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Vizi Della Volontà

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Elementi che perturbano il processo di formazione della volontà contrattuale, come errore, violenza o dolo. Se presenti, possono causare l'annullamento di un contratto o di un lodo irrituale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Arbitrato irrituale: risarcito il privato e non la società
Una venditrice ha impugnato la decisione di un arbitrato irrituale che la condannava a risarcire l'acquirente di un'azienda. La venditrice sosteneva che l'indennizzo fosse stato erroneamente riconosciuto alla titolare in proprio anziché alla sua società. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che per i contratti stipulati prima della riforma del 2006 l'arbitrato irrituale ha natura puramente contrattuale. Di conseguenza, la decisione degli arbitri può essere impugnata soltanto per i classici vizi della volontà (come errore, dolo o violenza) e non per presunti difetti di legittimazione o eccesso di mandato. L'acquirente ottiene quindi la conferma del risarcimento, mentre la venditrice perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Concordato in appello: l’accordo sulla pena blocca la Cassazione
L'Imputato, condannato per furto aggravato, ha proposto ricorso in Cassazione contestando la valutazione delle aggravanti e delle attenuanti dopo aver concordato la pena in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che il concordato in appello limita fortemente i motivi di impugnazione. Il ricorso in Cassazione è ammesso solo per vizi relativi alla formazione della volontà delle parti, al consenso del pubblico ministero, alla difformità della decisione rispetto all'accordo o all'illegalità della pena. Le contestazioni di merito sulla determinazione della sanzione e sulle circostanze del reato sono precluse. Di conseguenza, l'Imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Lodo irrituale: limiti all’impugnazione per errore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11159/2024, ha chiarito i limiti all'impugnazione di un lodo irrituale. Un ex amministratore, escluso dalle cariche sociali, aveva ottenuto un lodo favorevole che dichiarava illegittime le delibere. La Corte d'Appello aveva annullato il lodo per un presunto errore di diritto. La Cassazione ha ribaltato tale decisione, specificando che il lodo irrituale, avendo natura contrattuale, non è impugnabile per errori di giudizio (errores in iudicando), ma solo per vizi della volontà, come errore essenziale e riconoscibile, violenza o dolo.
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Dichiarazione integrativa: quando non puoi correggerla
Un contribuente ha contestato una cartella esattoriale basata su una dichiarazione integrativa per studi di settore. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'adeguamento agli studi di settore è un atto negoziale non liberamente emendabile, ma soggetto alle regole sui vizi della volontà, e ha confermato la validità della notifica diretta della cartella.
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Contratto preliminare immobile: la prova in appello
In una causa per l'esecuzione di un contratto preliminare immobile, la Corte di Cassazione ha stabilito che la documentazione urbanistica necessaria per il trasferimento può essere presentata per la prima volta anche in appello. La Corte ha chiarito che tali documenti costituiscono una 'condizione dell'azione' e non un 'presupposto della domanda', potendo quindi essere prodotti fino al momento della decisione. La sentenza ha inoltre negato il risarcimento automatico del danno per il mancato godimento del bene al promissario acquirente, specificando che tale danno deve essere concretamente provato.
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