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Visto Infedele

19 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Attestazione errata o non veritiera rilasciata dal professionista su spese non detraibili o dati privi di idonea documentazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Visto di conformità infedele: annullata la cartella errata
Un responsabile dell'assistenza fiscale apponeva un visto di conformità sulla dichiarazione dei redditi di una cittadina. L'Agenzia delle Entrate contestava la detraibilità di spese sanitarie per il mancato assolvimento dell'imposta di bollo. Contestando il visto di conformità infedele, la Direzione Provinciale emetteva una cartella di pagamento a carico del professionista per imposte, sanzioni e interessi. Il professionista impugnava l'atto lamentando l'incompetenza dell'ufficio locale. La Corte di Cassazione ha stabilito che la contestazione per visto di conformità infedele rientra nella competenza esclusiva della Direzione Regionale individuata dal domicilio fiscale del professionista. Pertanto, la Suprema Corte ha annullato la cartella di pagamento ed escluso la validità dell'atto emesso da un organo privo del relativo potere amministrativo.
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Visto infedele: competenza e nullità dell’atto
Un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) ha ricevuto una cartella di pagamento per una sanzione relativa a un visto infedele su una dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha annullato la cartella, stabilendo che la competenza esclusiva per irrogare tali sanzioni spetta alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate in base al domicilio fiscale del CAF, e non all'ufficio locale che ha effettuato il controllo formale sul contribuente. L'atto emesso da un ufficio privo di competenza funzionale è da considerarsi nullo.
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Visto Infedele: Competenza e Annullamento dell’Atto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11806/2024, ha chiarito un punto cruciale in materia di visto infedele. Un professionista aveva impugnato una cartella di pagamento per un visto apposto su una dichiarazione, sostenendo l'incompetenza dell'ufficio provinciale che l'aveva emessa. La Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la competenza a sanzionare il professionista per il visto infedele spetta esclusivamente alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del luogo in cui il professionista ha il domicilio fiscale, non a quella del contribuente. Di conseguenza, l'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato annullato.
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Visto infedele: competenza ufficio e nullità atto
Un professionista è stato ritenuto responsabile per un visto infedele. L'avviso di pagamento è stato emesso dall'ufficio delle entrate del domicilio del cliente. La Corte di Cassazione ha dichiarato nullo l'atto perché la legge assegna la competenza esclusiva alla direzione regionale del domicilio del professionista, non a quella del contribuente assistito. Questa sentenza chiarisce un importante principio sulla competenza in materia di sanzioni per visto infedele.
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Visto infedele: competenza e nullità dell’atto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11818/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di visto infedele. Se un professionista appone un visto di conformità errato su una dichiarazione, l'unico ufficio competente a irrogare la sanzione è la Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista stesso, non l'ufficio locale del contribuente. Un atto emesso da un ufficio incompetente è nullo, invalidando la pretesa del Fisco.
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Visto infedele: competenza territoriale dell’Agenzia
Un professionista è stato ritenuto responsabile per un visto infedele su una dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, stabilendo che la competenza territoriale per l'irrogazione spetta alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio del professionista, e non a quella del contribuente. L'atto emesso da un ufficio incompetente è stato dichiarato nullo.
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Visto infedele: nullità degli atti per incompetenza
Un professionista, sanzionato per un visto infedele su una dichiarazione fiscale, ha impugnato le cartelle di pagamento sostenendo l'incompetenza territoriale dell'ufficio che le aveva emesse. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la competenza a irrogare la sanzione spetta esclusivamente alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista (il 'trasgressore'), non a quella del contribuente. Di conseguenza, gli atti emessi dall'ufficio incompetente sono stati dichiarati nulli, annullando la pretesa fiscale.
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Visto infedele: competenza territoriale decisiva
Un professionista ha contestato un avviso di pagamento ricevuto per un visto infedele. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto, stabilendo che la competenza per l'emissione spetta esclusivamente alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista, e non a quella del contribuente. Di conseguenza, l'avviso, emesso da un ufficio provinciale incompetente, è stato dichiarato nullo.
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Visto infedele: competenza e nullità dell’atto
Un professionista è stato ritenuto responsabile per un visto infedele apposto su una dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, stabilendo che la competenza per l'accertamento spetta esclusivamente alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio del professionista, e non all'ufficio locale del contribuente. Di conseguenza, l'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato dichiarato nullo.
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Visto infedele: competenza ufficio per sanzioni
Un professionista ha emesso un visto di conformità infedele su una dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'atto sanzionatorio è illegittimo se emesso dall'ufficio locale del contribuente, poiché la competenza esclusiva spetta alla direzione regionale del domicilio fiscale del professionista stesso, ribadendo un principio fondamentale sulla competenza territoriale.
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Visto infedele: competenza e sanzioni per il CAF
Un professionista ha apposto un visto di conformità errato su una dichiarazione dei redditi. L'Agenzia delle Entrate gli ha notificato una cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto, stabilendo che l'ufficio emittente era territorialmente incompetente. La Corte ha chiarito che la competenza spetta alla direzione regionale del domicilio fiscale del professionista e non a quella del contribuente. La decisione, incentrata sul cosiddetto visto infedele, è fondamentale per definire responsabilità e regole procedurali per gli intermediari fiscali.
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Visto infedele: competenza territoriale annulla l’atto
La Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento emessa a carico di un professionista per l'apposizione di un visto infedele su una dichiarazione dei redditi. La decisione si fonda su un vizio di incompetenza territoriale: l'atto sanzionatorio è stato emesso dall'ufficio delle Entrate del luogo di residenza del contribuente, anziché da quello competente per il domicilio fiscale del professionista che ha commesso la violazione, come previsto dalla legge.
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Visto infedele: l’ufficio competente a sanzionare
Un professionista che aveva apposto un visto infedele su una dichiarazione dei redditi è stato sanzionato dall'ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto, stabilendo che la competenza esclusiva per irrogare la sanzione spetta alla direzione regionale del domicilio fiscale del professionista, non a quella del contribuente. Un atto emesso da un ufficio incompetente è illegittimo.
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Visto infedele: la competenza dell’ufficio è cruciale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5013/2025, ha annullato una cartella di pagamento emessa nei confronti di un professionista per l'apposizione di un visto infedele. Il motivo della decisione risiede nell'incompetenza territoriale dell'ufficio dell'Agenzia delle Entrate che ha emesso l'atto. La Corte ha stabilito che la competenza non si basa sul domicilio del contribuente, ma su quello del professionista che ha commesso la violazione, confermando un orientamento consolidato.
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Visto infedele: competenza territoriale e sanzioni
Un professionista ha contestato una cartella di pagamento per un visto infedele. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento della cartella, stabilendo che la competenza a irrogare sanzioni spetta alla Direzione Regionale del domicilio fiscale del professionista, non all'ufficio locale del contribuente. La decisione ribadisce un fondamentale principio di competenza territoriale.
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Visto infedele: competenza e nullità dell’atto
Un professionista è stato sanzionato per l'apposizione di un visto infedele su una dichiarazione dei redditi. La sanzione era stata irrogata dall'ufficio provinciale dell'Agenzia delle Entrate competente per il domicilio del contribuente. Il professionista ha impugnato l'atto, sostenendo l'incompetenza territoriale dell'ufficio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la competenza a sanzionare per visto infedele spetta esclusivamente alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista trasgressore, e non di quello del contribuente. Di conseguenza, l'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato dichiarato nullo.
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Visto infedele: competenza territoriale dell’Agenzia
Un professionista ha rilasciato un visto di conformità errato (visto infedele). L'Agenzia delle Entrate ha emesso un atto di accertamento a suo carico. La Corte di Cassazione ha annullato tale atto, stabilendo che in caso di visto infedele, l'ufficio competente a sanzionare è la direzione regionale del domicilio fiscale del professionista, non l'ufficio locale del contribuente. L'atto è stato quindi ritenuto illegittimo per incompetenza territoriale.
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Visto Infedele: Competenza Territoriale e Annullamento
La Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento emessa nei confronti di un professionista per l'apposizione di un visto infedele. La decisione si fonda sul principio della competenza territoriale: l'atto sanzionatorio deve essere emesso dalla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del luogo di domicilio fiscale del professionista e non dall'ufficio locale legato al contribuente. L'emissione da parte di un ufficio incompetente rende l'atto nullo.
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Visto infedele: competenza della Direzione Regionale
Un professionista ha impugnato una cartella di pagamento per un visto infedele, sostenendo l'incompetenza dell'ufficio provinciale che l'aveva emessa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la competenza a sanzionare il professionista per un visto infedele spetta esclusivamente alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista stesso, e non all'ufficio locale del contribuente. Di conseguenza, l'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato annullato.
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