La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di presunto rapporto di lavoro fittizio. Una socia, che ricopriva anche le cariche di vice-presidente e amministratore delegato, era stata assunta come dipendente dalla sua stessa azienda. I giudici hanno stabilito l'inesistenza del rapporto di lavoro, evidenziando l'incompatibilità del ruolo di lavoratore dipendente con quello di socio e amministratore che esercita un controllo effettivo sulla società. Manca infatti il requisito fondamentale della subordinazione. Di conseguenza, la lavoratrice è stata condannata a restituire all'azienda, nel frattempo fallita, oltre 800.000 euro di stipendi percepiti. La vicenda si è poi conclusa con un accordo tra le parti, ma il principio sul tema del lavoro subordinato socio amministratore resta confermato.
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