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Turn Over

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il naturale ricambio del personale in un'organizzazione, dovuto a pensionamenti, dimissioni o altre cause. In questo contesto, indica i posti che si liberano e che potrebbero essere coperti tramite scorrimento.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Incarico di sostituzione dirigenziale: stop a nomine illegittime
Un dirigente medico ha fatto causa alla propria Azienda Sanitaria dopo essere stato illegittimamente escluso dall'assegnazione di un ruolo temporaneo di vertice del reparto. La struttura pubblica ha prorogato ripetutamente l'incarico di sostituzione dirigenziale a un altro collega per oltre tre anni, violando il limite contrattuale di dodici mesi e omettendo qualsiasi comparazione trasparente tra i curricula dei candidati idonei. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'ente sanitario, confermando la condanna al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali per ventimila euro a favore del medico pretermesso. La Suprema Corte ha ribadito che la Pubblica Amministrazione deve sempre rispettare i principi di correttezza, buona fede e trasparenza nella valutazione comparativa del personale.
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Contratto a tempo determinato: stop all’abuso della ASL
Un'infermiera ha lavorato per anni presso un'Azienda Sanitaria Locale tramite ripetuti rinnovi di un contratto a tempo determinato. L'ente pubblico giustificava la precarietà con il blocco delle assunzioni e i vincoli di bilancio regionali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della lavoratrice, stabilendo che le esigenze permanenti di personale non possono essere soddisfatte abusando dello strumento a termine. Le restrizioni finanziarie e il blocco del turn over non costituiscono ragioni obiettive valide per evitare assunzioni stabili. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza d'appello favorevole all'azienda, rinviando la causa per una nuova decisione sul risarcimento del danno.
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Stabilizzazione precari: no diritto senza autorizzazione
La richiesta di una fisioterapista per la stabilizzazione del proprio rapporto di lavoro precario è stata respinta. Nonostante l'inserimento in una lista di personale da stabilizzare e la ricezione di un telegramma per la scelta della sede, la Cassazione ha stabilito che la mancanza della specifica autorizzazione del Commissario ad acta, nominato per il risanamento dei conti della sanità regionale, è un elemento decisivo e ostativo. La Corte ha ribadito che la procedura di stabilizzazione precari non costituisce un diritto incondizionato all'assunzione.
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Retribuzione accessoria: no a tagli forfettari
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una Corte d'Appello che aveva ritenuto illegittimo un taglio del 30% sulla retribuzione accessoria di alcuni dirigenti medici. La Suprema Corte ha chiarito che, sebbene le leggi sul contenimento della spesa pubblica impongano una riduzione dei fondi, un taglio forfettario è illegittimo. La metodologia corretta prevede di bloccare il fondo al livello del 2010 e ridurlo in proporzione al personale cessato, per poi ripartirlo. Il caso è stato rinviato per il corretto ricalcolo.
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Progressione verticale: stop senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto alla progressione verticale a due dipendenti pubblici. Nonostante fossero risultati idonei in una selezione per 920 posti, l'Amministrazione aveva ricevuto autorizzazione solo per 460. La Corte ha stabilito che la mancanza dell'autorizzazione per i posti successivi e l'entrata in vigore di una nuova normativa (d.lgs. 150/2009) hanno impedito il sorgere di un diritto soggettivo all'inquadramento superiore, trattandosi di una mera aspettativa.
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Scorrimento graduatoria: no al diritto senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto allo scorrimento graduatoria e all'assunzione di alcuni dipendenti pubblici. La mancanza dell'autorizzazione governativa per i posti aggiuntivi e l'entrata in vigore di una nuova legge hanno impedito la maturazione di un diritto quesito, rendendo legittimo il diniego dell'amministrazione.
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Scorrimento graduatoria: no al diritto senza autorizzazione
Un lavoratore, idoneo in un concorso interno, ha chiesto l'assunzione tramite scorrimento graduatoria per posti mai ufficialmente autorizzati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che senza la necessaria autorizzazione amministrativa per i posti ulteriori, non sorge alcun diritto soggettivo all'assunzione. L'intervento di una nuova legge (ius superveniens) ha ulteriormente precluso tale possibilità, non essendosi consolidato alcun diritto quesito prima della riforma.
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Scorrimento graduatoria: no al diritto senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto allo scorrimento graduatoria a un gruppo di dipendenti pubblici. La sentenza chiarisce che, in assenza di una specifica autorizzazione governativa per i posti aggiuntivi e a seguito di una nuova legge più restrittiva (ius superveniens), i candidati idonei non vantano un diritto soggettivo all'assunzione, ma solo una mera aspettativa.
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Contratti a termine: quando la successione è lecita
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due musicisti d'orchestra che chiedevano la conversione dei loro contratti a termine in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. I giudici hanno confermato la legittimità della successione di contratti, basandosi sulla non contestazione da parte dei lavoratori delle specifiche e obiettive ragioni temporanee indicate dall'ente lirico in ogni contratto. Secondo la Corte, se il lavoratore non contesta di essere stato impiegato esclusivamente per le produzioni indicate, il datore di lavoro non ha l'onere di fornire ulteriori prove, rendendo i contratti a termine validi.
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Ricollocamento in servizio: diritto o possibilità?
Un dirigente medico, collocato in pensione, chiedeva il ricollocamento in servizio basandosi su una nuova normativa. L'Azienda Sanitaria, dopo un iniziale accoglimento, revocava la decisione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la norma è applicabile anche a chi era già in pensione al momento della sua entrata in vigore, purché fosse in servizio alla data di riferimento indicata dalla legge. Tuttavia, ha chiarito che il ricollocamento in servizio non è un diritto soggettivo assoluto, ma una possibilità che l'amministrazione deve valutare bilanciando le esigenze organizzative e le normative vigenti, come il blocco del turn over.
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