LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1 comma 17 Legge 24 dicembre 2012 n. 228

Pagina 16 di 16

310 provvedimenti

Accertamento induttivo: mutuo e prezzo di vendita
Una società immobiliare ha contestato un avviso di accertamento basato sulla discrepanza tra il prezzo di vendita dichiarato e il maggior valore del mutuo concesso agli acquirenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che un accertamento induttivo può legittimamente fondarsi su tali presunzioni, considerate gravi, precise e concordanti. Secondo la Corte, la differenza di valore costituisce un valido indizio di maggiori ricavi non dichiarati, spostando sul contribuente l'onere di fornire la prova contraria.
Continua »
Incarico professionale: chi paga? Società o socio?
Un professionista ha citato in giudizio gli eredi del presidente di una società per il pagamento delle sue parcelle. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che l'incarico professionale era stato conferito dal presidente per conto della società e non a titolo personale. L'elemento decisivo è stato il contenuto del mandato scritto, che legava l'attività del professionista ai doveri aziendali, esonerando così gli eredi dal pagamento personale.
Continua »
Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
Un docente impugna in Cassazione una sanzione disciplinare per attività professionale non autorizzata. Successivamente, presenta una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema, pur rilevando la mancanza di notifica formale della rinuncia, dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, compensando le spese di lite.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando è causa di inammissibilità
Un lavoratore, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole della Corte d'Appello, ha depositato un atto di rinuncia al ricorso senza notificarlo al Comune resistente. La Suprema Corte, pur non potendo dichiarare l'estinzione del processo, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse del ricorrente a proseguire il giudizio, un principio consolidato in giurisprudenza. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
Continua »
Agevolazioni fiscali ASD: quando si perdono i benefici
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha confermato la revoca delle agevolazioni fiscali a un'associazione sportiva dilettantistica (ASD) che operava di fatto come un'impresa commerciale. La Corte ha ribadito che l'iscrizione al registro del CONI non è sufficiente a garantire i benefici se non è supportata da una reale vita associativa e dall'assenza di scopi di lucro. L'onere di dimostrare la sussistenza dei requisiti sostanziali per le agevolazioni fiscali ASD ricade interamente sull'associazione contribuente.
Continua »
Mediazione obbligatoria: onere della prova e ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una conduttrice che lamentava l'irregolare svolgimento della procedura di mediazione obbligatoria. La decisione si fonda sul mancato assolvimento dell'onere della prova da parte della ricorrente e sulla mancata impugnazione di una delle autonome ragioni che sorreggevano la sentenza d'appello, confermando l'importanza di una corretta impostazione processuale.
Continua »
Avviso accertamento: firma e motivazione in Cassazione
Un contribuente sfida un avviso di accertamento per redditi non dichiarati, sostenendo la nullità per firma non valida e motivazione carente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il difetto di firma deve essere eccepito fin dal primo grado di giudizio. Inoltre, ha dichiarato inammissibile il motivo sulla motivazione per la regola della 'doppia conforme' e ha ritenuto infondata la censura di motivazione 'apparente', confermando la validità dell'avviso di accertamento.
Continua »
Accertamento soci srl: conti e presunzioni fiscali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22263/2025, ha rigettato il ricorso di un socio di una S.r.l. a ristretta base sociale contro un accertamento fiscale. L'atto impositivo era fondato sulla presunzione che le movimentazioni sui conti correnti personali dei soci, marito e moglie, costituissero utili non dichiarati dalla società. La Corte ha confermato la legittimità di tale presunzione, sottolineando che in contesti familiari e con una compagine sociale ristretta, spetta al contribuente fornire la prova contraria. È stato inoltre escluso il litisconsorzio necessario tra società e soci nel processo tributario, ribadendo un orientamento consolidato.
Continua »
Errore materiale in sentenza: la Cassazione corregge
La Corte di Cassazione interviene per correggere un palese errore materiale in una propria sentenza. Il provvedimento errato condannava delle inesistenti 'società ricorrenti' al pagamento del doppio del contributo unificato, mentre la parte soccombente era una persona fisica. La Corte, accogliendo l'istanza della parte vittoriosa, ha sostituito la dicitura errata con il nominativo corretto, ripristinando la coerenza tra la motivazione e il dispositivo della decisione.
Continua »
Responsabilità appaltatore: quando è esente da colpa?
Una sentenza della Corte d'Appello chiarisce i limiti della responsabilità dell'appaltatore in caso di vizi dell'opera derivanti da un progetto difettoso fornito dal committente. Il caso analizza la figura del 'nudus minister', ovvero l'appaltatore che agisce come mero esecutore delle direttive del cliente. La Corte ha confermato la decisione di primo grado, escludendo la responsabilità dell'appaltatore poiché i difetti non erano imputabili a errori di esecuzione, ma a scelte progettuali del committente. La decisione sottolinea come l'appaltatore possa essere esonerato da colpa anche in assenza di una formale dichiarazione scritta di manleva da parte del cliente.
Continua »