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Trust

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129 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Tassazione del trust: il fisco perde contro il notaio
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto il pagamento dell'imposta di donazione a un Notaio che aveva registrato l'atto costitutivo di un trust immobiliare. I coniugi disponenti avevano trasferito un immobile a una società fiduciaria per venderlo e pagare un debito. Il Notaio ha impugnato l'atto impositivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, stabilendo un principio fondamentale per la tassazione del trust: il semplice trasferimento di beni al fiduciario non costituisce un passaggio definitivo di ricchezza. Di conseguenza, le imposte proporzionali di donazione e registro non si applicano al momento della costituzione del vincolo o della dotazione dei beni, ma solo quando i beni vengono effettivamente attribuiti ai beneficiari finali, momento in cui si realizza un reale incremento patrimoniale.
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Tassazione del trust: la Cassazione frena le pretese del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la tassazione applicata all'atto istitutivo di un trust, pretendendo il pagamento delle imposte ipotecaria e catastale in misura proporzionale anziché fissa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando che la costituzione del vincolo di destinazione e il trasferimento dei beni al gestore non determinano un effettivo e stabile passaggio di ricchezza. Di conseguenza, la corretta tassazione del trust in questa fase iniziale prevede l'applicazione delle imposte in misura fissa. Il prelievo proporzionale scatterà unicamente al momento dell'eventuale e definitivo trasferimento dei beni ai beneficiari finali, poiché solo allora si realizzerà un reale arricchimento patrimoniale.
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Tassazione del trust: fisco sconfitto sulle imposte proporzionali
Il caso riguarda l'impugnazione da parte del Trustee di un avviso di liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate applicava le imposte proporzionali di donazione, ipotecaria e catastale sull'atto di costituzione e dotazione di un trust. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che la tassazione del trust in misura proporzionale non può avvenire al momento della costituzione del vincolo o del trasferimento strumentale dei beni al trustee. Tali atti sono infatti neutri, poiché non determinano un reale e definitivo arricchimento dei beneficiari, che si verificherà solo con il successivo trasferimento dei beni a questi ultimi. Di conseguenza, l'atto iniziale è soggetto esclusivamente alle imposte in misura fissa.
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Responsabilità solidale del notaio: no alle tasse del trust
Un notaio ha registrato un atto di assegnazione dei beni residui di un trust al beneficiario (coincidente con il disponente), applicando l'imposta fissa di registro. L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di liquidazione chiedendo l'imposta proporzionale di donazione all'8% direttamente al notaio. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto impositivo, stabilendo che la responsabilità solidale del notaio non si estende alle imposte complementari. Queste ultime derivano da complesse interpretazioni giuridiche o accertamenti extratestuali, come nel caso della tassazione del trust. Il notaio risponde solo dell'imposta principale, ossia quella determinabile immediatamente dal testo dell'atto, senza necessità di valutazioni interpretative complesse.
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Elicotteri privati con targa USA: è contrabbando di aeromobili
Il caso riguarda il sequestro di diversi elicotteri e aerei utilizzati stabilmente in Italia da soggetti residenti, ma formalmente immatricolati negli Stati Uniti con targa americana tramite trust fiduciari. Il Tribunale del Riesame aveva inizialmente annullato i sequestri ritenendo regolare l'assolvimento dell'IVA in altri paesi dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero, stabilendo che l'immatricolazione extra-UE rende i velivoli merci estere. Di conseguenza, la loro permanenza stabile in Italia senza sdoganamento e iscrizione al registro nazionale configura il reato di contrabbando di aeromobili per evasione dell'IVA all'importazione, che costituisce un diritto di confine. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Azione revocatoria: il trust non salva i beni dal pignoramento
Una banca avvia un'esecuzione forzata contro due coniugi per un debito di 4,6 milioni di euro, pignorando un castello stimato 7,5 milioni. Nelle more, i debitori trasferiscono tutti i loro restanti immobili in un trust. Successivamente, il castello viene venduto all'asta per soli 1,6 milioni. La banca promuove un'azione revocatoria per rendere inefficace il trasferimento dei beni nel trust. La Corte d'Appello accoglie la domanda, ritenendo che i coniugi fossero consapevoli del pregiudizio arrecato, data la crisi del mercato immobiliare e le aste deserte. La Corte di Cassazione conferma la decisione, rigettando il ricorso dei debitori. La Suprema Corte ribadisce che la crisi finanziaria del 2008 è un fatto notorio e che i debitori potevano prevedere l'insufficienza del ricavato della vendita forzata.
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Azione revocatoria del trust: lo scudo cade davanti ai debiti
Una banca ha promosso un'azione revocatoria contro due coniugi fideiussori che avevano costituito un fondo patrimoniale e un trust, conferendovi tutti i loro beni immobili per sottrarli ai creditori. I debitori sostenevano che l'atto istitutivo del trust non potesse essere revocato, non avendo un immediato effetto traslativo dei beni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'azione revocatoria del trust è pienamente ammissibile sia contro l'atto istitutivo sia contro il successivo trasferimento dei beni. I due atti sono infatti strettamente connessi e mirano entrambi alla segregazione patrimoniale, danneggiando la garanzia del creditore.
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Azione revocatoria ordinaria: il trust non salva i beni
Un debitore ha istituito un trust trasferendovi l'intero patrimonio immobiliare, formalmente per adempiere a obblighi di mantenimento familiare. Due fallimenti societari creditori hanno promosso un'azione revocatoria ordinaria per dichiarare inefficace il trasferimento, ritenendolo un tentativo di sottrarre i beni alla garanzia patrimoniale. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno accolto la domanda dei creditori. Il debitore ha proposto ricorso in Cassazione contestando la regolarità dell'intervento di uno dei creditori e la prescrizione dell'azione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per violazione del principio di autosufficienza, poiché i ricorrenti non hanno fornito gli elementi e i documenti necessari per ricostruire la vicenda processuale. Di conseguenza, il trust resta inefficace e i beni immobili rimangono aggredibili dai creditori.
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Collazione ereditaria: escluse le migliorie sulla casa donata
Una madre e un figlio hanno citato in giudizio la figlia e sorella per presunte lesioni della quota legittima sulla successione del padre. Gli attori contestavano l'esclusione dall'asse ereditario di somme depositate su conti correnti e il valore di una casa donata alla sorella. I giudici di merito hanno accertato che i conti correnti erano riferibili a trust del Liechtenstein di cui il defunto era solo procuratore, escludendoli dall'eredità. Inoltre, hanno riconosciuto alla sorella il diritto di dedurre dal valore della donazione le migliorie apportate a proprie spese. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei familiari, confermando che la collazione ereditaria esclude il valore delle migliorie non finanziate dal defunto e che i beni dei trust esteri non rientrano nella successione.
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Tassazione dei redditi del trust: il fisco batte lo schermo
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato un avviso di accertamento a una contribuente per recuperare l'IRPEF sui dividendi distribuiti da una società. Le quote societarie erano state conferite in un trust di famiglia, in cui i coniugi erano contemporaneamente fondatori, amministratori e beneficiari. L'Ufficio ha imputato i redditi direttamente alla contribuente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della donna, confermando che la tassazione dei redditi del trust con beneficiari individuati avviene per trasparenza in capo a questi ultimi. Il fatto che il trust avesse già pagato le imposte non esonera la reale debitrice, ma dà solo diritto al rimborso in favore del trust stesso per evitare la doppia imposizione.
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Azione revocatoria trust: se il trustee è tardivo la banca perde
Una banca ha promosso un'azione revocatoria per dichiarare inefficace la costituzione di un trust gratuito effettuata da una debitrice. La banca ha inizialmente citato in giudizio solo la debitrice e il beneficiario del trust, escludendo il trustee. Solo successivamente, oltre il termine di prescrizione di cinque anni, il giudice ha ordinato l'integrazione del contraddittorio nei confronti del trustee. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della debitrice, stabilendo che nei trust gratuiti il trustee è l'unico litisconsorte necessario insieme al debitore. Poiché il beneficiario non ha legittimazione passiva, la causa originaria contro di lui non ha interrotto la prescrizione verso il trustee. L'azione revocatoria è quindi prescritta. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Discriminazione fiscale enti non residenti: la Cassazione tutela i Trust
Un ente estero senza scopo di lucro, residente nel Regno Unito (il Trust), ha percepito dividendi da società italiane. L'Italia ha applicato una ritenuta fiscale superiore rispetto a quella prevista per enti non commerciali residenti, generando una discriminazione fiscale enti non residenti. Il Trust ha chiesto il rimborso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso principale del Trust, affermando che un 'charitable trust' estero è equiparabile a una fondazione italiana e non può subire un trattamento fiscale deteriore. La sentenza di appello è stata cassata e la causa rinviata per una nuova decisione.
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Trust UK vs Fisco Italiano: Vittoria contro la Discriminazione Fiscale
Un Trust non-profit del Regno Unito, azionista di società italiane, ha subito una Discriminazione Fiscale. I dividendi percepiti tra il 2006 e il 2011 sono stati tassati con una ritenuta superiore rispetto a quella applicata a enti non commerciali italiani, che godevano di un'esenzione del 95%. Il Trust ha chiesto un rimborso, ma le corti tributarie inferiori hanno negato, ritenendo il Trust non comparabile a una fondazione italiana. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che la comparabilità deve basarsi sullo scopo funzionale, non sulla forma giuridica o sul trattamento fiscale nel paese d'origine, annullando la sentenza e rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Trust vs. Creditori: La Cassazione conferma l’Azione revocatoria trust
Una società creditrice ha promosso un'azione revocatoria ordinaria contro un atto di trust (Trust Evo) stipulato da due fratelli, garanti di un finanziamento. La società sosteneva che l'atto pregiudicava le sue ragioni creditorie. I giudici di merito hanno accolto la domanda, ritenendo che l'atto fosse una nuova disposizione patrimoniale e non una semplice proroga di un precedente trust (Trust Epica). La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi dei fratelli e della società trustee, confermando la decisione che l'atto di trust era revocabile. La sentenza ha ribadito che l'Azione revocatoria trust è ammissibile quando l'atto pregiudica i creditori, anche se i beni erano già segregati.
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Azione revocatoria trust: beni aggredibili anche se nel trust
Un creditore ha agito in giudizio per rendere inefficace un trust istituito da un debitore, sostenendo che l'atto aveva sottratto beni al patrimonio aggredibile. Il debitore ha contestato l'azione, affermando che l'atto istitutivo del trust non era revocabile di per sé e che il trasferimento dei beni era un atto dovuto derivante da accordi di divorzio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del debitore. Ha ribadito che l'azione revocatoria trust può colpire l'atto istitutivo se esso include anche il trasferimento dei beni. Ha inoltre escluso che il trust fosse un atto oneroso, confermando l'inefficacia dell'atto e la possibilità per il creditore di aggredire i beni.
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Azione revocatoria trust: Debitori e Creditori perdono in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi principali presentati da due debitori e il ricorso incidentale di una società creditrice in una causa di azione revocatoria trust. I debitori avevano contestato l'inefficacia di un trust istituito per segregare beni, ritenuto pregiudizievole per il creditore. La Cassazione ha respinto i ricorsi dei debitori perché sollevavano questioni nuove non trattate nei gradi precedenti. Ha dichiarato inammissibile anche il ricorso della società creditrice per tardività. La decisione di inefficacia del trust, stabilita in appello, è rimasta quindi valida. La società creditrice è stata condannata a pagare le spese legali alla società trustee.
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Inefficacia del trust: la Banca vince e pignora i beni familiari
Un debitore, dopo aver prestato una garanzia a una Banca, istituisce un trust per trasferire i propri immobili alla moglie separata, nominata trustee. La Banca agisce in giudizio per far dichiarare l'inefficacia del trust, sostenendo che tale atto pregiudica il suo diritto di credito. La Cassazione conferma la decisione a favore della Banca, stabilendo che il trust, essendo stato creato dopo la nascita del debito, non può proteggere i beni. L'atto di disposizione è quindi inefficace nei confronti del creditore, che potrà pignorare gli immobili. Il ricorso dei debitori viene dichiarato inammissibile per vizi procedurali, con condanna alle spese e al risarcimento per lite temeraria.
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Condanna alle spese del trustee: la società paga, non il trust
Una società, in qualità di trustee (amministratore) di un trust, perde una causa per il recupero di un credito. Successivamente, contesta la sentenza che la obbliga a pagare le spese legali. Sostiene che la decisione è nulla perché non chiarisce se a pagare debba essere la società con il proprio patrimonio o il trust con i suoi fondi. La Corte di Cassazione respinge il ricorso. Stabilisce un principio chiaro sulla condanna alle spese del trustee: a pagare è il soggetto che ha agito in giudizio e ha perso, senza che sia necessaria alcuna distinzione. La sentenza è valida perché identifica senza ambiguità la parte soccombente.
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Tassazione Trust: Tasse solo alla Fine, non all’Inizio
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla tassazione del trust. L'Agenzia delle Entrate aveva richiesto il pagamento delle imposte di donazione, ipotecaria e catastale in misura proporzionale al momento della costituzione di un trust. I contribuenti si sono opposti, sostenendo che nessun arricchimento si era ancora verificato. La Corte ha dato loro ragione, affermando che l'atto di istituzione di un trust è fiscalmente neutro. Le imposte proporzionali sono dovute solo nel momento finale, quando i beni vengono effettivamente trasferiti dal trustee ai beneficiari. Alla costituzione, è dovuta solo l'imposta di registro in misura fissa. La sentenza annulla quindi l'avviso di liquidazione dell'Agenzia delle Entrate.
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Contratto Nullo, Imposte Pagate: Negato il Rimborso Senza Prova
Un Trustee chiedeva il rimborso delle imposte versate per il conferimento di un immobile in un trust. La richiesta nasceva dal fatto che un tribunale aveva dichiarato nullo l'atto di acquisto originario dell'immobile. L'Agenzia delle Entrate negava il rimborso. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco, stabilendo un principio chiave sull'onere della prova per il rimborso delle imposte: il contribuente non deve solo dimostrare la nullità dell'atto con una sentenza definitiva, ma deve anche provare che la causa di tale nullità non è imputabile alle parti coinvolte. In assenza di questa prova, il diritto al rimborso viene meno.
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