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Art. 102 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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294 provvedimenti

Altri anni per Art. 102 Codice di Procedura Civile

Distanze legali: no usucapione se l’edificio è nuovo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due proprietari immobiliari in una causa sulle distanze legali. La Corte ha stabilito che una ristrutturazione che aumenta altezza e volume di un edificio lo qualifica come "nuova costruzione", impedendo di invocare l'usucapione per violazioni preesistenti. È stato inoltre confermato che la vendita dell'immobile in corso di causa non elimina la legittimazione passiva dei venditori, se erano proprietari all'inizio del giudizio.
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Mandato senza rappresentanza: diritti del mandante
Una società mandante, agendo tramite una fiduciaria in un mandato senza rappresentanza, finanzia un'impresa farmaceutica tramite un contratto di associazione in partecipazione. Al mancato pagamento, la mandante agisce direttamente contro l'impresa. La Cassazione conferma la sua legittimazione ad agire per la restituzione del capitale e degli utili, definendoli diritti di credito derivanti dall'esecuzione del mandato ai sensi dell'art. 1705 c.c. Viene inoltre ribadito che l'eccezione di arbitrato irrituale deve essere sollevata tempestivamente, a pena di decadenza.
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Litisconsorzio necessario: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha affrontato un complesso caso riguardante l'uso del nome e del simbolo di un partito politico nazionale da parte di un'associazione locale dissidente. La controversia, caratterizzata da un lungo e tortuoso iter processuale, ha permesso alla Suprema Corte di ribadire importanti principi sul litisconsorzio necessario. La Corte ha stabilito che nelle cause contro associazioni non riconosciute non è necessario citare in giudizio tutti gli associati, essendo sufficiente convenire chi detiene la presidenza o la direzione. L'ordinanza chiarisce anche gli oneri probatori della parte contumace che impugna una sentenza tardivamente, rigettando il ricorso.
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Diritto di riscatto: la prova del contratto locazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società commerciale che intendeva esercitare il diritto di riscatto su un immobile. La decisione si fonda sulla mancata prova dell'esistenza di un valido contratto di locazione, considerato presupposto essenziale per l'esercizio di tale diritto. La Corte ha ribadito che la valutazione delle prove spetta al giudice di merito e ha chiarito importanti aspetti procedurali, come la legittimazione a sollevare l'eccezione di mancata interruzione del processo.
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Cancellazione società: cosa succede ai contratti?
Una società che ha acquistato un immobile all'asta ha intentato una causa contro l'inquilino e la società locatrice originale. Quest'ultima, tuttavia, era stata cancellata dal registro delle imprese. La Corte di Cassazione ha confermato che, a seguito della cancellazione della società, i suoi rapporti giuridici, incluso il contratto di locazione, si trasferiscono ai suoi ex soci. La causa iniziale è stata quindi dichiarata nulla perché non includeva questi soci, considerati parti necessarie nel processo.
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Difetto di legittimazione passiva: a chi opporsi?
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per contributi previdenziali, citando in giudizio solo l'Agente della Riscossione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improponibile per difetto di legittimazione passiva dell'Agente della Riscossione, chiarendo che, quando si contesta l'esistenza del credito (ad esempio per prescrizione), l'unica parte legittimata a difendersi è l'ente creditore originario, non chi si occupa solo della riscossione.
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Litisconsorzio necessario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un intero processo tributario per violazione del principio del litisconsorzio necessario. In un caso di accertamento su una S.r.l. in regime di trasparenza fiscale, la Corte ha stabilito che la società e tutti i soci devono obbligatoriamente partecipare al giudizio, pena la nullità assoluta. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio al primo grado.
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Litisconsorzio necessario tributario: il caso trasparenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di accertamento fiscale verso una società a responsabilità limitata in regime di trasparenza, il processo deve necessariamente coinvolgere sia la società che tutti i soci. La mancata partecipazione di anche uno solo di questi soggetti determina la nullità assoluta dell'intero giudizio. La controversia nasceva da un avviso di accertamento per redditi non dichiarati, notificato sia alla società che, pro quota, ai due soci. Poiché la società non aveva impugnato l'atto, il giudizio svoltosi solo con i soci è stato dichiarato nullo per violazione del principio del litisconsorzio necessario tributario.
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Locazione a non domino: a chi spetta il canone?
La Corte di Cassazione chiarisce il principio della locazione a non domino. In un caso complesso, una società affittava un immobile di cui in seguito perdeva il titolo di proprietà a causa della nullità del suo acquisto. La Corte ha stabilito che il vero proprietario (in questo caso, una curatela fallimentare) ha il diritto di ratificare il contratto di locazione esistente e di pretendere il pagamento dei canoni, sostituendosi al locatore non proprietario. La validità del contratto di locazione, basata sulla disponibilità di fatto del bene, non viene meno, ma la legittimazione a riscuotere il canone passa al proprietario effettivo.
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Inadempimento contratto preliminare: chi ha ragione?
La Corte di Cassazione esamina un caso di inadempimento di un contratto preliminare immobiliare. La controversia nasce dalla mancata stipula del rogito definitivo. I promissari acquirenti, pur avendo versato l'80% del prezzo, lamentavano la mancata predisposizione della documentazione catastale da parte della promittente venditrice. Quest'ultima, a sua volta, eccepiva il mancato saldo del prezzo. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, attribuendo la responsabilità prevalente dell'inadempimento contratto preliminare alla parte venditrice per non aver regolarizzato la situazione catastale dell'immobile, un onere che, seppur non impeditivo in assoluto, avrebbe comportato costi e difficoltà aggiuntive per gli acquirenti. La Corte ha inoltre chiarito che la società che aveva acquistato l'immobile dalla venditrice durante la causa era legittimamente parte del processo come successore nel diritto controverso.
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Procura speciale cassazione: quando è nulla?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso di un gruppo di lavoratori a causa di una procura speciale cassazione invalida. La Corte ha stabilito che il riutilizzo grafico di firme apposte anni prima per un altro grado di giudizio non soddisfa il requisito di specialità e posteriorità, neanche alla luce delle norme emergenziali COVID-19. La decisione sottolinea che la procura deve manifestare una volontà specifica e successiva alla sentenza che si intende impugnare.
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Chiamata in causa terzo: regole in opposizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ribadisce un principio fondamentale della procedura civile: nell'opposizione a decreto ingiuntivo, l'opponente non può citare direttamente un terzo. È sempre necessaria l'autorizzazione del giudice. Il caso vedeva un Comune che, opponendosi a un'ingiunzione per un debito solidale, aveva tentato una chiamata in causa del terzo (il coobbligato) in modo diretto, ma la sua richiesta è stata respinta in tutti i gradi di giudizio.
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Notifica istanza di fallimento: le regole speciali
La Corte di Cassazione ha confermato che la notifica dell'istanza di fallimento a una società cancellata dal Registro delle Imprese e irreperibile presso la sede legale si perfeziona con il deposito dell'atto presso la casa comunale. Questa procedura speciale prevale sulle norme ordinarie, rendendo non necessaria la ricerca del legale rappresentante. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo la validità di una disciplina semplificata volta a bilanciare il diritto di difesa con l'esigenza di celerità dei procedimenti concorsuali.
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Vizi procedurali: quando l’accertamento è valido?
Una contribuente, ex socia di una società estinta, ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF lamentando diversi vizi procedurali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che i difetti formali, come la mancata riunione formale dei giudizi o la motivazione per riferimento a un'altra sentenza, non invalidano l'atto se non causano un concreto pregiudizio al diritto di difesa del contribuente. La Corte ha privilegiato la sostanza sulla forma, confermando la validità dell'accertamento fiscale.
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Accertamento soci: Cassazione su società estinta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due soci di una s.a.s. estinta contro un avviso di accertamento per IRAP e IVA. La Suprema Corte ha confermato la validità dell'accertamento soci, anche se alcuni atti preliminari erano stati indirizzati alla società già cancellata. È stato ribadito che la distinzione tra le diverse tipologie di soci rileva solo in fase di riscossione e che la violazione del contraddittorio non invalida l'atto se il contribuente non dimostra quali argomentazioni concrete avrebbe potuto opporre.
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Litisconsorzio necessario: comproprietari e classamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4683/2025, ha stabilito che nelle controversie relative al classamento di un immobile in comproprietà, sussiste un'ipotesi di litisconsorzio necessario. La mancata partecipazione al giudizio di tutti i comproprietari comporta la nullità della sentenza. La Corte ha cassato la decisione di secondo grado che non aveva ordinato l'integrazione del contraddittorio, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Litisconsorzio necessario: la guida completa
Una causa per usucapione è stata annullata dalla Cassazione per mancata integrazione del litisconsorzio necessario. Il giudice aveva ordinato di chiamare in causa tutti i comproprietari, ma le parti non hanno obbedito. La Corte ha stabilito che tale omissione causa l'estinzione automatica del processo, un vizio che il giudice deve rilevare d'ufficio, indipendentemente da chi abbia causato l'errore.
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Procura Falsa: Responsabilità avvocato e litisconsorzio
La Corte di Cassazione analizza un caso di procura falsa, stabilendo che i legali che agiscono sulla base di essa diventano parti personali nel processo. Di conseguenza, in caso di decesso di uno dei legali, il giudizio deve essere riassunto nei confronti dei suoi eredi, configurandosi un'ipotesi di litisconsorzio necessario. La mancata integrazione del contraddittorio con gli eredi comporta la cassazione della sentenza.
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Simulazione contratto preliminare: la prova decisiva
Un creditore contesta un contratto preliminare di vendita immobiliare tra coniugi, sostenendo si tratti di una simulazione contratto preliminare volta a sottrarre beni alla garanzia patrimoniale. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, accogliendo la tesi del creditore. La sentenza chiarisce che, a fronte di seri indizi di simulazione, spetta alle parti del contratto dimostrare l'effettività dell'accordo, in particolare provando l'avvenuto pagamento del prezzo. La Corte ha ritenuto irrilevante la rinuncia parziale alla domanda da parte dell'acquirente nei confronti di uno dei venditori, data la scindibilità delle posizioni.
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Competenza geometra: limiti e nullità del contratto
La Corte di Cassazione conferma la nullità del contratto d'opera professionale di un geometra per lavori di ristrutturazione su parti strutturali in cemento armato di un condominio. L'ordinanza chiarisce che la competenza geometra non si estende a tali interventi, riservati a ingegneri e architetti, e ribadisce la responsabilità solidale del professionista per i danni derivanti dall'opera viziata.
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