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Art. 1 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

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1493 provvedimenti

Altri anni per Art. 1 Codice di Procedura Civile

Onere probatorio rivendicazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza interlocutoria n. 10272/2024, ha rinviato a pubblica udienza una causa relativa all'azione di rivendicazione di una comproprietà. Il caso solleva una questione di diritto fondamentale sull'onere probatorio rivendicazione: se la prova della proprietà, normalmente molto rigorosa, possa essere attenuata anche nei confronti del convenuto che contesta il titolo, qualora gli altri convenuti lo abbiano invece riconosciuto. La decisione è stata sospesa per permettere un'analisi approfondita in pubblica udienza, data la rilevanza nomofilattica della questione.
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Usucapione terreno agricolo: coltivare non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10266/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva di essere riconosciuto proprietario per usucapione di un terreno agricolo. I giudici hanno ribadito che la semplice coltivazione del fondo, anche per lungo tempo, non è sufficiente a dimostrare il possesso 'uti dominus', ovvero con l'animo del proprietario. Per l'usucapione terreno agricolo è necessario compiere atti che manifestino in modo inequivocabile l'intenzione di escludere gli altri dal godimento del bene, come ad esempio recintarlo.
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Usucapione terreno: la Cassazione chiarisce il caso
Una proprietaria immobiliare ha citato in giudizio un'azienda dolciaria, di cui era socia, per ottenere la restituzione di un terreno. L'azienda ha risposto con una domanda riconvenzionale, sostenendo di aver acquisito la proprietà del terreno per usucapione. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno dato ragione all'azienda. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, dichiarando inammissibile il ricorso della proprietaria. La Suprema Corte ha stabilito che i giudici di merito avevano correttamente valutato le prove, le quali dimostravano un possesso continuo e ininterrotto per oltre vent'anni da parte dell'azienda, e non un semplice atto di tolleranza da parte dei proprietari.
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Comproprietà cortile: quando il ricorso è inammissibile
Una disputa sulla proprietà di un'area comune si conclude con la dichiarazione di inammissibilità del ricorso in Cassazione. I ricorrenti, che rivendicavano la proprietà esclusiva di un cortile, si sono visti respingere le loro istanze in tutti i gradi di giudizio. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito sulla base della cosiddetta "doppia conforme", ribadendo che non è possibile richiedere in sede di legittimità una nuova valutazione dei fatti e delle prove, come la ricostruzione dei titoli di proprietà che dimostravano la comproprietà del cortile.
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Incapacità naturale: quando un contratto è annullabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro l'annullamento di un contratto di mantenimento. La decisione si fonda sul principio della "doppia conforme", in cui due tribunali di merito avevano già accertato l'incapacità naturale della parte che aveva stipulato l'atto. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è riesaminare i fatti, ma solo la corretta applicazione della legge, respingendo le censure dei ricorrenti come tentativi di ottenere una terza valutazione sul merito della causa.
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Canale di scolo illegittimo: risarcimento del danno
La Corte di Cassazione ha dichiarato improcedibile il ricorso di un proprietario che aveva costruito un canale di scolo illegittimo, alterando il deflusso delle acque piovane e danneggiando il fondo vicino. La decisione conferma la condanna alla demolizione e al risarcimento del danno, sottolineando l'inammissibilità di censure di merito in presenza di una 'doppia conforme' e l'importanza del rispetto delle norme processuali.
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Azione di rivendicazione: onere della prova e ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10237/2024, dichiara improcedibile un ricorso riguardante un'azione di rivendicazione di un immobile. La decisione si fonda su vizi procedurali, come il mancato deposito della sentenza notificata, e ribadisce i principi sull'onere della prova, che può essere attenuato se la controparte non contesta la titolarità del dante causa dell'attore. La Corte ha inoltre confermato che la richiesta di rilascio del bene qualifica la domanda come rivendicazione.
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Probatio diabolica: prova attenuata in rivendicazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di accoglimento di un'azione di rivendicazione immobiliare. Il caso chiarisce che la cosiddetta probatio diabolica, ovvero l'onere della prova in capo a chi rivendica la proprietà, può essere attenuata quando il bene conteso proviene da un comune atto di divisione tra i danti causa delle parti, poiché tale atto implica un reciproco riconoscimento della proprietà.
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Restituzione somme: onere prova in relazione affettiva
Una donna ha citato in giudizio il suo ex partner per ottenere la restituzione di somme versate per l'acquisto di un immobile durante la loro relazione, sostenendo che si trattasse di un mutuo. I tribunali di primo e secondo grado hanno respinto la domanda. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: per la restituzione di somme, chi agisce in giudizio deve provare non solo l'avvenuta consegna del denaro, ma anche il titolo giuridico che fonda l'obbligo di rimborso.
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Responsabilità amministratore non esecutivo: il dovere
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione CONSOB a carico di un consigliere di amministrazione di una banca, chiarendo la responsabilità dell'amministratore non esecutivo. L'ordinanza stabilisce che anche i consiglieri senza deleghe operative hanno un preciso dovere di informarsi e agire per prevenire illeciti, come l'omissione del prospetto informativo in un'offerta al pubblico. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli sulla tardività della contestazione e sulla mancata applicazione del 'favor rei', ribadendo la piena responsabilità del consigliere.
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Impossibilità sopravvenuta: quando il venditore risponde
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società venditrice per inadempimento contrattuale. La società non aveva consegnato un macchinario, adducendo come scusante l'improvvisa irreperibilità del terzo proprietario. I giudici hanno stabilito che la semplice allegazione dell'impossibilità sopravvenuta non è sufficiente. Il venditore deve fornire prova rigorosa di aver agito con la massima diligenza e di non avere alcuna colpa, anche remota, nell'impedimento. Mancando tale prova, la responsabilità per i danni subiti dall'acquirente rimane.
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Responsabilità extracontrattuale costruttore: la guida
Un condominio ha citato in giudizio l'impresa costruttrice per diversi vizi dell'edificio. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha rigettato il ricorso. La sentenza chiarisce i confini della responsabilità extracontrattuale del costruttore, specificando che i difetti di lieve entità, non compromettendo la funzionalità dell'opera, non rientrano né nella garanzia per gravi difetti (art. 1669 c.c.) né nella responsabilità per fatto illecito (art. 2043 c.c.), per la quale è necessario un rigoroso onere probatorio a carico del danneggiato.
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Onere della prova mutuo: non basta l’assegno
Un professionista chiedeva la restituzione di una somma, asserendo fosse un prestito concesso a un cliente per pagare una propria fattura. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha rigettato la domanda. Ha stabilito che l'onere della prova del mutuo grava su chi ha erogato la somma. La semplice consegna di assegni circolari, infatti, non è sufficiente a dimostrare l'esistenza di un contratto di mutuo e del conseguente obbligo di restituzione.
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Responsabilità amministratori non esecutivi: la guida
Un ex consigliere di amministrazione di un istituto di credito è stato sanzionato dall'autorità di vigilanza per un'offerta al pubblico di azioni senza il prospetto informativo. Il consigliere ha impugnato la sanzione, sostenendo la tardività della contestazione, l'applicabilità di una legge più favorevole e la sua mancanza di coinvolgimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo i limiti e i doveri della responsabilità degli amministratori non esecutivi, i quali hanno un obbligo di agire informati e non possono invocare l'ignoranza per sottrarsi alle proprie funzioni di controllo.
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Traslatio iudicii: preclusioni e decadenze processuali
Un ex Direttore Generale di un istituto di credito impugna le sanzioni pecuniarie irrogate dall'Autorità di Vigilanza. Il caso, inizialmente proposto al TAR, viene trasferito per difetto di giurisdizione alla Corte d'Appello. La Cassazione, investita della questione, non decide nel merito ma rinvia la causa a pubblica udienza per approfondire il complesso tema della 'traslatio iudicii', ovvero il regime delle preclusioni e decadenze processuali maturate nella prima fase del giudizio e la loro sorte nel processo riassunto davanti al giudice ordinario.
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Responsabilità sanzionatoria: la prova diretta vince
Un dirigente bancario è stato sanzionato per un'offerta di azioni senza prospetto. La Cassazione ha confermato la sua responsabilità sanzionatoria, ritenendo un'email prova documentale diretta del suo ruolo attivo, e non una semplice presunzione.
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Rescissione per lesione: quando è inammissibile il ricorso
Una venditrice ottiene la rescissione di un contratto di vendita immobiliare per un prezzo troppo basso, ovvero per lesione ultra dimidium. Gli acquirenti ricorrono in Cassazione, ma il loro ricorso viene dichiarato inammissibile. La Corte Suprema ribadisce che non può riesaminare nel merito le prove, come lo stato di bisogno del venditore o l'esatto oggetto del contratto, specialmente in presenza di due decisioni conformi nei gradi precedenti. Questa ordinanza chiarisce i limiti del giudizio di legittimità in materia di rescissione per lesione.
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Onere della prova distanze legali: il caso in Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti del sindacato di legittimità in materia di distanze legali tra edifici. Il caso verteva sulla richiesta di arretramento di una nuova costruzione, basata sulla preesistenza di vedute nell'edificio del ricorrente. La Corte di Appello aveva respinto la domanda per mancato assolvimento dell'onere della prova distanze legali. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione delle prove è di competenza esclusiva del giudice di merito e non può essere oggetto di una nuova valutazione in sede di legittimità.
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Servitù di passaggio: il ricorso inammissibile
Un proprietario terriero ha richiesto una servitù di passaggio per il suo fondo, ritenuto intercluso. Dopo il rigetto in primo e secondo grado, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha ribadito di non poter riesaminare i fatti del caso, specialmente in presenza di una 'doppia conforme', confermando la decisione dei giudici di merito che avevano escluso la natura interclusa del fondo.
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Patto commissorio: quando è nullo il preliminare?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza che aveva escluso la nullità di un contratto preliminare per violazione del divieto di patto commissorio. Secondo la Corte, i giudici di merito hanno correttamente valutato in autonomia le prove, senza essere vincolati dall'esito di un precedente processo penale, confermando la validità dell'accordo di compravendita.
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