La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8497/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due individui condannati per detenzione di stupefacenti. La Corte ha ribadito un principio fondamentale in materia di uso personale di stupefacenti: il superamento dei limiti quantitativi previsti dalla legge non è sufficiente a provare la destinazione allo spaccio. Spetta sempre all'accusa dimostrare tale finalità, mentre il giudice deve valutare tutti gli elementi del caso, come le modalità di presentazione della sostanza e le altre circostanze dell'azione, per escludere l'uso esclusivamente personale.
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