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Tassazione del trust: fisco sconfitto sulle imposte proporzionali

Il caso riguarda l’impugnazione da parte del Trustee di un avviso di liquidazione con cui l’Agenzia delle Entrate applicava le imposte proporzionali di donazione, ipotecaria e catastale sull’atto di costituzione e dotazione di un trust. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che la tassazione del trust in misura proporzionale non può avvenire al momento della costituzione del vincolo o del trasferimento strumentale dei beni al trustee. Tali atti sono infatti neutri, poiché non determinano un reale e definitivo arricchimento dei beneficiari, che si verificherà solo con il successivo trasferimento dei beni a questi ultimi. Di conseguenza, l’atto iniziale è soggetto esclusivamente alle imposte in misura fissa.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 700 Anno 2022
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Pubblicato il 12 luglio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

La tassazione del trust e il trasferimento dei beni

La tassazione del trust rappresenta da anni un tema centrale e dibattuto nel diritto tributario italiano. Molti contribuenti si chiedono quando sorga effettivamente l’obbligo di pagare le imposte proporzionali sui beni inseriti in un patrimonio separato. La Corte di Cassazione ha chiarito questo dubbio con una importante ordinanza. I giudici hanno stabilito che l’atto di costituzione e dotazione iniziale dei beni non costituisce un autonomo presupposto d’imposta. Il fisco non può pretendere il pagamento delle imposte proporzionali di donazione, ipotecaria e catastale in questa fase iniziale. Il trasferimento dei beni al gestore ha infatti una natura transitoria e strumentale.

Il caso concreto e lo scontro con il fisco

La vicenda nasce dal ricorso presentato dal gestore di un patrimonio, denominato tecnicamente Il Trustee. Quest’ultimo ha impugnato la decisione dell’amministrazione finanziaria che pretendeva il pagamento di ingenti somme a titolo di imposta di donazione, ipotecaria e catastale in misura proporzionale. L’ufficio tributario riteneva che la semplice firma dell’atto pubblico di dotazione immobiliare del trust facesse scattare la tassazione proporzionale sui beni immobili vincolati. Il Trustee ha sostenuto la tesi contraria davanti ai giudici tributari. Egli ha evidenziato che in quel momento non si era verificato alcun reale arricchimento dei beneficiari finali.

L’evoluzione della giurisprudenza sulla tassazione del trust

Nel corso degli anni, i giudici di legittimità hanno modificato il proprio orientamento sul tema. Inizialmente, alcune decisioni ritenevano che la costituzione del vincolo di destinazione fosse di per sé un indice di ricchezza da tassare immediatamente. Successivamente, la giurisprudenza ha abbandonato questa interpretazione. La Corte ha compreso che il trasferimento dei beni dal disponente al gestore non arricchisce quest’ultimo. Il gestore non diventa proprietario dei beni nel senso comune del termine. Egli ha solo il compito di amministrarli temporaneamente e di proteggerli. Il vero incremento di ricchezza si realizza solo quando i beni passano definitivamente nelle mani dei beneficiari designati.

Le motivazioni della decisione sulla tassazione del trust

I giudici della Suprema Corte hanno fondato la decisione su solidi principi costituzionali. L’articolo 53 della Costituzione stabilisce che tutti devono concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Questa capacità richiede un collegamento oggettivo e ragionevole tra il tributo e un effettivo indice di ricchezza. L’atto di dotazione del trust non esprime alcuna capacità contributiva immediata. Dal lato del disponente vi è solo una limitazione del potere di disporre dei propri beni. Dal lato del gestore vi è un’attribuzione patrimoniale meramente formale e vincolata allo scopo. Non esiste un incremento stabile e misurabile di ricchezza in capo a nessuno dei soggetti coinvolti in questa fase. Per questo motivo, l’applicazione delle imposte proporzionali risulta illegittima. L’atto iniziale deve essere assoggettato esclusivamente alle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa.

Le conclusioni sulla tassazione del trust

La decisione della Cassazione rappresenta una vittoria fondamentale per i contribuenti e i professionisti del settore. La Corte ha accolto il ricorso del Trustee e ha annullato la decisione sfavorevole emessa dal giudice d’appello. Questo verdetto conferma che il fisco deve attendere il trasferimento definitivo dei beni ai beneficiari prima di poter applicare le aliquote proporzionali. Fino a quel momento, l’operazione rimane fiscalmente neutra per quanto riguarda l’imposta sulle donazioni. La pronuncia offre una maggiore certezza del diritto e protegge i patrimoni familiari da prelievi fiscali anticipati e ingiustificati.

Quando si applica l’imposta proporzionale di donazione nel trust?
L’imposta proporzionale si applica solo al momento del trasferimento definitivo dei beni dal gestore ai beneficiari finali, e non all’atto della costituzione.

Quali imposte si pagano al momento della costituzione del trust?
Al momento della costituzione e della dotazione iniziale dei beni si applicano esclusivamente le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa.

Perché il trasferimento iniziale dei beni al gestore non viene tassato con aliquota proporzionale?
Il trasferimento iniziale ha natura transitoria e strumentale, quindi non determina un reale e definitivo arricchimento o incremento patrimoniale per il gestore.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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