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Unanimità

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Consenso di tutti i partecipanti al condominio. È richiesta solo per le modifiche che incidono sui diritti individuali dei condomini, non per l'approvazione di tabelle conformi alla legge.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Assegnazione posti auto condominiali: serve l’unanimità
Un condominio ha approvato a maggioranza la riassegnazione di uno spazio nel cortile comune, scambiando il parcheggio destinato a un proprietario. La Condomina ha impugnato la decisione assembleare, ricordando la presenza di un accordo scritto e firmato da tutti i condomini nel 1994, il quale attribuiva i singoli spazi in modo definitivo e nominativo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della proprietaria. I giudici hanno stabilito che l'assegnazione posti auto condominiali per un uso individuale e permanente non può essere modificata a maggioranza. Una delibera approvata a maggioranza può organizzare l'uso turnario degli spazi comuni, ma non può privare un singolo condomino del diritto esclusivo concesso da un contratto sottoscritto da tutti i partecipanti.
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Transazione su beni comuni: serve l’unanimità o si demolisce
Un condomino aveva trasformato abusivamente parte del sottotetto e del tetto comune in una terrazza privata. Il Condominio ha chiesto la rimessione in pristino dello stato dei luoghi. L'erede del condomino si è opposta, sostenendo che un'assemblea condominiale avesse approvato un accordo transattivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'erede, confermando che la transazione su beni comuni richiede obbligatoriamente il consenso unanime di tutti i partecipanti al condominio, ai sensi dell'art. 1108 c.c. Di conseguenza, in mancanza dell'unanimità, l'accordo è nullo e l'erede deve demolire le opere abusive e ripristinare il tetto condominiale, oltre a pagare le spese legali.
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Consenso unanime dei condomini o la transazione sul tetto è nulla
Un condomino impugnava le delibere che gli imponevano di rimuovere alcune strutture dal tetto comune. L'erede del condomino sosteneva che la lite fosse stata risolta con un accordo transattivo successivo. La Corte d'Appello dichiarava nullo tale accordo perché non approvato da tutti i condomini. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che per le transazioni che hanno ad oggetto beni comuni è necessario il consenso unanime dei condomini. Di conseguenza, il ricorso dell'erede è stato dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese processuali.
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Modifica tabelle millesimali: vince l’unanimità
Un condominio ha modificato a maggioranza le tabelle millesimali per addebitare le spese di androne, scale e ascensore anche ai proprietari dei piani terra, precedentemente esentati da un regolamento contrattuale. Alcuni condomini hanno impugnato la delibera. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del condominio, confermando la nullità della delibera. I giudici hanno stabilito che la modifica tabelle millesimali richiede l'unanimità dei consensi quando le tabelle originarie derogano ai criteri legali di ripartizione delle spese. Poiché l'esenzione originaria favoriva i piani terra in deroga alla legge, la variazione non poteva essere decisa a maggioranza, ma richiedeva l'accordo di tutti i partecipanti al condominio. Il condominio perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Modifica Tabelle Millesimali: Omissione non è Esonero Definitivo
Un proprietario, la cui unità immobiliare era stata inizialmente omessa dalle tabelle millesimali, si oppone alla decisione dell'assemblea di includerla con un voto a maggioranza, sostenendo che fosse necessario il consenso unanime. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la semplice omissione di un'unità dalle tabelle non costituisce un accordo formale di esonero dalle spese. Per modificare questa situazione non è richiesta l'unanimità. La Corte ha quindi confermato la legittimità della delibera di modifica tabelle millesimali a maggioranza, obbligando il proprietario a contribuire alle spese comuni. La sentenza chiarisce che solo una 'diversa convenzione' esplicita può giustificare un'esenzione.
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Modifica Tabelle Millesimali: Maggioranza batte Prassi d’Uso
Una condomina contesta la delibera di modifica tabelle millesimali approvata a maggioranza dopo i suoi lavori di ristrutturazione. La Corte d'Appello le dà ragione, richiedendo l'unanimità. La Cassazione ribalta la decisione, stabilendo un principio fondamentale: le regole sulla modifica a maggioranza si applicano solo se esiste una tabella millesimale preesistente e validamente approvata. Se la tabella precedente era usata solo per prassi, senza una formale delibera, quella votata a maggioranza non è una 'modifica', ma una 'prima approvazione', e come tale è perfettamente legittima. Il Condominio vince la causa.
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Consorzio: la proroga della durata richiede unanimità
La Corte di Cassazione ha affrontato la validità di alcune delibere assembleari di un importante consorzio tecnologico, focalizzandosi sulla proroga della durata dell'ente e sull'esclusione di una società consorziata. Il punto centrale riguarda la necessità del voto unanime per estendere la vita del consorzio oltre il termine pattuito. La Corte ha stabilito che la proroga decennale, incidendo sugli obblighi di esclusiva e sulla struttura del contratto, richiede l'unanimità dei soci in assenza di specifiche deroghe statutarie. Inoltre, è stata confermata la possibilità di impugnare il lodo arbitrale per violazione di legge se la clausola arbitrale è antecedente alla riforma del 2006.
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Spese condominiali: serve l’unanimità per l’esonero
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un accordo transattivo che prevedeva l'esonero di un condomino dalle spese condominiali e la gestione autonoma dei suoi locali commerciali. La decisione sottolinea che ogni deroga ai criteri legali di ripartizione delle spese richiede il consenso unanime di tutti i partecipanti al condominio. Una delibera approvata a semplice maggioranza non può autorizzare l'amministratore a firmare accordi che violino l'obbligo di contribuzione proporzionale, rendendo nulla sia la delibera stessa che la successiva transazione.
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Licenza marchio in comunione: serve l’unanimità
Una famiglia co-proprietaria di un noto marchio si scontra sulla prosecuzione di una licenza d'uso esclusiva. La Corte di Cassazione, dirimendo la questione sulla licenza marchio in comunione, stabilisce che per tali atti è indispensabile il consenso unanime di tutti i contitolari, poiché una decisione a maggioranza lederebbe il diritto di esclusiva del dissenziente. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva ritenuto sufficiente la maggioranza, viene annullata.
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Delibera condominiale nulla: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che una delibera condominiale è nulla se, approvata a maggioranza, priva un singolo condomino del godimento di un bene comune, come l'impianto idrico. Nel caso specifico, un condominio aveva deciso di realizzare un nuovo impianto a servizio dei soli appartamenti, escludendo un'unità commerciale. La Corte ha chiarito che una tale decisione, trasformando un bene comune in bene esclusivo per alcuni, incide sul diritto di proprietà individuale e richiede pertanto il consenso unanime di tutti i condòmini.
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Ascensore in condominio: nullità della delibera
La sentenza analizza il caso di un'installazione di un ascensore in condominio a spese di alcuni proprietari. Il Tribunale di Firenze ha dichiarato la nullità della delibera assembleare nella parte in cui consentiva agli altri condomini di utilizzare l'impianto pagando solo le spese di gestione, senza contribuire ai costi di installazione. La decisione si fonda sul principio che per derogare ai criteri legali di ripartizione delle spese per un'innovazione è necessaria l'unanimità di tutti i proprietari, non solo dei presenti in assemblea, come previsto dall'art. 1121 c.c.
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