LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Usufrutto

Pagina 4 di 7

134 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Pignoramento usufrutto: validità e limiti legali
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso relativo alla validità di un pignoramento usufrutto su beni immobili. I ricorrenti contestavano l'efficacia del trasferimento forzoso e il mancato pagamento del prezzo, sostenendo che il diritto di usufrutto non fosse stato correttamente incluso nella vendita. La Suprema Corte ha stabilito che tali questioni erano già coperte da giudicato o avrebbero dovuto essere sollevate tempestivamente tramite opposizione agli atti esecutivi. È stata inoltre confermata la condanna per lite temeraria, poiché le parti avevano riproposto argomenti già ampiamente rigettati in precedenti gradi di giudizio, dimostrando una carenza di diligenza processuale.
Continua »
Legato in sostituzione di legittima: guida alla rinuncia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un coniuge superstite che intendeva agire in riduzione senza aver preventivamente rinunciato per iscritto a un legato in sostituzione di legittima avente ad oggetto l'usufrutto di immobili. La Suprema Corte ha ribadito che, quando il legato riguarda diritti reali immobiliari, la rinuncia deve rivestire la forma scritta a pena di nullità, non essendo sufficiente la semplice proposizione della domanda giudiziale di riduzione. L'acquisto del legato avviene infatti automaticamente al momento dell'apertura della successione, rendendo necessaria una dismissione formale per poter reclamare la quota di riserva.
Continua »
Credito d’imposta e usufrutto quote societarie
La controversia nasce dal diniego di rimborso di un Credito d'imposta richiesto da alcuni nudi proprietari di quote societarie a seguito della liquidazione di una società. Mentre i contribuenti rivendicano la titolarità del credito derivante dagli utili distribuiti, l'Amministrazione Finanziaria e i giudici di merito hanno inizialmente attribuito tale diritto agli usufruttuari. La Corte di Cassazione, ravvisando una questione di particolare complessità che coinvolge il diritto societario, contabile e civile, ha deciso di rinviare la causa alla pubblica udienza per definire un principio di diritto chiaro in assenza di precedenti specifici.
Continua »
Nuda proprietà e crediti d’imposta in liquidazione
Un contribuente, titolare della nuda proprietà di quote societarie, ha richiesto il rimborso di un credito d'imposta IRPEF derivante dalla liquidazione di una società di capitali. La controversia verte sulla spettanza del residuo attivo, costituito da utili non distribuiti, tra il nudo proprietario e l'usufruttuario. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti e la complessità della materia che intreccia profili civilistici, societari e fiscali, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per una decisione di rilievo nomofilattico.
Continua »
Usufrutto quote societarie: chi ottiene il rimborso?
Una contribuente, in qualità di nuda proprietaria di quote di una società a responsabilità limitata, ha impugnato il silenzio-rifiuto dell'Amministrazione Finanziaria in merito a un'istanza di rimborso IRPEF. Il credito derivava dal trattamento fiscale del residuo attivo di liquidazione della società. La questione centrale riguarda la titolarità del credito d'imposta in presenza di usufrutto quote societarie: se esso spetti al nudo proprietario o all'usufruttuario. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti e la complessità dei profili civilistici, contabili e fiscali coinvolti, ha deciso di rinviare la causa alla pubblica udienza per un approfondimento nomofilattico.
Continua »
Stock lending: indeducibilità dei costi e dividendi
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento emesso contro una società che aveva utilizzato lo **Stock lending** per abbattere il proprio reddito imponibile. L'operazione consisteva nel prendere in prestito azioni per incassarne i dividendi (esenti al 95%) e dedurre interamente le commissioni pagate al prestatore. I giudici hanno stabilito che tale schema negoziale è fiscalmente equiparabile all'usufrutto di azioni, rendendo i costi della commissione indeducibili ai sensi dell'articolo 109 del TUIR, poiché riferiti a proventi che non concorrono alla formazione del reddito.
Continua »
Stock lending: indeducibilità delle commissioni
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento relativo a un'operazione di **stock lending** effettuata con una società estera. L'Agenzia delle Entrate contestava la deducibilità delle ingenti commissioni pagate per il prestito delle azioni, ritenendo l'operazione priva di sostanza economica e finalizzata solo all'abbattimento degli utili. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recupero fiscale, stabilendo che lo **stock lending** è fiscalmente equiparabile all'usufrutto di azioni. Poiché i dividendi percepiti erano in gran parte esenti da tassazione, i costi sostenuti per ottenerli (le commissioni) risultano indeducibili ai sensi dell'Art. 109 del TUIR.
Continua »
Dolo incidente: nipote inganna lo zio, vendita valida ma risarcisce
Un uomo, per evitare il pignoramento della sua casa, vende la nuda proprietà al nipote a un prezzo notevolmente inferiore al valore di mercato. Sentendosi raggirato, si rivolge al giudice. La Corte di Cassazione chiarisce che, sebbene l'inganno non fosse tale da annullare il contratto, si configura un'ipotesi di **dolo incidente**. Il venditore avrebbe comunque venduto, ma a condizioni diverse. Pertanto, il contratto resta valido, ma l'acquirente viene condannato a risarcire il danno, pagando la differenza tra il valore reale dell'immobile e il prezzo versato.
Continua »
Imposta di donazione: stop agevolazioni senza controllo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni contribuenti che chiedevano l'esenzione dall'imposta di donazione per il trasferimento della nuda proprietà di quote societarie. L'agevolazione è stata negata perché il donante aveva riservato all'usufruttuario il diritto di voto sulla distribuzione degli utili. Tale limitazione impedisce ai beneficiari di acquisire il pieno controllo di diritto richiesto dalla norma, rendendo l'operazione soggetta a tassazione ordinaria.
Continua »
Controllo societario: esenzione donazione quote
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di agevolazione fiscale per una donazione di quote societarie in cui il donante aveva mantenuto il diritto di voto sulla distribuzione degli utili. Il cuore della controversia riguarda il concetto di controllo societario necessario per ottenere l'esenzione dall'imposta di donazione. Secondo i giudici, se il beneficiario non acquisisce il potere di voto su tutte le delibere ordinarie, inclusa la destinazione degli utili, non si configura il controllo di diritto richiesto dalla legge. Di conseguenza, il trasferimento della sola nuda proprietà con limitazioni al voto non permette di fruire dei benefici fiscali previsti per il passaggio generazionale d'impresa.
Continua »
Omissione lavori edifici: obblighi del proprietario
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un proprietario condannato per non aver ottemperato a un'ordinanza sindacale di messa in sicurezza di un immobile pericolante. La difesa ha sostenuto l'irresponsabilità del soggetto a causa di un pignoramento immobiliare e della sua qualifica di nudo proprietario. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che l'**omissione lavori edifici** resta imputabile al proprietario per le riparazioni straordinarie volte a garantire la stabilità. Il reato è stato riqualificato dall'art. 650 c.p. all'art. 677 c.p., comma 3, poiché la rovina dell'edificio costituiva un pericolo concreto per l'incolumità pubblica.
Continua »
Unicità dell’abitazione e contributi sisma
La Corte di Cassazione chiarisce i termini temporali per la verifica dell'unicità dell'abitazione necessaria per ottenere i contributi per la ricostruzione. Il caso riguarda un cittadino inizialmente ammesso ai finanziamenti e poi escluso da un ente locale a causa dell'acquisto di altri immobili in epoca successiva alla domanda. La decisione conferma che il requisito deve esistere al momento dell'entrata in vigore della legge di riferimento e non deve necessariamente perdurare fino all'erogazione effettiva delle somme.
Continua »
Notifica tardiva udienza: nullità assoluta del rito
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di un comune italiano perché la notifica tardiva dell'udienza a un terzo titolare di un diritto di usufrutto su beni confiscati ha impedito la sua partecipazione, causando una nullità assoluta e insanabile per violazione del contraddittorio.
Continua »
Azione di riduzione: i limiti e la cautela sociniana
Una figlia agiva in giudizio per tutelare la propria quota di legittima, lesa a suo dire dal testamento paterno. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando l'inammissibilità della sua azione di riduzione. La Corte ha chiarito che le disposizioni a favore della madre (usufrutto) e di un fratello (beni specifici) costituivano legati e non istituzioni di erede. Di conseguenza, l'azione richiedeva la preventiva accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario, che nel caso di specie mancava. Inoltre, la Corte ha ribadito che nelle ipotesi riconducibili alla cautela sociniana, la tutela del legittimario non si attua con l'azione di riduzione, ma attraverso una specifica scelta prevista dalla legge.
Continua »
Transazione tombale: accordo che chiude ogni pretesa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31064/2023, ha stabilito che una scrittura privata qualificabile come transazione tombale è sufficiente a definire ogni rapporto patrimoniale tra le parti, precludendo qualsiasi successiva azione legale, inclusa quella per ingiustificato arricchimento. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso che mirava a una diversa interpretazione dell'accordo, confermando che tale valutazione spetta ai giudici di merito e che la presenza di una transazione assorbe ogni altra doglianza.
Continua »
Danno da immissioni: no a risarcimento potenziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29657/2023, chiarisce i limiti del risarcimento per il danno da immissioni. Viene negato il risarcimento per la svalutazione di un immobile basata su un pregiudizio futuro e solo potenziale, come il rumore derivante da future manutenzioni. La tutela legale si applica solo a situazioni di intollerabilità attuali e accertate, distinguendo nettamente dal danno non patrimoniale per il ridotto godimento del bene, che invece è stato riconosciuto per il periodo in cui le immissioni erano effettive.
Continua »
Abuso usufrutto: quando si perde il diritto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11627/2023, ha chiarito che l'abuso usufrutto giustifica la decadenza dal diritto solo in presenza di atti di grave entità, che determinano un perimento o un deterioramento irreversibile del bene. La trasformazione di un garage in locale abitativo, se di modesta entità rispetto al valore totale dell'immobile e suscettibile di ripristino, non è stata ritenuta sufficiente a comportare la cessazione del diritto, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva respinto la domanda dei nudi proprietari.
Continua »
Permuta a catena: agevolazioni prima casa salve
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando le agevolazioni prima casa per una famiglia che aveva riorganizzato il patrimonio immobiliare tramite una permuta a catena. L'operazione, sebbene complessa, è stata considerata un atto unico finalizzato all'assetto definitivo e non una serie di compravendite separate che avrebbero fatto decadere i benefici fiscali.
Continua »
Obbligo di concludere un contratto: la sentenza esecutiva
A seguito di una separazione consensuale, un padre non adempie all'obbligo di trasferire la nuda proprietà di un immobile ai figli. Il Tribunale di Milano, in accoglimento della domanda dei figli, emette una sentenza ai sensi dell'art. 2932 c.c. che produce gli effetti del contratto non concluso, trasferendo coattivamente la proprietà e condannando il padre al pagamento delle spese legali. La decisione riconosce anche l'esenzione dalle imposte per tali trasferimenti.
Continua »
Usufrutto quote: a chi spetta l’utile da liquidazione?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11152/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di usufrutto quote societarie. Il caso riguardava alcuni nudi proprietari di quote di una s.r.l. che, a seguito della liquidazione della società, ritenevano di avere diritto al rimborso del credito d'imposta sull'utile distribuito. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che l'utile derivante dalla liquidazione, ovvero la somma che eccede il costo di acquisto della quota, è da considerarsi un "frutto civile". Poiché l'usufrutto non si estingue con la messa in liquidazione ma solo con la cancellazione della società, tale frutto spetta all'usufruttuario, il quale diventa l'unico soggetto passivo del rapporto tributario.
Continua »