La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da diversi soggetti condannati per l'importazione di circa dieci chili di cocaina da Santo Domingo, nascosti in un carico di marmo destinato a una società italiana. Tra i ricorrenti, alcuni avevano precedentemente optato per il concordato in appello. I giudici di legittimità hanno ribadito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia ai motivi di merito, precludendo il ricorso in Cassazione se non per vizi sulla formazione della volontà. Per gli altri imputati, la Corte ha confermato l'inammissibilità dei ricorsi poiché basati sulla generica ripetizione dei motivi d'appello e sul tentativo di far rivalutare le prove di fatto, come le intercettazioni telefoniche. È stata inoltre confermata la confisca di un'auto di lusso per sproporzione rispetto ai redditi dichiarati. Tutti i ricorrenti sono stati condannati alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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