LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1, comma 17, Legge n. 228 del 2012

Pagina 7 di 10

193 provvedimenti

Errore revocatorio: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo la distinzione tra un errore revocatorio e un'omessa valutazione di prove. Il caso riguardava la richiesta di un dipendente pubblico di essere riconosciuto come "vittima del dovere". La Corte ha stabilito che l'errore revocatorio deve consistere in una falsa percezione di un fatto processuale e non in un errore di giudizio o nella mancata considerazione di un documento, ribadendo i rigidi presupposti per questo rimedio straordinario.
Continua »
Estinzione del processo: cosa accade se non si riassume?
Una consulente fiscale ha eccepito l'estinzione del processo per mancata riassunzione da parte di un suo cliente che chiedeva il risarcimento danni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che una precedente e corretta riassunzione del giudizio aveva già validamente avviato la causa, rendendo irrilevante l'estinzione di un filone processuale parallelo sorto successivamente. La Corte ha confermato la condanna della professionista per responsabilità professionale.
Continua »
Requisiti di fallibilità: prova e oneri per l’impresa
Una società dichiarata fallita su istanza dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha impugnato la decisione sostenendo di non possedere i requisiti di fallibilità. In particolare, affermava che il suo debito erariale, al netto di un controcredito IVA, sarebbe stato inferiore alla soglia di legge. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che per l'esonero dal fallimento è necessario il mancato superamento congiunto di tutte e tre le soglie dimensionali. Una volta accertato il superamento di una sola di esse (in questo caso, l'indebitamento superiore a 500.000 euro), l'esame delle altre diventa superfluo. La valutazione del controcredito è stata inoltre ritenuta un insindacabile accertamento di merito.
Continua »
Compenso avvocato: come si calcola e quando si contesta
Un cliente ha contestato il compenso del proprio avvocato, mettendo in discussione l'estensione del mandato e la metodologia di calcolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo la distinzione tra mandato sostanziale (contratto di patrocinio) e procura processuale. La Corte ha stabilito che il compenso dell'avvocato va calcolato sul valore complessivo della causa gestita e che la liquidazione delle spese segue il principio della soccombenza, lasciando al giudice di merito un'ampia discrezionalità.
Continua »
Estinzione del giudizio: la Cassazione e la rinuncia
Una società, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole in materia di TARI, ha rinunciato al ricorso a seguito di un accordo con l'ente comunale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Ha inoltre disposto la compensazione delle spese legali e ha chiarito che in caso di rinuncia non è dovuto il versamento del doppio del contributo unificato, data la natura eccezionale della norma che lo prevede.
Continua »
Estinzione del giudizio: la rinuncia evita costi extra
In un contenzioso tributario tra un ente religioso e un Comune, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia congiunta al ricorso da parte dei contendenti. A seguito di un accordo transattivo, le parti hanno richiesto la compensazione delle spese. La Corte ha accolto la richiesta e ha chiarito che in caso di estinzione del giudizio per rinuncia, non è dovuto il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
Continua »
Estinzione del giudizio: niente doppio contributo
Una società, dopo aver impugnato un avviso di pagamento per la TARI, ha rinunciato al ricorso in Cassazione a seguito di una conciliazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo un principio fondamentale: in caso di rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, in quanto tale misura si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso.
Continua »
Estinzione del processo: cosa succede dopo la rinuncia
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento IMU dinanzi alla Corte di Cassazione. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo e la società ha rinunciato al ricorso. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo. In questa ordinanza, si chiarisce che in caso di estinzione per rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato e nulla è disposto sulle spese se la controparte non si è costituita in giudizio.
Continua »
Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso in un contenzioso tributario. A seguito dell'accordo tra un Comune e una società, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese. La decisione sottolinea che, in caso di estinzione per rinuncia, non è dovuto il versamento del doppio del contributo unificato, poiché tale misura si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
Continua »
Indennità per mancata riconsegna: chi prova cosa?
Una società, successore di un ex conduttore di un cinema, è stata citata per l'indennità di occupazione relativa al periodo 2002-2014, nonostante il contratto fosse scaduto nel 1990. Un precedente giudicato aveva già stabilito il diritto al risarcimento. La Cassazione ha respinto il ricorso della società, chiarendo che l'onere di provare l'avvenuta restituzione del bene grava sull'ex conduttore. La Corte ha confermato che l'indennità per mancata riconsegna è dovuta fino a tale prova, indipendentemente da eventuali cessioni a terzi.
Continua »
Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Una parte ricorrente in Cassazione ha rinunciato al proprio gravame. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, chiarendo un importante principio: la rinuncia al ricorso non comporta il pagamento del raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione e non può essere interpretata estensivamente.
Continua »
Licenziamento disciplinare: uso improprio fuel card
Un'azienda ha licenziato un dipendente per un presunto uso irregolare della carta carburante aziendale. Tuttavia, la contestazione si limitava a un disallineamento tra la carta usata e il mezzo di servizio, senza accusare il lavoratore di furto per fini personali. La Corte d'Appello ha annullato il licenziamento, decisione confermata dalla Corte di Cassazione. I giudici hanno stabilito che l'irregolarità procedurale, non essendo qualificabile come furto e non rientrando tra le ipotesi di sanzione espulsiva previste dal CCNL, non era così grave da giustificare un licenziamento disciplinare e rompere il rapporto di fiducia.
Continua »
Ricorso per cassazione: l’autosufficienza è cruciale
Un cittadino ha impugnato una sanzione amministrativa per un illecito depenalizzato, contestando i termini di prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile non nel merito, ma per un vizio formale: la mancata osservanza del principio secondo cui il ricorso per cassazione autosufficiente deve esporre chiaramente tutti i fatti di causa, senza costringere i giudici a consultare altri atti.
Continua »
Preliminare di vendita: le conseguenze della risoluzione
Un promissario acquirente ha ricevuto un immobile prima della vendita definitiva tramite un preliminare di vendita. A seguito della risoluzione dell'accordo, la Corte di Cassazione ha confermato che l'acquirente deve versare un'indennità per l'intero periodo di utilizzo, a partire dalla data della stipula del contratto. La Corte ha chiarito che il preliminare di vendita con consegna anticipata è un contratto misto e la sua risoluzione ha effetti retroattivi, imponendo la restituzione non solo dell'immobile ma anche dei benefici economici (frutti) derivanti dal suo godimento.
Continua »
Accettazione tacita eredità: il preliminare di vendita
Una società acquirente si rifiutava di concludere un acquisto immobiliare, sostenendo che i venditori, in qualità di eredi, non avessero formalmente accettato l'eredità. La Corte di Cassazione ha stabilito che la stipula stessa del contratto preliminare di vendita costituisce un'accettazione tacita eredità, rendendo i venditori legittimi proprietari e infondato il rifiuto dell'acquirente.
Continua »
Termine classamento catastale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9278/2025, ha stabilito che il mancato rispetto del termine per il classamento catastale da parte dei Comuni non rende illegittimi i successivi avvisi di accertamento. Un contribuente aveva impugnato la revisione della rendita di due immobili, sostenendo che la delibera comunale sulla suddivisione in microzone fosse stata adottata oltre i termini di legge. La Corte ha chiarito che tale termine non è perentorio, ma ordinatorio, e quindi il suo superamento non invalida l'atto, confermando la legittimità della variazione catastale.
Continua »
Improcedibilità ricorsi fallimentari: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la norma sull'improcedibilità dei ricorsi fallimentari (art. 10 d.l. 23/2020) non si applica retroattivamente. La misura, introdotta per l'emergenza Covid, riguarda solo le istanze depositate tra il 9 marzo e il 30 giugno 2020, escludendo quelle già pendenti. La Corte ha ritenuto la questione di legittimità costituzionale manifestamente infondata, confermando la discrezionalità del legislatore nel definire il perimetro delle norme emergenziali.
Continua »
Rinuncia al ricorso: evitato il raddoppio del contributo
Un'impresa agricola ha presentato ricorso in Cassazione contro un ente regionale. Successivamente, l'impresa ha formalizzato la rinuncia al ricorso, atto a cui l'ente ha aderito. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce un punto fondamentale: in caso di rinuncia, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista per i ricorsi respinti o inammissibili.
Continua »
Irreperibilità assoluta: quando la notifica è valida
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro una intimazione di pagamento, confermando la validità della notifica di cinque avvisi di accertamento. La Corte ha stabilito che l'agente notificatore aveva correttamente accertato la condizione di irreperibilità assoluta del destinatario, a seguito di adeguate ricerche nel comune di domicilio fiscale. Di conseguenza, la procedura di notifica eseguita, consistente nel deposito presso la casa comunale, è stata ritenuta legittima. Gli argomenti del ricorrente sono stati considerati un inammissibile tentativo di riesaminare il merito dei fatti.
Continua »
Obbligo comunicazione redditi INPS: la guida completa
La Corte di Cassazione ha stabilito che i titolari di pensione che ricevono redditi da uno Stato estero sono tenuti a dichiararli all'Ente Previdenziale ai fini del diritto all'integrazione al minimo. L'ordinanza chiarisce che l'obbligo comunicazione redditi INPS sussiste indipendentemente dagli accordi fiscali tra Stati, confermando il diritto dell'Ente di recuperare le somme indebitamente erogate in caso di omessa dichiarazione.
Continua »