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Art. 101 TFUE

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117 provvedimenti

Tasso Euribor manipolato: la Cassazione sospende il giudizio
I Garanti hanno proposto opposizione a un decreto ingiuntivo per un debito derivante da un'apertura di credito in conto corrente. Tra i vari motivi di ricorso in Cassazione, i Garanti hanno eccepito la nullità della clausola sugli interessi basata sul tasso Euribor manipolato, a causa dell'intesa illecita accertata dalla Commissione europea. La Suprema Corte ha rilevato che sulla questione della validità dei contratti a valle legati all'Euribor è pendente un rinvio pregiudiziale davanti alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Di conseguenza, la Cassazione ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, sospendendo la decisione in attesa della pronuncia europea.
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Intesa anticoncorrenziale: la Cassazione blinda la multa
L'Autorità Antitrust ha sanzionato un'impresa di servizi con una multa di oltre cinque milioni di euro per aver stretto un'intesa anticoncorrenziale finalizzata a truccare una gara d'appalto pubblica. L'impresa ha impugnato la sanzione, ma il Consiglio di Stato ha confermato la multa. Successivamente, l'impresa ha presentato ricorso alle Sezioni Unite della Cassazione, lamentando errori di interpretazione delle norme europee e nazionali. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che il ricorso contro le decisioni del Consiglio di Stato è ammesso solo per motivi di giurisdizione, ossia quando il giudice ha superato i limiti del proprio potere. Di conseguenza, la Cassazione non può correggere eventuali errori di merito o di procedura commessi dai giudici amministrativi, confermando definitivamente la sanzione milionaria a carico dell'impresa.
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Nullità parziale della fideiussione: la banca vince sui garanti
Un istituto di credito ha richiesto il pagamento di debiti a dei garanti, i quali si sono opposti sostenendo la nullità totale delle garanzie prestate. La Corte d'Appello ha dato loro ragione, ritenendo che le fideiussioni fossero interamente nulle perché riproducevano lo schema ABI dichiarato anticoncorrenziale dall'Antitrust. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della banca, stabilendo che in questi casi si applica la nullità parziale della fideiussione. Di conseguenza, cadono solo le clausole illecite mentre il resto del contratto rimane valido, a meno che i garanti non provino che non avrebbero mai firmato senza quelle specifiche clausole. Inoltre, i giudici hanno rilevato l'omesso esame di una cambiale agraria garantita da avallo. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Nullità parziale della fideiussione: quando il garante resta vincolato
Un garante contesta la validità di una fideiussione firmata nel 2001 a favore di una banca, poiché conteneva clausole identiche allo schema ABI dichiarato anticoncorrenziale dall'autorità garante. La Corte d'Appello dichiara la nullità totale del contratto. La società finanziaria, subentrata nel credito, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso, stabilendo che la presenza di clausole illegittime comporta solo la nullità parziale della fideiussione. Spetta infatti al garante dimostrare che, senza quelle specifiche clausole, il contratto non sarebbe mai stato concluso. Non essendoci questa prova, il giudice non può annullare l'intero accordo d'ufficio. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Fideiussione Nulla? Il Principio di Non Contestazione non basta
Un garante ha contestato la validità di una fideiussione omnibus, sostenendo che fosse nulla per violazione della normativa antitrust. In Cassazione, ha invocato il principio di non contestazione, affermando che la banca non aveva negato specificamente le sue accuse. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che, per attivare il principio di non contestazione, l'accusa iniziale deve essere estremamente precisa. Il garante avrebbe dovuto trascrivere nel suo atto le clausole contestate e il contenuto del provvedimento antitrust. Un'affermazione generica non è sufficiente a far scattare l'obbligo di contestazione specifica per la controparte. La mancanza di questa specificità ha reso il ricorso nullo.
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Abuso di posizione dominante: esclusiva in aeroporto, ma niente danni
Una società di avvolgimento bagagli ha citato in giudizio i gestori di alcuni dei principali aeroporti italiani e un'azienda concorrente. L'accusa era di aver stretto accordi di esclusiva che integravano un abuso di posizione dominante, impedendole di operare e causandole un danno da perdita di chance. I tribunali di merito avevano già accertato l'illecito concorrenziale, inibendo la condotta, ma avevano respinto la richiesta di risarcimento danni per mancanza di prove concrete. La Corte di Cassazione ha confermato questa linea, dichiarando inammissibili i ricorsi. La Corte ha stabilito che le argomentazioni della società ricorrente erano giuridicamente deboli, soprattutto sulla definizione di mercato rilevante e sulla prova del danno. Di conseguenza, la società che ha denunciato l'abuso ha perso la causa e non ha ottenuto alcun risarcimento.
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Intesa restrittiva: multa Antitrust confermata dalla Cassazione
Un'azienda, multata dall'Autorità Garante per aver partecipato a un'intesa restrittiva della concorrenza finalizzata a spartirsi i lotti di un appalto pubblico, ha fatto ricorso fino alla Corte di Cassazione. L'azienda sosteneva che il Consiglio di Stato avesse violato il diritto europeo, commettendo un errore di giurisdizione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito un principio importante: un'errata applicazione del diritto europeo da parte del giudice amministrativo non costituisce un 'difetto di giurisdizione' e non può essere usata come motivo per appellarsi alla Cassazione. La sanzione è quindi diventata definitiva.
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Vince la causa ma il giudice liquida poco: Cassazione fissa i limiti
Un cittadino vince una causa per l'annullamento di una cartella di pagamento per multe stradali, ma il Tribunale gli riconosce spese legali irrisorie. Il suo avvocato ricorre in Cassazione. La Suprema Corte chiarisce un punto fondamentale sulla liquidazione spese processuali: con le nuove norme (D.M. 37/2018), il giudice non ha più la discrezionalità di un tempo e non può ridurre i compensi oltre il 50% dei valori medi di riferimento. Violare questo limite è un errore di diritto. La Cassazione ha quindi dato ragione al cittadino, annullando la parte della sentenza sulle spese e imponendo al Tribunale di ricalcolarle rispettando i minimi di legge.
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Fideiussione nulla: la Cassazione dà ragione ai garanti vs la banca
Due garanti si opponevano alla richiesta di pagamento di una banca, sostenendo la nullità parziale della fideiussione firmata, poiché conteneva clausole anticoncorrenziali basate sul modello ABI. La Corte d'Appello aveva respinto la loro richiesta, ritenendo che non avessero contestato la qualificazione del contratto come 'autonomo', punto ormai definitivo. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: contestare la validità di clausole specifiche equivale a contestare la qualificazione giuridica che ne deriva. La nullità parziale della fideiussione per violazione della normativa antitrust è rilevabile d'ufficio dal giudice e i suoi effetti si producono automaticamente, senza necessità di una specifica eccezione di parte. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Fideiussione Antitrust: Nullità Parziale, Garanzia Salva
La Corte di Cassazione affronta il caso di alcuni fideiussori che chiedevano di annullare interamente il loro contratto di garanzia. La fideiussione era basata su un modello ABI contenente clausole frutto di un'intesa anticoncorrenziale. I giudici, richiamando un'importante sentenza delle Sezioni Unite, hanno stabilito il principio della **nullità parziale fideiussione omnibus**. Questo significa che solo le singole clausole illecite sono nulle, ma il contratto di garanzia nel suo complesso resta valido ed efficace. Di conseguenza, i fideiussori sono stati comunque tenuti a onorare il debito garantito, e il loro ricorso è stato respinto.
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Nullità Parziale Fideiussione ABI: Garanzia Valida, Clausole No
La Corte di Cassazione affronta il tema della validità delle fideiussioni bancarie che contengono clausole identiche a quelle dello schema ABI, frutto di un'intesa anticoncorrenziale. La Corte stabilisce il principio della 'nullità parziale fideiussione ABI': non è l'intero contratto a essere nullo, ma solo le specifiche clausole illecite. La garanzia nel suo complesso resta valida. Per ottenere la nullità totale, il garante dovrebbe dimostrare che non avrebbe mai firmato il contratto senza quelle clausole specifiche, una prova molto difficile da fornire. La sentenza, quindi, accoglie il ricorso della banca, annullando la decisione precedente che aveva dichiarato l'invalidità totale della garanzia.
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Intesa restrittiva: limiti ricorso Cassazione
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso di una società sanzionata dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per un'intesa restrittiva. L'illecito consisteva nel coordinamento delle offerte in una gara d'appalto per servizi sanitari regionali, attuato tramite un consulente comune per spartirsi i lotti. La Suprema Corte ha chiarito che l'omesso rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE da parte del Consiglio di Stato non configura un difetto di giurisdizione, ma attiene al merito della decisione, rendendo il ricorso per cassazione improponibile sotto questo profilo.
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Antitrust e competenza nelle revoche di revisione
Una società di revisione ha impugnato la revoca del proprio incarico da parte di un istituto bancario, lamentando l'assenza di giusta causa e richiedendo il risarcimento dei danni. La banca ha giustificato la revoca con l'adesione a un gruppo bancario che imponeva l'utilizzo di un unico revisore per tutte le affiliate. La Corte di Cassazione ha confermato che la competenza spetta alle sezioni specializzate in materia di impresa, poiché la valutazione della legittimità della revoca richiede l'analisi di profili Antitrust relativi a possibili intese vietate o abusi di posizione dominante derivanti dalle politiche di gruppo.
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Tasso Euribor: nullità per manipolazione antitrust
Una società e il suo garante hanno impugnato un decreto ingiuntivo relativo a canoni di leasing non pagati, contestando la validità del contratto. Tra le varie doglianze, i ricorrenti hanno sollevato la nullità della clausola relativa al Tasso Euribor, sostenendo che fosse frutto di una manipolazione del mercato accertata dalla Commissione Europea. La Corte di Cassazione ha accolto questo specifico motivo, stabilendo che un'intesa illecita a monte (cartello tra banche) rende nullo il tasso applicato nel contratto a valle, anche se la banca specifica non ha partecipato direttamente alla manipolazione.
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Euribor manipolato: la Cassazione attende la UE
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria riguardante un contratto di leasing immobiliare contestato per tassi indeterminati e anatocismo. Il cuore della disputa riguarda l'applicazione del tasso Euribor manipolato nel periodo 2005-2008. La Corte ha deciso di sospendere il procedimento in attesa della decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, che dovrà chiarire se la violazione della concorrenza determini la nullità dei singoli contratti bancari stipulati dai clienti finali.
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Competenza fideiussioni antitrust: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32991/2023, ha risolto un conflitto di giurisdizione in materia di competenza per fideiussioni antitrust. Il caso riguardava una richiesta di nullità parziale di contratti di fideiussione basati su uno schema ABI ritenuto anticoncorrenziale. La Corte ha stabilito che, quando la nullità viene fatta valere tramite un'azione legale diretta, la competenza inderogabile spetta alla Sezione Specializzata in materia di Impresa del Tribunale di Milano per i distretti giudiziari del nord Italia, inclusi Brescia, Bologna, Genova e Torino, in applicazione di una normativa specifica che concentra la giurisdizione su queste materie.
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Competenza fideiussione antitrust: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce la questione della competenza fideiussione antitrust, stabilendo che se la nullità di una garanzia per violazione della normativa antitrust è sollevata come semplice eccezione difensiva in un'opposizione all'esecuzione, la giurisdizione resta al giudice ordinario e non si trasferisce alla sezione specializzata in materia di impresa. Quest'ultima è competente solo quando la nullità è oggetto di una specifica e autonoma azione legale.
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Nullità fideiussione antitrust: la competenza è a Roma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32985/2023, ha risolto un conflitto di competenza, stabilendo che le cause relative alla nullità di una fideiussione per violazione della normativa antitrust, basata sul modello ABI, rientrano nella competenza inderogabile della Sezione Specializzata in materia di Impresa del Tribunale di Roma. Questo vale anche se la questione sorge in un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo. La Corte ha chiarito che quando il fideiussore non si limita a sollevare una mera eccezione ma propone una vera e propria domanda per far dichiarare la nullità del contratto (domanda riconvenzionale), la competenza spetta al foro specializzato individuato dalla legge, a prescindere dal tribunale che ha emesso l'ingiunzione.
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Nullità Tasso Euribor: la Cassazione rinvia il caso
Una società ha contestato un'azione esecutiva derivante da un mutuo, sostenendo la nullità del tasso Euribor a causa di manipolazioni di mercato. La Corte di Cassazione, riconoscendo la grande importanza giuridica della questione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per rinviare il caso a una pubblica udienza, in attesa di una decisione approfondita sul tema della nullità del tasso Euribor.
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Costi minimi autotrasporto: Cassazione decide
Una società committente ha contestato un ordine di pagamento per servizi di trasporto, sostenendo l'inapplicabilità della legge sui costi minimi autotrasporto. La Corte d'Appello ha parzialmente accolto la richiesta del trasportatore. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della committente e ha respinto quello del trasportatore, stabilendo che senza decreti ministeriali validi a fissare i parametri, non è dovuto alcun pagamento aggiuntivo.
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