La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto ultraottantenne affetto da gravi patologie, che chiedeva il rinvio della pena o la detenzione domiciliare. La sentenza sottolinea come, nel bilanciamento tra il diritto alla salute e la sicurezza collettiva, la detenzione e malattia siano compatibili se le cure necessarie possono essere fornite in carcere e se il soggetto presenta un'elevata pericolosità sociale. La decisione del Tribunale di sorveglianza, che aveva negato il beneficio, è stata ritenuta corretta e ben motivata.
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