In un caso di cessione di un ramo d'azienda, l'Agenzia delle Entrate ha rettificato il valore dichiarato basandosi sul potenziale del marchio, nonostante le perdite operative della società. La Corte di Cassazione ha confermato questo approccio, stabilendo che nella valutazione del ramo d'azienda, il valore del marchio, in quanto componente dell'avviamento, può essere determinato autonomamente e prevalere sulla redditività storica. La Corte ha respinto il ricorso della società, ritenendo la motivazione della sentenza d'appello sufficiente e logica e la valutazione dell'Agenzia legittima.
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