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Vedute

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il Vedutismo nasce nel settecento e si occupa di paesaggi naturali e cittadini. Questa corrente si sviluppa soprattutto a Venezia grazie alla suggestività della città.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Distanze legali tra edifici: finestra contesa e ricorso inammissibile
Due proprietari hanno contestato la sopraelevazione di un edificio confinante, ritenendo violasse le distanze legali tra edifici e chiudesse le loro finestre. Il Tribunale aveva dato loro ragione, qualificando le aperture come "vedute". La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, considerandole semplici "luci", per le quali le norme sulle distanze erano meno restrittive. I proprietari hanno presentato ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile. Il motivo principale è stato un errore nella notifica del ricorso a una delle parti, che non è andata a buon fine e non è stata correttamente riattivata dai ricorrenti.
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Costruzione in aderenza: vince il vicino se le luci non sono vedute
Una proprietaria si oppone alla nuova opera del vicino, sostenendo che viola le distanze legali. Il conflitto si concentra sulla possibilità del vicino di realizzare una **costruzione in aderenza** al muro della donna, muro dotato di semplici 'luci' (aperture per aria e luce). Una precedente sentenza aveva dato alla proprietaria la facoltà di trasformare quelle luci in 'vedute' (finestre per affacciarsi), ma lei non l'aveva mai fatto. La Cassazione stabilisce un principio chiaro: le valutazioni si fanno sullo stato attuale e non su quello potenziale. Poiché le aperture sono rimaste 'luci', il vicino ha il pieno diritto di costruire in aderenza, anche chiudendole. La sola possibilità teorica di una modifica non esercitata non può limitare il diritto del vicino.
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Distanze legali: quando l’accordo tra vicini è valido
La Corte di Cassazione ha affrontato una disputa riguardante il rispetto delle distanze legali per l'apertura di vedute tra due proprietà confinanti. Un proprietario aveva inizialmente sottoscritto un accordo privato per consentire al vicino l'apertura di finestre a distanza ridotta, tentando successivamente di revocare tale consenso. La Suprema Corte ha confermato che il contratto si era già perfezionato nel momento in cui il proponente aveva avuto notizia dell'accettazione della controparte tramite un tecnico di fiducia (nuncius). Poiché la conoscenza dell'accettazione rende il contratto vincolante, la successiva revoca unilaterale è stata dichiarata inefficace, consolidando il diritto del vicino a mantenere le aperture realizzate in conformità all'accordo originario.
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Soccombenza virtuale e spese: chi paga?
In una controversia riguardante il rispetto delle distanze legali per le vedute, il vicino ha modificato le aperture in corso di causa, portando alla cessazione della materia del contendere. La Corte d'Appello ha deciso per la compensazione delle spese, ma la Cassazione ha annullato tale statuizione. Secondo la Suprema Corte, l'adempimento spontaneo tardivo non esclude la soccombenza virtuale della parte che ha inizialmente resistito alla domanda, obbligandola quindi a rifondere le spese legali all'attore che è stato costretto a rivolgersi alla giustizia.
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Onere della prova distanze legali: il caso in Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti del sindacato di legittimità in materia di distanze legali tra edifici. Il caso verteva sulla richiesta di arretramento di una nuova costruzione, basata sulla preesistenza di vedute nell'edificio del ricorrente. La Corte di Appello aveva respinto la domanda per mancato assolvimento dell'onere della prova distanze legali. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione delle prove è di competenza esclusiva del giudice di merito e non può essere oggetto di una nuova valutazione in sede di legittimità.
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Distanza tra fabbricati: la regola dei 10 metri
Una società costruttrice violava la distanza tra fabbricati di 10 metri. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la norma si applica anche se una sola delle due pareti frontistanti è finestrata. Ha inoltre chiarito che la distanza va misurata tra i muri degli edifici e non dal confine di proprietà, rendendo irrilevante la contestazione sui limiti del fondo.
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Distanze legali vedute: la via pubblica non esonera
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 444/2024, ha stabilito che l'eccezione alle distanze legali vedute, prevista in presenza di una via pubblica, non si applica ai fondi contigui e allineati sullo stesso lato. La Corte ha rigettato il ricorso su questo punto, affermando che la contiguità tra le proprietà mantiene l'esigenza di tutela della riservatezza. Ha invece accolto il motivo relativo all'eccessiva liquidazione delle spese legali, ricalcolandole in base al reale valore della controversia, notevolmente inferiore a quanto stabilito in appello.
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