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Art. 1051 Codice Civile

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157 provvedimenti

Servitù di passaggio per usucapione: la Cassazione
Un proprietario citava in giudizio la vicina per ottenere il riconoscimento di una servitù di passaggio per usucapione. Dopo un'iniziale reiezione, la Corte d'Appello accoglieva la domanda, ritenendo provati i requisiti dell'usucapione. La proprietaria del fondo servente ricorreva in Cassazione, lamentando un'errata valutazione delle prove. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione delle prove testimoniali e dei fatti è di esclusiva competenza del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità. La decisione conferma l'acquisizione della servitù di passaggio per usucapione.
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Servitù padre di famiglia: planimetria non basta
Una società costruttrice citava in giudizio la venditrice di un terreno per ottenere il ripristino di una servitù di passaggio, ostruita da quest'ultima. La Corte di Cassazione, riformando la decisione d'appello, ha stabilito che per la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia non è sufficiente la mera previsione di una strada in un progetto edilizio. È necessaria la presenza di opere visibili e permanenti, che dimostrino la destinazione all'esercizio della servitù, già prima della divisione del fondo originario.
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Domanda nuova in appello: quando è ammissibile?
Una società immobiliare e i proprietari di un appartamento disputano sulla proprietà di un'area cortilizia. La Corte d'Appello aveva respinto le argomentazioni della società, ritenendole una inammissibile 'domanda nuova in appello'. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che proporre una nuova qualificazione giuridica di fatti già presenti in giudizio non costituisce una domanda nuova ed è pertanto consentito. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame nel merito.
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Servitù di passaggio: quando la Cassazione la nega
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei proprietari di un immobile che richiedevano una servitù di passaggio carrabile su un fondo confinante, adibito a villaggio turistico. La Corte ha confermato la decisione di merito, stabilendo che per la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia o per usucapione è necessario il requisito dell'apparenza, ovvero l'esistenza di opere visibili e permanenti. Un semplice sentiero non è stato ritenuto sufficiente. Inoltre, è stata negata la servitù coattiva poiché il fondo non era intercluso.
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Servitù di passaggio coattivo: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28181/2023, ha rigettato i ricorsi incrociati di due proprietari confinanti, confermando la decisione della Corte d'Appello di costituire una servitù di passaggio coattivo. La Suprema Corte ha chiarito i criteri per la costituzione di tale diritto, specificando che l'indennità deve comprendere sia il valore dell'area occupata sia il deprezzamento del fondo servente. È stato inoltre ribadito che l'esenzione per case e giardini può essere superata se non esistono alternative praticabili per l'accesso, bilanciando le esigenze del fondo dominante, anche per fini agricoli e abitativi.
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Servitù di passaggio: il ricorso inammissibile
Un proprietario terriero ha richiesto una servitù di passaggio per il suo fondo, ritenuto intercluso. Dopo il rigetto in primo e secondo grado, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha ribadito di non poter riesaminare i fatti del caso, specialmente in presenza di una 'doppia conforme', confermando la decisione dei giudici di merito che avevano escluso la natura interclusa del fondo.
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Servitù di passaggio coattiva: i limiti del giudice
Un proprietario di un fondo intercluso ha richiesto una servitù di passaggio. La Corte d'Appello ha stabilito il passaggio sul fondo di un vicino, attraversando un'area normalmente protetta come un cortile. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro tale decisione, confermando che il giudice di merito ha ampia discrezionalità nel bilanciare gli interessi contrapposti e può imporre una servitù di passaggio coattiva anche su cortili e giardini se l'alternativa è l'isolamento assoluto del fondo.
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Servitù coattiva: l’intervento di terzi nel giudizio
La Corte di Cassazione sospende un giudizio su una servitù coattiva per un fondo intercluso. La questione principale rimessa alle Sezioni Unite riguarda l'ammissibilità dell'intervento in causa di terzi proprietari di fondi vicini. I ricorrenti avevano negato l'esistenza di una servitù, mentre i resistenti ne chiedevano la costituzione coattiva, essendo il loro fondo privo di accesso alla via pubblica. La Corte d'Appello aveva concesso la servitù, ma il ricorso in Cassazione ha sollevato dubbi procedurali la cui risoluzione è ora demandata al massimo consesso della giurisprudenza.
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Legittimazione attiva amministratore: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della legittimazione attiva dell'amministratore di condominio. In un caso di occupazione sine titulo di un'area comunale, la Suprema Corte ha confermato che l'amministratore non può avanzare una domanda di usucapione senza un mandato specifico da parte di tutti i condomini. La domanda è stata dichiarata inammissibile, e il ricorso del condominio respinto, con condanna al risarcimento del danno per l'occupazione illegittima.
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Servitù padre di famiglia: la prova testimoniale
La Corte di Cassazione conferma la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia, stabilendo che la prova testimoniale, se tempestivamente richiesta e ingiustamente non ammessa in primo grado, può essere legittimamente assunta nel giudizio di rinvio. La Corte ha rigettato il ricorso, ritenendolo un tentativo di riesame del merito, e ha sanzionato i ricorrenti per lite temeraria.
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Servitù coattiva: esenzione per cortili e giardini
Un proprietario ha fatto ricorso in Cassazione contro la costituzione di una servitù coattiva di passaggio sul suo terreno, proponendo un percorso alternativo. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza ribadisce che la scelta del tracciato spetta al giudice di merito e che l'esenzione per case, cortili e giardini è un principio cardine, derogabile solo in caso di interclusione assoluta, non riscontrata nel caso di specie.
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Improcedibilità del ricorso: l’onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso presentato da un proprietario immobiliare in una causa per l'accertamento negativo di una servitù di passaggio. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il ricorrente, pur avendo dichiarato di aver ricevuto la notifica della sentenza d'appello e quindi di agire entro il termine breve, non ha depositato la relativa relata di notifica. La Corte ha ribadito che tale adempimento è un onere imprescindibile per dimostrare la tempestività del ricorso, la cui omissione determina l'improcedibilità senza possibilità di sanatoria tardiva.
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Servitù di passaggio coattiva: la rinuncia non vale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29311/2024, ha stabilito che la rinuncia preventiva alla servitù di passaggio coattiva non è valida se l'accesso alla via pubblica, seppur esistente, è talmente disagevole e costoso da configurare un'interclusione relativa. Il caso riguardava due fondi confinanti, originati da una divisione, dove il proprietario di uno dei lotti aveva rinunciato al passaggio sul fondo del fratello. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva negato la servitù, ordinando un nuovo esame che tenga conto della concreta difficoltà di accesso.
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Servitù di passaggio: come provarla per usucapione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari immobiliari, confermando la costituzione di una servitù di passaggio per usucapione a favore dei fondi vicini. La sentenza chiarisce che per dimostrare tale diritto sono necessarie prove concrete dell'uso continuato per vent'anni e la presenza di opere visibili e permanenti, come una strada asfaltata, che manifestino in modo inequivocabile l'esistenza del peso sul fondo servente. La Corte ha ribadito che la valutazione delle prove testimoniali e documentali spetta ai giudici di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se logicamente motivata.
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Servitù coattiva: diritto di passaggio per la casa
La Corte di Cassazione conferma la creazione di una servitù coattiva di passaggio per l'accesso veicolare a un'abitazione. La decisione bilancia le esigenze abitative del proprietario del fondo dominante con il sacrificio imposto al fondo servente, evidenziando come l'istituto debba essere interpretato alla luce delle moderne necessità abitative e della funzione sociale della proprietà, anche in caso di interclusione solo relativa.
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Servitù di passaggio: quando il fondo non è continuo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28329/2024, ha stabilito che non è possibile costituire un'unica servitù di passaggio coattivo per più fondi appartenenti allo stesso proprietario se questi non sono continui a causa di significativi dislivelli. Nel caso specifico, la Corte ha confermato la decisione di merito che limitava la servitù ai soli terreni a valle, in quanto effettivamente interclusi, escludendo quelli a monte che, pur essendo della stessa proprietà, erano separati da un dislivello di diversi metri e risultavano accessibili tramite un altro percorso.
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Servitù per destinazione: i requisiti essenziali
Una società costruiva balconi con affaccio sulla proprietà confinante, invocando una servitù preesistente. La Corte di Cassazione ha negato la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia, confermando le sentenze di merito. Le ragioni risiedono nella mancanza di due requisiti fondamentali: al momento della divisione dei fondi, questi non appartenevano a un unico proprietario e le opere (balconi, vedute) non erano ancora visibili e permanenti, facendo così venir meno il requisito dell'apparenza.
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Servitù coattiva: litisconsorzio necessario esteso
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che, in una causa per la costituzione di una servitù coattiva, è indispensabile la partecipazione di tutti i titolari di diritti reali sul fondo servente, incluso il titolare del diritto di superficie. La Corte ha chiarito che la presenza di una domanda, anche se subordinata, volta a costituire un nuovo diritto reale, impone un litisconsorzio necessario. L'omessa integrazione del contraddittorio verso uno dei titolari di diritti reali comporta la nullità dell'intero procedimento, indipendentemente dall'esito finale del giudizio.
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Natura condominiale: strada comune, cancello rimosso
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo la natura condominiale di una strada di accesso a un complesso di villette a schiera. Di conseguenza, è stata ritenuta illegittima l'installazione di un cancello da parte di un condomino che impediva l'uso della strada agli altri proprietari. Il ricorso è stato respinto, con condanna alla rimozione del cancello e al risarcimento del danno, basandosi sulla presunzione di comunione dei beni destinati al servizio delle unità immobiliari, in assenza di un titolo contrario.
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Servitù per destinazione del padre di famiglia: la guida
In un caso riguardante l'accesso a servizi comuni, la Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale sulla servitù per destinazione del padre di famiglia. La Corte ha stabilito che, per la sua costituzione, lo stato di asservimento tra due fondi deve esistere al momento della prima divisione della proprietà originaria, non al momento di vendite successive. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per aver erroneamente valutato il momento temporale e per aver mal interpretato una domanda relativa all'illegittima unificazione di utenze idriche.
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