La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna per il reato di diffamazione nei confronti di un'autrice e del direttore di una testata online. L'autrice aveva pubblicato un post sui social e un articolo definendo, per errore, un avvocato come "tutore" (anziché difensore di fiducia) di un soggetto che, anni dopo, avrebbe commesso un grave attentato terroristico. I giudici di legittimità hanno stabilito che attribuire il ruolo di tutore – incarico obbligatorio assegnato da un giudice – non ha alcuna portata offensiva. L'errore sulla qualifica professionale non configura quindi il reato di diffamazione, poiché manca la reale lesione della reputazione dell'avvocato, escludendo anche la responsabilità del direttore del giornale.
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