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Art. 100 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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652 provvedimenti

Altri anni per Art. 100 Codice di Procedura Civile

Giurisdizione trust estero: Cassazione rimette alle SU
Una società e i suoi soci ricorrono in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva confermato la nullità di un trust da loro istituito. Il punto centrale del ricorso riguarda la giurisdizione del giudice italiano a decidere sulla validità di un trust regolato da una legge straniera (Jersey). Vista l'assenza di precedenti specifici e l'importanza della questione, la Terza Sezione Civile ha sospeso la decisione e ha rimesso la causa alle Sezioni Unite per risolvere la questione di giurisdizione sul trust estero.
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Azione di riduzione: l’ordine corretto da seguire
Un figlio, escluso dal testamento, intenta una causa per ridurre presunte donazioni simulate fatte dal padre. La Corte di Cassazione respinge la sua richiesta, chiarendo che l'azione di riduzione deve essere prima diretta contro le disposizioni testamentarie a favore dell'erede designato, specialmente quando il patrimonio ereditario è cospicuo. Solo se tale patrimonio è insufficiente, si possono contestare le donazioni.
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Interesse ad agire: quando persiste dopo il licenziamento
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti dell'interesse ad agire in una causa per demansionamento. Un lavoratore aveva citato in giudizio l'azienda per discriminazione e dequalificazione professionale. Durante il processo, il rapporto di lavoro è cessato. La Suprema Corte ha stabilito che, con la fine del rapporto, cessa l'interesse a ottenere la riassegnazione alle mansioni originarie. Tuttavia, persiste l'interesse a far accertare l'illegittimità del demansionamento, poiché tale accertamento è la premessa per una eventuale richiesta di risarcimento dei danni. Poiché nel caso di specie i giudici di merito avevano già valutato e respinto la domanda di accertamento, il ricorso del lavoratore è stato rigettato.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha tentato l'impugnazione di un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'impugnazione dell'estratto di ruolo non è consentita in assenza di un'azione esecutiva. Per agire, il debitore deve dimostrare un pregiudizio concreto e attuale derivante dalla sola iscrizione a ruolo, in linea con le recenti normative e la giurisprudenza delle Sezioni Unite.
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Cessazione materia del contendere: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10258/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso a seguito di un accordo raggiunto tra le parti. Questo accordo ha determinato la cessazione della materia del contendere, facendo venir meno l'interesse delle parti a una pronuncia giudiziale e portando alla compensazione delle spese legali.
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Perdita di chance: risarcimento per mancata riallocazione
Un lavoratore, licenziato da una società controllata da enti pubblici, ha richiesto la riallocazione presso questi ultimi. La Corte d'Appello aveva negato tale diritto. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo due principi fondamentali: primo, la mancata attivazione della procedura di riallocazione da parte dell'ente controllante configura una perdita di chance risarcibile per il lavoratore; secondo, la nozione di 'controllo' pubblico non si limita alla quota di maggioranza, ma deve essere valutata in modo sostanziale, includendo forme di influenza dominante o controllo congiunto anche da parte di soci di minoranza.
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Legato in sostituzione di legittima: effetti rinuncia
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9734/2025, chiarisce le conseguenze della rinuncia a un legato in sostituzione di legittima. La Corte stabilisce che, a seguito della rinuncia, il legittimario non acquisisce un legato in conto legittima, ma diventa un legittimario pretermesso. In questa veste, egli ha il diritto di agire in riduzione per ottenere la quota di eredità che la legge gli riserva, e la disposizione testamentaria a suo favore perde efficacia retroattivamente.
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Esimente art 598: quando l’offesa in giudizio non è reato
Un professionista ha citato in giudizio un ospedale e il suo avvocato per un presunto danno alla reputazione, causato da un documento prodotto in un precedente processo. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, confermando l'applicazione dell'esimente art. 598 c.p. Questa norma protegge le parti e i difensori da accuse di diffamazione per scritti e discorsi pronunciati in un procedimento, a condizione che le espressioni siano pertinenti all'oggetto della causa. La Corte ha chiarito che tale valutazione di pertinenza deve essere effettuata "ex ante", cioè al momento della produzione dell'atto, e non in base alla sua successiva valutazione di decisività da parte del giudice.
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Azione revocatoria e conferimento d’azienda in società
Un creditore ha utilizzato con successo l'azione revocatoria per rendere inefficace il trasferimento di un ramo d'azienda da parte di una società debitrice a un'altra entità di nuova costituzione, creata per pregiudicare le sue ragioni. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il conferimento di beni in società è un atto dispositivo soggetto ad azione revocatoria. La Corte ha inoltre precisato che l'interpretazione della domanda giudiziale spetta al giudice di merito e ha respinto sia il ricorso principale delle società che quello incidentale del creditore relativo alle spese legali.
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Querela di falso: chi può contestare un testamento?
La Corte di Cassazione ha stabilito che anche l'occupante di un immobile, pur senza titolo, ha un interesse concreto a proporre una querela di falso contro il testamento su cui si basa la richiesta di rilascio. L'ordinanza chiarisce che l'azione dell'erede designato dipende interamente dalla validità del testamento. Pertanto, chiunque sia il destinatario di tale azione ha il diritto di contestare il documento. Inoltre, la Corte ha ribadito che nel giudizio di falso testamentario, gli eredi legittimi sono litisconsorti necessari, in quanto direttamente interessati all'eventuale apertura della successione legittima.
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Cessione contratto appalto: consenso del committente
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla cessione contratto appalto, ribadendo un principio fondamentale: è nullo il subentro di una nuova impresa in un contratto di appalto senza il consenso esplicito del committente. Il caso analizzato distingueva nettamente la cessione del contratto, che trasferisce l'intera posizione contrattuale (diritti e obblighi), dalla semplice cessione del credito. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società e rigettato quello del suo amministratore, confermando che la mancanza di consenso del cliente rende l'operazione inefficace nei suoi confronti.
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Clausola penale per ritardo: limiti di applicabilità
Una società edile si opponeva al pagamento di una penale per il ritardo nella stipula di un contratto definitivo di permuta. Dopo la declaratoria di inammissibilità in appello, la Cassazione ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che una clausola penale per mero ritardo non può essere applicata all'infinito se l'inadempimento è divenuto definitivo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione nel merito.
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Prescrizione azione revocatoria: la decisione dei giudici
Una società finanziaria, successore di una banca intervenuta in un giudizio, ha visto respingere il proprio ricorso dalla Corte di Cassazione. Il caso riguardava la prescrizione dell'azione revocatoria contro la costituzione di un fondo patrimoniale. La Corte ha confermato che il termine quinquennale era scaduto prima dell'intervento della banca originaria, dichiarando inammissibili le nuove questioni di diritto sollevate per la prima volta in sede di legittimità. La decisione sottolinea il rigore dei termini processuali e l'importanza di sollevare tempestivamente le eccezioni.
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Novazione e bond: l’offerta che estingue il danno
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni investitori contro un istituto bancario. Gli investitori, dopo aver subito perdite su obbligazioni, avevano aderito a un'offerta pubblica di scambio che non solo li aveva ristorati, ma aveva generato un guadagno. La Corte ha stabilito che tale adesione costituisce una novazione, estinguendo l'obbligazione originaria e, di conseguenza, qualsiasi pretesa risarcitoria. La prosecuzione della causa è stata inoltre sanzionata come lite temeraria.
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Liberazione del fideiussore: l’onere della prova
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di una garante, stabilendo i principi per la liberazione del fideiussore. La Corte chiarisce che la banca ha un dovere di buona fede e non può concedere nuovo credito al debitore in difficoltà senza l'autorizzazione del garante. Inoltre, la società che acquista crediti in blocco deve provare specificamente l'inclusione del singolo credito nel pacchetto ceduto.
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Interesse ad agire e estratto di ruolo: la Cassazione
Un contribuente ha contestato un debito per una sanzione amministrativa, venutone a conoscenza tramite un estratto di ruolo e sostenendo la prescrizione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9061/2025, ha dichiarato l'azione inammissibile per carenza di interesse ad agire. Poiché l'estratto di ruolo non è un atto esecutivo e non era stata intrapresa alcuna azione di riscossione, non sussisteva la necessità di una tutela giudiziaria, rendendo l'azione di mero accertamento non proponibile.
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Nomina dirigenziale nulla: le conseguenze legali
Un dirigente medico si è visto dichiarare la nullità del suo incarico di direttore di distretto sanitario a causa di vizi procedurali, quali la mancanza di autorizzazione regionale e di un preventivo atto aziendale. La Corte di Cassazione ha confermato che una nomina dirigenziale nulla non conferisce il diritto a contestare la revoca o a ottenere una valutazione dei risultati, limitando la tutela del lavoratore al solo compenso per l'attività svolta, come previsto dall'art. 2126 del codice civile.
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Rinnovo contestazione addebito: licenziamento nullo
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento di un dipendente pubblico perché l'amministrazione, nel riaprire il procedimento disciplinare a seguito di una sentenza penale, aveva omesso il fondamentale rinnovo della contestazione dell'addebito. Questo vizio, secondo la Corte, viola in modo insanabile il diritto di difesa del lavoratore e rende nulla la sanzione espulsiva, a prescindere dalla prova di un concreto pregiudizio. Il licenziamento è stato annullato, con condanna dell'ente al pagamento di un'indennità, nonostante il dipendente fosse già in pensione al momento della sanzione.
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Distanze legali: No usucapione per sopraelevazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un proprietario che, avendo realizzato una sopraelevazione in violazione delle distanze legali, aveva invocato l'usucapione del diritto a costruire in deroga. L'ordinanza chiarisce che la sopraelevazione va considerata una nuova costruzione, per cui il termine ventennale per l'usucapione decorre dalla sua realizzazione e non da quella dell'edificio originario. Essendo il termine non maturato, la richiesta di demolizione e risarcimento del danno del vicino è stata confermata.
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Legittimazione del fallito: quando può agire in giudizio?
Un socio di una società fallita impugna una sentenza tributaria sfavorevole alla società, dopo che il curatore aveva deciso di non appellare. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la legittimazione del fallito a agire in giudizio sussiste solo in caso di provata inerzia del curatore, non quando vi sia una scelta processuale consapevole.
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