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Art. 101 TFUE

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117 provvedimenti

Fideiussione specifica: la guida completa sulla prova
La Corte d'Appello di Ancona ha rigettato l'appello di due garanti, chiarendo importanti principi sulla fideiussione specifica. La sentenza ha stabilito che le tutele anticoncorrenziali previste per le fideiussioni omnibus non si estendono automaticamente a quelle specifiche. Inoltre, ha confermato che la prova della cessione del credito può essere fornita tramite la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e che i soci e amministratori che garantiscono per la propria società non sono qualificabili come consumatori, essendo a conoscenza della situazione finanziaria dell'impresa.
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Clausola a prima richiesta: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione esamina un ricorso relativo a un contratto di garanzia bancaria. La Corte d'Appello aveva condannato una società garante al pagamento, interpretando una clausola di 'pagamento a prima richiesta' come indicativa di un contratto autonomo di garanzia, che impediva al garante di sollevare eccezioni. La società ha impugnato la decisione, sostenendo che si trattasse di una fideiussione ordinaria. La Cassazione, rilevando che la clausola non escludeva espressamente le eccezioni, ha ritenuto la questione meritevole di approfondimento e ha rinviato la causa alla pubblica udienza per definire i criteri interpretativi della clausola a prima richiesta e i suoi effetti sulla tutela del garante.
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Risarcimento danni antitrust: la Cassazione decide
Una società acquirente di un autocarro ha citato in giudizio il produttore per ottenere il risarcimento danni antitrust derivante da un cartello sui prezzi. La società produttrice ha eccepito la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha stabilito che il termine di prescrizione per i danni da illecito concorrenziale segreto (c.d. danno lungolatente) decorre non dal momento della cessazione della condotta illecita, ma da quando il danneggiato ha avuto, o avrebbe potuto avere con l'ordinaria diligenza, conoscenza dell'illecito, del danno e dell'identità del responsabile. Tale momento è stato individuato nella data della decisione della Commissione Europea che ha accertato il cartello. La Corte ha inoltre chiarito il valore probatorio degli atti del procedimento europeo nel giudizio civile.
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Formazione professionale: obblighi e sanzioni
Un professionista è stato sanzionato con la sospensione per non aver completato la formazione professionale obbligatoria. In seguito al suo ricorso, la Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, rigettando le eccezioni su presunte discriminazioni, violazioni della concorrenza e vizi procedurali. La sentenza ribadisce la centralità dell'aggiornamento continuo e la legittimità dei sistemi di controllo degli ordini professionali.
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Fideiussione omnibus: la Cassazione respinge il ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni garanti che si erano opposti a un decreto ingiuntivo. I ricorrenti avevano sollevato questioni sulla nullità del contratto di fideiussione omnibus per violazione di norme antitrust e per la mancata firma della banca. La Corte ha stabilito che la violazione antitrust comporta solo una nullità parziale delle specifiche clausole e che la produzione in giudizio del contratto da parte della banca sana la mancanza della firma, confermando la validità dell'obbligazione dei garanti.
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Compenso professionale collaudo: vince la legge regionale
Un professionista, incaricato come presidente della commissione di collaudo per un'opera pubblica, ha richiesto il pagamento dell'intero compenso basato sulle tariffe professionali nazionali. L'ente pubblico committente si è opposto, invocando una legge regionale che prevedeva un compenso unitario da suddividere tra i membri della commissione. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'ente, stabilendo che la normativa regionale, in quanto norma speciale volta a contenere la spesa pubblica, prevale sulla tariffa nazionale generale, che non ha carattere imperativo. Il ricorso del professionista è stato quindi respinto.
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Ratifica tacita: la Cassazione salva il processo
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di fideiussione bancaria, affrontando il tema del difetto di rappresentanza processuale. Viene stabilito che un mandato scaduto al momento del deposito di un ricorso non invalida il procedimento, se successivamente interviene una ratifica tacita da parte del soggetto legittimato. La Corte rigetta anche i motivi relativi alla presunta nullità totale della fideiussione per violazione della normativa antitrust, confermando il principio della nullità parziale limitata alle singole clausole illecite.
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Fideiussione omnibus: nullità parziale e clausole
Una garante ha contestato la sua obbligazione fideiussoria basandosi su diversi motivi, tra cui l'illegittimo frazionamento del credito da parte della banca e la nullità dell'intera fideiussione omnibus per la presenza di clausole anticoncorrenziali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che i crediti derivanti da contratti distinti possono essere perseguiti separatamente e che la violazione della normativa antitrust comporta solo la nullità parziale delle specifiche clausole, lasciando valido il resto del contratto di garanzia.
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Fideiussione omnibus ABI: nullità parziale confermata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 670/2024, ha annullato una decisione di merito che aveva dichiarato la nullità totale di una fideiussione contenente clausole anticoncorrenziali. In linea con un precedente orientamento delle Sezioni Unite, la Corte ha ribadito che la presenza di clausole derivanti da intese illecite, come quelle dello schema ABI, determina una nullità parziale, limitata alle sole clausole viziate. La nullità dell'intero contratto di fideiussione omnibus ABI è un'eccezione che richiede una prova rigorosa dell'essenzialità di tali clausole, prova che nel caso di specie non è stata fornita.
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Credito di natura pubblica: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34674/2024, ha confermato che il credito di natura pubblica, vantato da un ente gestore di fondi statali dopo aver onorato una garanzia su un finanziamento a un'impresa, può essere riscosso tramite cartella esattoriale. Dei garanti si erano opposti a tale procedura, sostenendo la natura privatistica del debito originario. La Corte ha rigettato il ricorso, ribadendo che la surrogazione dell'ente pubblico nel diritto della banca trasforma la natura del credito, finalizzandolo al ripristino di risorse pubbliche e legittimando l'uso degli strumenti di riscossione coattiva.
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Nullità fideiussione ABI: quando è tardi per rilevarla?
Un garante ha impugnato una fideiussione specifica sostenendone la nullità perché basata sul modello ABI anticoncorrenziale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'eccezione di nullità fideiussione ABI era stata sollevata tardivamente, oltre i termini processuali. La Corte ha inoltre chiarito che la nullità accertata dal provvedimento della Banca d'Italia riguarda le fideiussioni omnibus e non quelle specifiche, come quella oggetto della causa.
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Inammissibilità appello: quando il ricorso è generico
La Cassazione dichiara l'inammissibilità di un appello contro una banca, proposto da una società e i suoi garanti. Il ricorso è stato ritenuto generico, privo di prove adeguate e con una richiesta di CTU contabile meramente esplorativa. La Corte ha confermato le decisioni di merito che avevano respinto le domande di restituzione di presunti indebiti e di nullità delle fideiussioni.
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Nullità fideiussione omnibus: onere della prova
Una Corte d'Appello aveva dichiarato la nullità totale di un contratto di fideiussione omnibus perché replicava uno schema ABI anticoncorrenziale. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la nullità fideiussione omnibus non può essere rilevata d'ufficio dal giudice se la parte interessata non ha depositato tempestivamente le prove documentali necessarie, come il provvedimento della Banca d'Italia. Inoltre, l'onere di provare che la nullità debba estendersi a tutto il contratto spetta a chi la invoca.
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Nullità fideiussione antitrust: onere della prova
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un fideiussore. Per eccepire la nullità fideiussione antitrust, non basta invocare la violazione: è necessario allegare e provare i fatti costitutivi, come la conformità del contratto al modello ABI e produrre il provvedimento della Banca d'Italia. Il rilievo d'ufficio del giudice è precluso in assenza di tali elementi.
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Nullità parziale fideiussione: la Cassazione decide
Un garante si opponeva a un decreto ingiuntivo, sostenendo la nullità totale della sua fideiussione omnibus a causa di clausole in violazione della normativa antitrust. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il principio della nullità parziale fideiussione. Secondo la Corte, solo le singole clausole illecite sono nulle, mentre il resto del contratto di garanzia rimane valido ed efficace. La decisione ha inoltre chiarito che, in presenza di una clausola "a prima richiesta", una semplice comunicazione stragiudiziale è sufficiente a impedire la decadenza del creditore dal suo diritto, senza necessità di un'azione giudiziaria entro sei mesi.
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Competenza fideiussione antitrust: la Cassazione decide
In un caso di opposizione a un atto di precetto, i debitori contestavano sia la validità di un mutuo, sia la nullità di una fideiussione per violazione della normativa antitrust. La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza fideiussione antitrust spetta esclusivamente alla Sezione Specializzata in materia di Impresa. Tuttavia, questa competenza speciale non attira le altre domande connesse, come l'opposizione al precetto, che restano di competenza del tribunale ordinario. La Corte ha quindi ordinato la separazione dei procedimenti, chiarendo che solo una connessione 'qualificata' può giustificare uno spostamento di competenza.
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Compensi avvocato: inderogabilità dei minimi tariffari
Un avvocato che si difendeva in proprio ha impugnato la liquidazione delle spese legali, ritenuta troppo bassa. La Corte di Cassazione ha stabilito che i nuovi parametri sull'inderogabilità dei minimi per i compensi avvocato, introdotti dal D.M. 37/2018, si applicano retroattivamente a tutte le liquidazioni non ancora definitive. Di conseguenza, il giudice non può ridurre i compensi oltre i limiti massimi previsti dalla legge, anche per cause considerate semplici o di modesto valore. La sentenza del Tribunale è stata cassata con rinvio.
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Ricorso inammissibile: mutui e onere della prova
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una banca in materia di mutuo ipotecario. L'appello, incentrato su usura, anatocismo e TAEG, è stato respinto per mancanza di specificità, non avendo il ricorrente riprodotto le clausole contrattuali contestate. La Corte ha ribadito la necessità di argomentazioni concrete e non astratte.
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Fideiussione omnibus: la nullità si rileva d’ufficio
Una garante si opponeva a un decreto ingiuntivo basato su una fideiussione omnibus. La Corte d'Appello aveva respinto le sue eccezioni sulla nullità del contratto per violazione della normativa antitrust, ritenendole tardive. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la nullità di una fideiussione omnibus, per conformità allo schema ABI anticoncorrenziale, è una questione che il giudice può e deve rilevare d'ufficio in ogni stato e grado del processo. Ha inoltre censurato la qualificazione del contratto come 'autonomo di garanzia' fatta dai giudici di merito, rinviando il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Corrispettivi minimi trasporto: la Cassazione decide
Una società di trasporti ha citato in giudizio un'azienda committente per ottenere il pagamento basato sui corrispettivi minimi trasporto stabiliti per legge. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che tali tariffe obbligatorie sono valide solo per il periodo in cui venivano determinate dal Ministero dei Trasporti (il "periodo transitorio"). Per i periodi successivi, le tariffe fissate dall'Osservatorio di settore sono state disapplicate per contrasto con il diritto alla concorrenza dell'Unione Europea. La richiesta è stata inoltre respinta per le fatture prive di dettagli sufficienti a calcolare gli importi.
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