esso diventa parte integrante del valore imponibile ai fini di dazi e IVA.
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Responsabilità fondatore unico: Cassazione nega analogia
Una banca ha citato in giudizio l'ente fondatore unico (un Comune) di una fondazione insolvente, cercando di ritenerlo responsabile per i debiti dell'ente per analogia con le norme sulle società per azioni unipersonali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la norma sulla responsabilità illimitata del socio unico (vecchio art. 2362 c.c.) è eccezionale e non può essere estesa alle fondazioni. La Corte ha inoltre confermato la prescrizione delle azioni risarcitorie.
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Assegno ad personam: no aumenti durante il blocco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9591/2025, ha stabilito che l'assegno ad personam per un militare transitato nei ruoli civili non può essere aumentato per includere emolumenti maturati solo giuridicamente durante il periodo del blocco stipendiale (2011-2014). La Corte ha chiarito che il calcolo deve basarsi sul trattamento economico effettivamente percepito al momento del transito, e non su quello astrattamente maturato, confermando la finalità di contenimento della spesa pubblica della normativa sul blocco.
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Contratto pubblica amministrazione: forma scritta e valore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un professionista che chiedeva il pagamento per consulenze fornite a diversi Comuni. La Corte ha ribadito che un contratto con la pubblica amministrazione richiede inderogabilmente la forma scritta, intesa come un documento che formalizzi l'incontro delle volontà delle parti (proposta e accettazione) e contenga gli elementi essenziali come l'oggetto e il corrispettivo. Una delibera interna dell'ente o una successiva richiesta di informazioni non sono sufficienti a perfezionare il vincolo contrattuale né a configurare una valida ricognizione di debito.
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Abuso d’ufficio: risarcimento e nuova legge
In una complessa vicenda legale, una regione ha citato in giudizio un ex amministratore pubblico per danni derivanti da un presunto abuso d'ufficio. Dopo che il reato è stato dichiarato prescritto, il tribunale civile ha negato il risarcimento applicando retroattivamente una nuova legge più favorevole. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza delle questioni legali sollevate, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Raddoppio dei termini: Cassazione e regime transitorio
Un professionista contesta avvisi di accertamento basati su movimentazioni bancarie, eccependo la decadenza del potere impositivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità del raddoppio dei termini in base al regime transitorio applicabile agli atti notificati nel 2015, anche in presenza di una denuncia penale presentata oltre i termini ordinari.
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Amministratore di sostegno: poteri e nomina estera
In un caso di risarcimento danni per un grave incidente stradale, il Tribunale di Venezia ha esaminato le eccezioni sulla legittimità dell'amministratore di sostegno a rappresentare la vittima, cittadina straniera. La corte ha respinto le contestazioni relative alla delega dei poteri e alla coesistenza di un provvedimento di tutela estero, affermando la piena validità dei poteri dell'amministratore di sostegno a procedere con la causa, privilegiando la protezione effettiva della persona incapace.
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Benefici vittime criminalità: stop all’esclusione
La Corte di Cassazione, recependo una sentenza della Corte Costituzionale, ha annullato la sospensione dei benefici vittime criminalità erogati alla madre di una persona deceduta. La decisione si fonda sull'incostituzionalità della norma che prevedeva un'esclusione automatica dal beneficio in presenza di parenti con procedimenti penali per mafia. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata non più su automatismi, ma su un accertamento concreto dell'estraneità del beneficiario ad ambienti delinquenziali.
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Esenzione Tarsu per enti religiosi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente religioso che chiedeva l'annullamento di un avviso di accertamento per la Tarsu. La sentenza stabilisce che l'esenzione Tarsu per enti religiosi è applicabile solo ai locali specificamente destinati al culto e non produttivi di rifiuti, con l'onere della prova a carico del contribuente. Inoltre, ha confermato la validità dell'atto emesso da un raggruppamento di imprese, anche se una società svolgeva attività di supporto senza essere iscritta all'albo specifico, e ha ribadito la legittimità della motivazione 'per relationem' se l'atto richiamato è già noto al contribuente.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, interviene sul tema del raddoppio termini accertamento per capitali detenuti all'estero. Il caso riguarda un avviso di accertamento per l'anno 2004 notificato a un contribuente per maggiori redditi derivanti da attività finanziarie non dichiarate in Svizzera. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: la presunzione legale di evasione introdotta nel 2009 non è retroattiva e non può applicarsi a periodi d'imposta antecedenti. Tuttavia, la norma che prevede il raddoppio dei termini di accertamento, avendo natura procedurale, si applica retroattivamente. Di conseguenza, l'accertamento è legittimo nei termini, ma l'Amministrazione Finanziaria deve provare l'evasione basandosi su presunzioni semplici (gravi, precise e concordanti) e non sulla presunzione legale automatica. La Corte ha inoltre accolto il motivo relativo alle sanzioni, disponendo l'applicazione del trattamento più favorevole (favor rei) previsto dalla normativa successiva.
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Accertamento retroattivo: la Cassazione sui limiti
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di accertamento retroattivo per capitali detenuti all'estero. Con l'ordinanza n. 26372/2025, ha stabilito che la presunzione legale di evasione introdotta nel 2009 non può essere applicata a periodi d'imposta precedenti, come il 2005. Tuttavia, ha confermato la validità retroattiva del raddoppio dei termini per l'accertamento in caso di violazioni che coinvolgono Paesi a fiscalità privilegiata. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, rinviando il caso per una nuova valutazione basata non su una presunzione legale, ma su presunzioni semplici che l'Agenzia delle Entrate dovrà provare.
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Detraibilità IVA contributi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla detraibilità IVA per gli acquisti finanziati con contributi pubblici. La sentenza stabilisce che spetta al contribuente l'onere di provare che le spese sostenute siano inerenti a un'attività commerciale imponibile. In assenza di tale prova, il diritto alla detrazione non può essere riconosciuto. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva concesso una detrazione pro-rata senza una valutazione specifica delle prove fornite, ribadendo l'importanza fondamentale dell'onere della prova in materia fiscale.
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Detraibilità IVA con contributi pubblici: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la detraibilità IVA è esclusa per gli acquisti di beni e servizi effettuati da un'associazione utilizzando contributi pubblici a fondo perduto. Se tali contributi finanziano attività istituzionali e non commerciali, gli acquisti non sono considerati imponibili ai fini IVA e, di conseguenza, l'imposta assolta non può essere detratta. La Corte ha inoltre ribadito che l'onere di provare il collegamento tra l'acquisto e un'attività commerciale imponibile spetta al contribuente.
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Sopraelevazione abusiva: demolizione per rischio sismico
La Corte di Cassazione conferma la demolizione di una sopraelevazione abusiva realizzata in violazione delle norme antisismiche. La sentenza stabilisce che la non conformità a tali normative genera una presunzione di pericolosità, rendendo irrilevanti i permessi amministrativi ottenuti. Il costruttore ha l'onere di provare la sicurezza dell'intera struttura, non solo della nuova costruzione.
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Esdebitazione fallimento: si applica la vecchia legge
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce un principio chiave in materia di esdebitazione fallimento. Per le procedure di fallimento avviate prima dell'entrata in vigore del nuovo Codice della Crisi (15 luglio 2022), la richiesta di liberazione dai debiti deve seguire le regole della vecchia Legge Fallimentare. La Corte ha chiarito che l'esdebitazione non è un procedimento autonomo, ma la fase conclusiva del fallimento, e pertanto soggiace alla stessa disciplina normativa applicata all'intera procedura, senza possibilità di applicare le norme sopravvenute.
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Obblighi enti locali consorzi: la Cassazione decide
Un consorzio per lo sviluppo industriale ha citato in giudizio un comune per ottenere il pagamento di contributi gestionali e rate di mutuo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14715/2025, ha stabilito che gli obblighi finanziari di un ente locale verso il consorzio a cui partecipa sussistono anche in assenza di un formale impegno di spesa. La Corte ha chiarito che gli obblighi enti locali consorzi derivano direttamente dalla legge, in particolare dalla necessità di coprire i 'costi sociali' dell'organismo, annullando la decisione precedente e rinviando il caso alla Corte d'Appello.
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Polizze Linked: Inammissibile il ricorso dell’impresa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una compagnia assicurativa relativo a polizze linked. La decisione si fonda su un vizio di procedura (mancato deposito della procura speciale) e sulla manifesta infondatezza dei motivi di ricorso, i quali non hanno adeguatamente contestato le ragioni giuridiche delle sentenze di merito che avevano sancito la risoluzione del contratto per inadempimento degli obblighi informativi dell'intermediario.
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Esenzione fiscale enti: no alla responsabilità solidale
Un ente no-profit, nominato erede e beneficiario di esenzione fiscale, era stato ritenuto dall'Agenzia delle Entrate coobbligato in solido per l'imposta di successione dovuta da una legataria. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: l'esenzione fiscale per gli enti del Terzo Settore esclude la responsabilità solidale per i debiti tributari di altri coeredi o legatari, poiché altrimenti la finalità dell'agevolazione verrebbe vanificata. La sentenza impugnata è stata cassata.
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Soggettività passiva IMU: chi paga dopo la risoluzione?
Un Comune ha impugnato una decisione che esentava una società di leasing dal pagamento dell'IMU su un immobile dopo la risoluzione del contratto ma prima della sua restituzione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la soggettività passiva IMU ricade sul locatore (la società di leasing) dal momento esatto della risoluzione contrattuale, indipendentemente dalla riconsegna materiale del bene. La decisione si fonda sul principio che l'imposta è legata al vincolo giuridico-contrattuale e non alla mera detenzione fisica.
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