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Tribunale Di Sorveglianza — Anno 2025

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402 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Tribunale Di Sorveglianza

Provvedimenti

Espulsione sanzione sostitutiva: legami familiari
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro l'ordinanza che disponeva la sua espulsione come sanzione sostitutiva. La decisione si fonda sulla corretta valutazione del Tribunale di Sorveglianza, che aveva accertato la totale assenza di legami familiari e di prospettive di risocializzazione del soggetto in Italia, unita alla sua pericolosità sociale derivante dalla gravità del reato commesso.
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Ricorso in Cassazione: obbligo di firma dell’avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso in Cassazione presentato personalmente da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., come modificato dalla Legge n. 103/2017, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore iscritto all'albo speciale della Cassazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione presentato da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali, che richiedono la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale, e non la firma personale dell'interessato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Liberazione anticipata: valutazione condotta successiva
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza che negava la liberazione anticipata basandosi su reati commessi anni dopo il periodo di detenzione in esame. La Corte stabilisce che la valutazione non può essere meccanica ma deve considerare l'intero percorso rieducativo del condannato, includendo anche i lunghi periodi di buona condotta successivi alla ricaduta. Il caso riguardava una richiesta di liberazione anticipata per il periodo 2008-2012, negata a causa di reati del 2015, senza considerare il comportamento positivo tenuto fino al 2023.
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Permesso Premio: quando la Cassazione lo nega
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto, condannato per gravi reati legati alla criminalità organizzata, confermando il diniego del permesso premio. La decisione si fonda sulla persistente pericolosità sociale del soggetto e sull'assenza di una reale e profonda revisione critica del proprio passato criminale. Secondo i giudici, la partecipazione formale ai programmi di trattamento e le dichiarazioni di dissociazione non sono sufficienti se contraddette da comportamenti manipolatori, contatti con l'ambiente criminale e una mancata interiorizzazione del percorso rieducativo.
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Proroga 41-bis: la Cassazione chiarisce i criteri
Un detenuto in ergastolo, ex figura di spicco di un'organizzazione mafiosa, contesta la proroga del regime 41-bis. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, ritenendo legittima la decisione del Tribunale di Sorveglianza. La sentenza sottolinea come, per la proroga 41-bis, siano determinanti il ruolo apicale ricoperto in passato, l'operatività attuale del clan e il persistente rischio di contatti con l'esterno, elementi che superano la presunta dissociazione del detenuto.
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Detenzione domiciliare: no se il ravvedimento è incerto
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della detenzione domiciliare a un detenuto, nonostante i pareri favorevoli e una recente collaborazione con la giustizia. La decisione si fonda sulla valutazione del Tribunale di sorveglianza, che ha ritenuto il percorso di ravvedimento del soggetto non ancora solido e affidabile, a causa della sua condotta carceraria pregressa e di un atteggiamento giustificativo verso i gravi reati commessi. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione del merito, se logica e ben motivata, non è sindacabile in sede di legittimità.
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Revoca affidamento in prova: quando è retroattiva
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza in un caso di revoca affidamento in prova. La misura è stata annullata con effetto retroattivo (ex tunc) a causa della commissione di nuovi reati da parte del condannato poco dopo l'inizio del beneficio. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per la sua genericità, non avendo contestato specificamente le motivazioni del giudice di merito.
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Ricorso Cassazione difensore: l’obbligo di firma
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato personalmente da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sull'obbligo, introdotto dalla legge n. 103/2017, che il ricorso Cassazione difensore sia sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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41-bis: quando è legittima la proroga del carcere duro?
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un detenuto condannato all'ergastolo contro la proroga del regime speciale di detenzione 41-bis. La Corte ha stabilito che per giustificare la proroga non è necessaria la prova certa dei collegamenti con l'associazione criminale, ma è sufficiente una 'ragionevole probabilità'. La decisione si è basata sul profilo criminale del soggetto, sulla persistente operatività del suo clan e sulla sua condotta in carcere, che non ha mostrato alcun segno di ravvedimento.
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Revoca detenzione domiciliare: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la revoca della detenzione domiciliare. La misura era stata revocata a seguito di un comportamento (denudarsi di fronte alla polizia durante un controllo) ritenuto dal Tribunale di Sorveglianza incompatibile con la prosecuzione del beneficio. La Corte ha stabilito che la valutazione della gravità del comportamento spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità, se non per manifesta illogicità, qui non riscontrata.
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Affidamento in prova: i criteri per la concessione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro il diniego dell'affidamento in prova. La decisione sottolinea che il Tribunale di Sorveglianza ha correttamente basato il suo giudizio prognostico negativo su elementi quali la gravità dei reati commessi, la condotta carceraria e, soprattutto, l'assenza di un percorso graduale di reinserimento, confermando il principio di progressività nell'accesso ai benefici penitenziari.
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Ricorso Cassazione avvocato: l’obbligo di firma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato perché presentato personalmente e non tramite un avvocato cassazionista. La decisione ribadisce che, dopo la riforma del 2017, la sottoscrizione da parte di un difensore specializzato è un requisito fondamentale per il ricorso per cassazione, la cui mancanza comporta l'inammissibilità dell'atto e la condanna al pagamento di spese e sanzioni.
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Aspecificità del ricorso: quando l’appello è nullo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia di sorveglianza. La decisione si fonda sulla aspecificità del ricorso, poiché il ricorrente si era limitato a richiamare una memoria depositata in un precedente grado di giudizio senza esporre chiaramente le critiche alla decisione impugnata. La Corte ha ribadito che non basta menzionare un documento, ma è necessario argomentare in modo specifico il motivo del dissenso, pena l'inammissibilità.
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Permesso di necessità: Cassazione inammissibile ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. Quest'ultimo aveva concesso un permesso di necessità di due giorni a un detenuto, basando la decisione sulla sua buona condotta, sull'assenza di legami attuali con la criminalità organizzata e sulla mancanza di pericolo di fuga. La Suprema Corte ha stabilito che le censure del ricorrente erano generiche e si basavano su doglianze di fatto, non consentite in sede di legittimità, confermando la validità della valutazione del Tribunale.
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Revoca affidamento in prova: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro la revoca dell'affidamento in prova. La decisione si basa su ripetute violazioni delle prescrizioni, comportamenti aggressivi verso i familiari e una generale mancanza di serietà nel percorso di reinserimento. La Corte ha stabilito che, ai fini della revoca affidamento in prova, possono essere valutati anche fatti non ancora accertati giudizialmente, poiché ciò che conta è la risposta negativa complessiva al trattamento.
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Liberazione anticipata: valutazione condotta del detenuto
Una richiesta di liberazione anticipata è stata parzialmente negata a causa di pendenze per associazione mafiosa. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il tribunale non aveva verificato con precisione se la condotta illecita fosse effettivamente avvenuta nel semestre in esame. La sentenza sottolinea l'importanza di una valutazione temporale specifica della condotta del detenuto, non potendo basarsi su accuse generiche o sulla sola data dell'arresto.
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Revoca detenzione domiciliare: motivi del rigetto
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca della detenzione domiciliare per un soggetto che, durante la misura, ha pubblicato video su una piattaforma social, si è fatto un tatuaggio e ha conversato con un vicino pregiudicato. Tali comportamenti, considerati nel loro complesso, sono stati ritenuti sintomatici di un atteggiamento di sfida e di mancata adesione al percorso rieducativo, giustificando così la decisione del Tribunale di Sorveglianza. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando come la condotta del detenuto fosse incompatibile con il beneficio concesso.
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Liberazione anticipata: reati in carcere la negano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto a cui era stata negata la liberazione anticipata. La decisione si fonda sulla commissione, durante il periodo di carcerazione, di un grave reato (partecipazione ad associazione mafiosa). Questo comportamento, secondo la Corte, dimostra il fallimento del percorso rieducativo e rende irrilevante la mera adesione formale alle regole carcerarie, giustificando pienamente il diniego del beneficio.
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Espulsione straniero detenuto: Cassazione inammissibile
Un cittadino straniero, detenuto in esecuzione di una pena, ha presentato ricorso contro il decreto di espulsione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'espulsione straniero detenuto, prevista dal D.Lgs. 286/98, costituisce una misura alternativa atipica e obbligatoria quando sussistono le condizioni di legge, come la mancanza di un valido titolo di soggiorno. Questa misura prevale su altre misure alternative e mira a ridurre il sovraffollamento carcerario.
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