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Uso Personale

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109 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Uso personale stupefacenti: quando è reato di spaccio?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto trovato in possesso di cocaina, hashish e marijuana. La presenza di 178 dosi e di materiale per il confezionamento è stata ritenuta decisiva per escludere l'ipotesi di solo uso personale di stupefacenti, confermando la finalità di spaccio.
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Uso personale stupefacenti: Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di spaccio di lieve entità. La difesa, incentrata sull'uso personale stupefacenti, è stata respinta poiché il notevole quantitativo e la diversa tipologia delle sostanze sequestrate sono stati ritenuti prove sufficienti a dimostrare l'intento di cessione a terzi, confermando la logicità della sentenza d'appello.
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Uso personale stupefacenti: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. La difesa sosteneva la tesi dell'uso personale stupefacenti, ma il ricorso è stato giudicato generico e manifestamente infondato. La Corte ha confermato la validità della sentenza di merito, basata su elementi oggettivi come quantità, confezionamento della droga e possesso di denaro contante, che smentivano la versione dell'imputato.
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Coltivazione domestica: quando è reato? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la coltivazione di 30 piante di marijuana. La Corte ha stabilito che la presenza di attrezzature professionali (lampade, temporizzatori, pannelli riflettenti) e il numero di piante escludono la natura di coltivazione domestica per uso personale, configurando invece un'attività destinata allo spaccio.
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Detenzione stupefacenti: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. L'appello si basava sulla tesi dell'uso personale e su una richiesta di riduzione della pena, ma è stato respinto perché considerato una mera contestazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Coltivazione uso personale: quando non è credibile?
Un soggetto condannato per la coltivazione di canapa indiana, da cui erano ricavabili 1188 dosi, ha proposto ricorso sostenendo la tesi della coltivazione per uso personale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che, sebbene la quantità da sola non sia decisiva, le modalità organizzate della coltivazione (serra indoor, lampade specifiche, fertilizzanti) sono elementi che, uniti al dato quantitativo, escludono logicamente la destinazione al solo uso personale, configurando il reato di produzione di stupefacenti.
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Reato continuato: come si calcola la pena?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. La Corte conferma la decisione di merito che aveva escluso l'uso personale basandosi su elementi come la quantità (208 dosi) e la suddivisione della sostanza. Viene inoltre chiarito che, in caso di reato continuato tra fatti omogenei, l'aumento minimo di pena non richiede una motivazione eccessivamente dettagliata, essendo sufficiente che sia rispettato il criterio di proporzionalità.
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Detenzione stupefacenti: quando è spaccio e non uso?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione stupefacenti. La detenzione di 105,2 grammi di cocaina, sufficienti per 588 dosi, e il suo occultamento in un vano apposito dell'auto sono stati considerati indici certi dell'inserimento nel mercato criminale, escludendo l'ipotesi di uso personale.
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Coltivazione domestica: quando non è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione conferma l'assoluzione di un uomo per la coltivazione di 48 piante di marijuana. La sentenza stabilisce che la coltivazione domestica non è reato se le tecniche sono rudimentali, il numero di piante esiguo, il prodotto minimo e destinato esclusivamente all'uso personale, senza indizi di spaccio.
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