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Tuir

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238 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Plusvalenza immobile da demolire: no alla tassa
Eredi vendono immobili destinati alla demolizione e ricostruzione. L'Agenzia delle Entrate tassa la plusvalenza come se fosse cessione di terreno edificabile. La Cassazione annulla, stabilendo che la vendita di un edificio esistente, anche se destinato alla demolizione, non può essere riqualificata come cessione di area edificabile, escludendo così la tassazione della plusvalenza immobile da demolire.
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Stock Lending: Cassazione su abuso e deducibilità
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di accertamento fiscale IRES relativo a un'operazione di stock lending. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato la deducibilità dei costi, sostenendo alternativamente la nullità del contratto per mancanza di alea e l'abuso del diritto. La Corte ha rigettato il ricorso delle società contribuenti, chiarendo che la commissione versata nell'ambito di un contratto di stock lending non è deducibile ai sensi dell'art. 109, comma 8, del TUIR. Pur correggendo la motivazione della sentenza di secondo grado, che si era basata sulla figura generica dell'abuso del diritto, la Cassazione ha confermato l'esito della lite, stabilendo un principio specifico per la qualificazione fiscale di tali operazioni finanziarie.
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Sgravio Contributivo e Tassazione: la Cassazione decide
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un imprenditore la mancata tassazione di uno sgravio contributivo ottenuto a seguito di un sisma. L'imprenditore aveva saldato i debiti INPS pagando solo il 40%, vedendosi cancellare il restante 60%. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale cancellazione del debito costituisce una sopravvenienza attiva tassabile. La motivazione risiede nel fatto che i contributi originari erano stati dedotti come costi; pertanto, la loro successiva cancellazione genera un componente positivo di reddito che deve essere assoggettato a imposta per evitare un ingiustificato doppio beneficio fiscale.
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Cessione di cubatura: la tassazione secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 103/2025, interviene sulla tassazione della plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno e della relativa volumetria edificabile (cubatura) pervenuti in eredità. La Corte chiarisce due punti fondamentali: primo, per i beni ereditati, il valore iniziale per il calcolo della plusvalenza è quello dichiarato nella denuncia di successione, non quello di una perizia successiva. Secondo, e più importante, la cessione di cubatura non va assimilata al trasferimento di un diritto reale e quindi la sua tassazione non rientra nelle plusvalenze immobiliari tradizionali. La Corte ha accolto parzialmente il ricorso dei contribuenti, cassando la sentenza impugnata su questo specifico punto e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Detrazione interessi mutuo: lavori che allungano i tempi
La Corte di Cassazione ha stabilito che la detrazione interessi mutuo per l'acquisto della prima casa può beneficiare del termine esteso a due anni per stabilire la residenza solo se i lavori effettuati sull'immobile rientrano nella nozione di 'ristrutturazione edilizia' soggetta a permesso di costruire o titolo equipollente (SCIA). Semplici opere interne, che richiedono solo una comunicazione al Comune, non sono sufficienti per ottenere l'estensione del beneficio fiscale. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, annullando la decisione favorevole al contribuente del giudice di secondo grado.
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Deducibilità perdite su crediti: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 303/2025, ha chiarito i requisiti per la deducibilità perdite su crediti. Un contribuente si era visto negare la deduzione di una perdita relativa all'anno 2010, poiché il debitore era stato dichiarato fallito solo nel 2012. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che la perdita è deducibile solo nell'anno in cui si acquisisce la certezza della sua irrecuperabilità, sulla base di elementi certi e precisi. L'onere della prova spetta al contribuente, che non può scegliere arbitrariamente il periodo d'imposta in cui operare la deduzione.
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Deducibilità interessi passivi: guida completa 2025
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla deducibilità interessi passivi relativi a un mutuo milionario contratto da una società immobiliare. L'Amministrazione Finanziaria negava la deduzione sostenendo che il finanziamento non fosse destinato alla costruzione dell'immobile. La Corte ha stabilito che la finalità del prestito è irrilevante: per la piena deducibilità è sufficiente che il finanziamento sia garantito da ipoteca su immobili destinati alla locazione. Ha tuttavia accolto i motivi del Fisco su un aspetto minore, relativo all'errata imputazione temporale di alcuni costi.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale in un caso di accertamento fiscale. La decisione è stata cassata per motivazione apparente e omessa pronuncia, poiché i giudici di merito non avevano adeguatamente spiegato le ragioni della loro decisione, limitandosi a formule generiche e omettendo di esaminare specifiche domande delle parti. La controversia riguardava la deducibilità di costi per consulenze da un paese a fiscalità privilegiata. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Sopravvenienze attive: la tassazione per competenza
Un'azienda non aveva tassato delle sopravvenienze attive, qualificandole come straordinarie non imponibili. L'Agenzia delle Entrate ha contestato tale operato, sostenendo che dovessero essere tassate nell'anno di competenza. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo che le sopravvenienze attive devono essere tassate nell'esercizio in cui si acquisisce la certezza della loro esistenza, in base al principio di competenza fiscale, cassando la decisione dei giudici di merito.
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Costi black list: quando sono deducibili?
La Corte di Cassazione ha chiarito che per dedurre i costi black list non basta dimostrare la redditività dell'operazione. È necessario provare un interesse economico specifico e non solo il risparmio fiscale. La sentenza ha annullato la decisione di merito che aveva erroneamente equiparato l'interesse economico alla mera esistenza di un margine di utile.
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Plusvalenza terreno: la vendita a prezzo basso è ok
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente che rivaluta un terreno edificabile tramite perizia giurata e paga l'imposta sostitutiva (affrancamento), non perde il beneficio fiscale se successivamente vende il bene a un prezzo inferiore a quello di perizia. L'Agenzia delle Entrate non può disconoscere la rivalutazione e calcolare la plusvalenza terreno sul costo storico, poiché nessuna norma prevede la decadenza del beneficio in caso di vendita a un prezzo più basso.
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Sopravvenienza attiva: non è un errore contabile
Un contribuente si è visto imputare una sopravvenienza attiva tassabile per non aver registrato un pagamento a un fornitore, sebbene il pagamento fosse stato effettivamente eseguito. L'Agenzia delle Entrate aveva qualificato la somma come reddito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che un mero errore contabile, che non incide sul costo economico reale, non può essere qualificato come sopravvenienza attiva. Tale errore può al più indicare un'inattendibilità della contabilità, ma non crea materia imponibile.
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Sopravvenienza attiva: quando è tassabile? Analisi
La Corte di Cassazione ha stabilito che non si può configurare una sopravvenienza attiva tassabile quando l'Agenzia delle Entrate contesta l'esistenza originaria di una passività. Il caso riguardava un finanziamento infragruppo ritenuto fittizio dall'amministrazione finanziaria. Secondo la Corte, la sopravvenienza attiva ex art. 88 TUIR presuppone che una passività, reale ed effettiva, iscritta in bilancio in anni precedenti, venga meno in un esercizio successivo. Se la passività è ritenuta inesistente fin dall'inizio, l'Agenzia avrebbe dovuto contestare le scritture contabili originarie, non recuperare a tassazione un'inesistente sopravvenienza.
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Deduzione spese trasporto: piena deducibilità rimborso
Una associazione professionale si è vista negare la piena deduzione spese trasporto rimborsate ai soci per l'uso dei veicoli personali. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il limite del 40% (art. 164 TUIR) si applica solo ai veicoli dell'associazione, non ai rimborsi per mezzi di terzi. Tali spese sono integralmente deducibili se inerenti all'attività, secondo l'art. 54 TUIR.
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Possesso del reddito: quando si tassa un incasso?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini della tassazione IRPEF, il 'possesso del reddito' si verifica non con la mera detenzione materiale di una somma, ma nel momento in cui il soggetto acquisisce la disponibilità giuridica e il potere di disporne. Nel caso esaminato, un professionista che aveva incassato il prezzo di una vendita per conto dei suoi clienti ha realizzato il proprio reddito solo nell'anno successivo, quando un accordo ha formalizzato il suo diritto a trattenere una parte della somma come rimborso spese. L'accertamento fiscale relativo all'anno della vendita è stato quindi annullato.
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Plusvalenza diritto di superficie: quando è esente?
La Cassazione chiarisce che la plusvalenza diritto di superficie su un terreno agricolo non è tassabile se la cessione avviene dopo 5 anni dall'acquisto. L'Agenzia delle Entrate aveva erroneamente tassato come reddito diverso le somme percepite per la realizzazione di un impianto eolico. La Corte, accogliendo il ricorso degli eredi, ha ribadito l'equiparazione tra cessione del diritto reale e cessione della proprietà ai fini dell'esenzione quinquennale.
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Tassazione diritto di superficie: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4928/2025, ha stabilito che la plusvalenza derivante dalla costituzione di un diritto di superficie su un terreno agricolo non è soggetta a tassazione IRPEF se il terreno è stato acquistato da più di cinque anni. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che tali proventi costituissero redditi diversi derivanti da terreni dati in affitto per usi non agricoli. La Corte ha invece qualificato l'operazione come un atto traslativo di un diritto reale, assimilabile alla cessione di un immobile, la cui plusvalenza è tassabile solo se realizzata entro cinque anni dall'acquisto. La decisione conferma un orientamento consolidato, distinguendo nettamente la costituzione di diritti reali dagli obblighi personali di permettere l'uso del fondo.
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Compenso amministratore: quando è deducibile?
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la deducibilità del compenso erogato agli amministratori di una S.r.l. La Corte di Cassazione ha stabilito l'assoluta incompatibilità tra la carica di presidente del CdA (o amministratore unico) e la qualifica di lavoratore dipendente. Di conseguenza, il relativo costo non è deducibile come spesa per lavoro dipendente. Per gli altri amministratori, la compatibilità è possibile solo se si dimostra un reale vincolo di subordinazione e lo svolgimento di mansioni diverse da quelle della carica sociale.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13540/2025, ha stabilito che la deducibilità del TFM (Trattamento di Fine Mandato) per gli amministratori non è soggetta ai limiti quantitativi previsti per il TFR dei lavoratori dipendenti. La deduzione annuale delle quote, secondo il principio di competenza, è legittima a condizione che il diritto all'indennità risulti da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto. In assenza di tale requisito, la deducibilità segue il principio di cassa.
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Deducibilità interessi passivi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 321/2025, ha stabilito un principio chiave sulla deducibilità interessi passivi per le società immobiliari. Il caso riguardava una società a cui l'Agenzia delle Entrate aveva negato la deduzione degli interessi su un mutuo ipotecario, sostenendo che i fondi non erano stati usati per costruire l'immobile, ma per creare liquidità. La Suprema Corte ha accolto il ricorso della società, chiarendo che la norma (art. 1, c. 36, L. 244/2007) non pone limiti alla finalità del finanziamento. Per la piena deducibilità è sufficiente che il prestito sia garantito da ipoteca su un immobile destinato alla locazione, a prescindere dall'uso delle somme.
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