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Art. 109 TUIR

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958 provvedimenti

Fatture inesistenti e onere della prova: il verdetto
Una società impugnava un avviso di accertamento per l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione ha chiarito che, in tali casi, l'onere della prova della reale esistenza delle operazioni grava sul contribuente. La mera regolarità formale della contabilità e dei pagamenti non è sufficiente a superare gli indizi di fittizietà presentati dall'Amministrazione Finanziaria. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame basato su questi principi.
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Operazioni inesistenti: onere della prova del costo
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di una società contro un avviso di accertamento per costi indeducibili. Il caso riguarda fatture per operazioni inesistenti. La Corte ribadisce che l'onere di provare l'effettività del costo grava sul contribuente, mentre l'Amministrazione Finanziaria può dimostrarne la fittizietà anche tramite presunzioni. La sola esibizione della fattura e la prova del pagamento non sono sufficienti a superare gli elementi indiziari forniti dall'Agenzia delle Entrate.
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Onere della prova costi: la Cassazione decide
Un contribuente si vede respingere il ricorso per la deducibilità di alcuni costi. La Corte di Cassazione conferma che l'onere della prova costi spetta interamente al contribuente. In presenza di gravi indizi, come fatture generiche, inaffidabilità fiscale del fornitore e pagamenti in contanti per importi elevati, il contribuente deve fornire prove concrete e inequivocabili dell'effettività delle operazioni, altrimenti i costi vengono considerati indeducibili.
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Perdite su crediti: quando dedurle in caso di fallimento
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. Il caso riguardava la corretta deduzione di perdite su crediti vantati da una società verso un debitore fallito. La Suprema Corte ha chiarito che esiste una 'finestra temporale' per la deduzione, che va dalla data della sentenza di fallimento fino al periodo d'imposta in cui il credito viene cancellato dal bilancio secondo i corretti principi contabili, confermando l'applicabilità retroattiva di tale principio.
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Prelievi soci: quando diventano ricavi in nero?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34372/2025, ha stabilito che i cospicui prelievi dei soci da una S.r.l., giustificati come 'acconto utili' ma di importo superiore ai profitti reali, costituiscono un artifizio contabile. Tali somme vengono legittimamente riqualificate dal Fisco come maggiori ricavi non dichiarati (utili extracontabili) per la società e, di conseguenza, come maggior reddito per i soci stessi. La mera iscrizione del prelievo come 'credito verso soci' non è sufficiente a evitare la tassazione.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
Una società impugnava un avviso di accertamento fiscale. Durante il giudizio in Cassazione, aderiva alla definizione agevolata dei carichi (rottamazione quater). La Corte Suprema, ravvisando una sopravvenuta carenza di interesse, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, pronunciando l'inammissibilità del ricorso principale e assorbendo quello incidentale dell'Agenzia delle Entrate.
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Ricorso per saltum: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per saltum in materia tributaria, poiché proposto contro una sentenza di primo grado senza il necessario accordo tra le parti. Il ricorrente, che aveva impugnato un avviso di accertamento per costi inesistenti e IVA indebitamente detratta, è stato inoltre condannato per abuso del processo, avendo rifiutato la proposta di definizione accelerata del giudizio.
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Onere della prova fatture false: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha statuito in un caso relativo all'onere della prova per fatture ritenute false. Ha annullato la decisione di una corte tributaria regionale, affermando che un contribuente non può dimostrare la veridicità delle operazioni commerciali solo esibendo fatture e prove di pagamento, specialmente quando l'amministrazione finanziaria presenta prove indiziarie gravi, precise e concordanti (presunzioni) sulla loro inesistenza. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione di tutti gli elementi probatori.
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Deducibilità dei costi: prova e onere del contribuente
Un'impresa si vede negare la deducibilità dei costi per fatture ritenute illeggibili. La Cassazione conferma le decisioni dei giudici di merito, rigettando il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. L'ordinanza sottolinea che, a fronte di una documentazione adeguata a provare l'esistenza e l'inerenza delle spese, l'accertamento del Fisco è illegittimo. Viene inoltre evidenziata l'importanza della specificità dei motivi di ricorso in Cassazione.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un complesso contenzioso fiscale, relativo alla deducibilità di costi per Ires, Irap e Iva, si è concluso in Cassazione con l'estinzione del giudizio. La società contribuente ha infatti scelto di aderire alla definizione agevolata, pagando le somme dovute e rinunciando al ricorso. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato estinto il processo, compensando le spese legali tra le parti.
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Conferimento fiscalmente neutro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene sul tema del conferimento fiscalmente neutro. Una società di servizi energetici, nata dalla trasformazione di un'azienda speciale comunale, aveva trasferito un ramo d'azienda a una società controllata. L'Agenzia Fiscale aveva contestato la deducibilità dei costi di ammortamento dell'avviamento, ritenendo l'operazione tassabile. La Cassazione ha accolto il ricorso della società, annullando la decisione precedente e rinviando il caso al giudice di merito. La Corte ha stabilito che è necessario un esame approfondito per qualificare correttamente l'operazione come cessione (tassabile) o come conferimento fiscalmente neutro, il quale garantisce la continuità dei valori fiscali e del processo di ammortamento.
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Cessione intracomunitaria: la prova del trasporto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19607/2024, ha chiarito l'onere della prova in capo al cedente in una cessione intracomunitaria ai fini dell'esenzione IVA. Analizzando il caso di una società automobilistica, la Corte ha stabilito che, per beneficiare dell'esenzione, il venditore deve dimostrare l'effettivo trasferimento fisico dei beni in un altro Stato membro, soprattutto in presenza di indizi di frode. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per non aver adeguatamente valutato la prova del trasporto.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: costi deducibili?
Una società in liquidazione ha impugnato avvisi di accertamento per l'utilizzo di fatture relative a operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19593/2024, ha rigettato il ricorso della società e accolto quello dell'Agenzia delle Entrate. Il punto cruciale è la deducibilità dei costi: anche se la merce è stata effettivamente acquistata, spetta al contribuente dimostrare non solo l'esistenza del costo, ma anche la sua inerenza all'attività d'impresa. La Corte ha rinviato il caso al giudice di merito per questa specifica verifica.
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Regime del margine: no se l’auto viene dal leasing
La Cassazione ha respinto il ricorso di una società di rivendita auto, confermando l'inapplicabilità del regime del margine IVA. La Corte ha stabilito che tale regime agevolato non può essere utilizzato per veicoli acquistati da società di noleggio o leasing, in quanto si presume che l'IVA sia già stata detratta all'origine. Inoltre, sono state confermate le contestazioni per operazioni con fornitori fittizi.
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Regime del margine: quando non si applica alle auto
Una società di compravendita auto si è vista negare l'applicazione del regime del margine IVA. La Cassazione ha confermato la decisione, poiché i veicoli provenivano da società di noleggio e leasing, rendendo inapplicabile il regime speciale e validando l'accertamento fiscale per operazioni soggettivamente inesistenti.
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Autonoma organizzazione IRAP: la decisione della Corte
Un professionista si è visto contestare il mancato pagamento dell'IRAP per presunta autonoma organizzazione dovuta a un collaboratore. La Cassazione ha chiarito che se il collaboratore svolge solo mansioni esecutive e i beni strumentali sono minimi, non sussiste il presupposto impositivo. Ha invece accolto il ricorso dell'Agenzia Fiscale sulla deducibilità dei costi del carburante, confermando l'obbligo della scheda anche per i professionisti.
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Cancellazione del difensore: che succede al processo?
Una società impugnava un avviso di accertamento per operazioni inesistenti. Durante il giudizio in Cassazione, emergeva la cancellazione del difensore della società dall'albo professionale. La Corte, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a nuovo ruolo per garantire alla parte il diritto di nominare un nuovo legale, affermando la preminenza del diritto di difesa e del contraddittorio anche in sede di legittimità.
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Inerenza dei costi: la Cassazione e l’antieconomicità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 19420/2024, ha respinto il ricorso di una contribuente, socia di una s.r.l., confermando un avviso di accertamento. Il caso verteva sul principio di inerenza dei costi e sulla rilevanza dell'antieconomicità. La Corte ha stabilito che, sebbene l'inerenza sia un concetto qualitativo, una spesa palesemente sproporzionata rispetto all'utilità generata (antieconomicità) può fungere da valido indizio per negarne la deducibilità, spostando sul contribuente l'onere di provare la sua effettiva correlazione con l'attività d'impresa. Sono state respinte anche le eccezioni processuali relative alla mancata sospensione del giudizio in pendenza di quello della società.
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Inerenza costi: sproporzione e deducibilità fiscale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19422/2024, ha chiarito i limiti del principio di inerenza costi. Un'impresa si era vista contestare la deducibilità di ingenti spese pubblicitarie a fronte di un minimo incremento degli utili. La Corte ha stabilito che, sebbene l'inerenza sia un concetto qualitativo, una notevole sproporzione (antieconomicità) tra costo e beneficio può fungere da valido indizio per negare la deducibilità. In tal caso, spetta al contribuente fornire prove concrete che giustifichino la spesa. Non avendolo fatto, il ricorso del contribuente è stato respinto.
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Utili extra bilancio: quando si presumono distribuiti?
Un socio unico di una società a ristretta base partecipativa è stato oggetto di un accertamento fiscale per la presunta percezione di utili extra bilancio, ovvero profitti non dichiarati dalla società. La Corte di Cassazione, con la sentenza 19409/2024, ha respinto il ricorso del contribuente, confermando la legittimità della presunzione di distribuzione di tali utili ai soci. La Corte ha inoltre stabilito che il socio non può contestare l'accertamento societario una volta che questo è divenuto definitivo.
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