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Travisato

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Aggettivo che indica una persona che ha alterato il proprio aspetto, ad esempio coprendosi il volto, per non essere riconosciuta. Costituisce un'aggravante in alcuni reati.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Diniego Pene Sostitutive: Precedenti Penali Battono Risarcimento
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego delle pene sostitutive per un uomo condannato per tentato furto aggravato. Nonostante l'imputato avesse offerto un risarcimento alla vittima, i giudici hanno ritenuto prevalenti altri fattori. La decisione si è basata sui numerosi precedenti penali dell'uomo, inclusa una condanna per evasione dagli arresti domiciliari. Questo passato ha dimostrato una sua totale inaffidabilità e un concreto pericolo di recidiva, giustificando la scelta di non concedere misure alternative al carcere. La sentenza ribadisce l'ampio potere discrezionale del giudice nel valutare la personalità del condannato.
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Ne bis in idem: errore sui termini di impugnazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero dell'Istruzione contro una sentenza che dichiarava inammissibile il suo appello per presunta tardività. Il caso riguardava il riconoscimento dell'anzianità di servizio per un lavoratore con contratti a termine. La Corte d'Appello aveva erroneamente identificato la sentenza impugnata, applicando i termini di scadenza a un provvedimento precedente anziché a quello effettivamente contestato, emesso in violazione del principio del ne bis in idem. La Suprema Corte ha rilevato il travisamento dei fatti e ha ordinato il rinvio della causa.
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Ricorso tardivo: inammissibilità e sanzioni penali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione presentata da un imputato condannato per ricettazione a causa di un ricorso tardivo. Nonostante la difesa avesse sollevato eccezioni su vizi di notifica e travisamento dei fatti relativi alla pertinenza di un'area privata, il deposito dell'atto è avvenuto oltre il termine di quindici giorni previsto dalla legge. Poiché la motivazione della sentenza era stata letta contestualmente in udienza, il termine per impugnare decorreva da quel momento, rendendo irrilevante ogni altra contestazione di merito.
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Animus necandi: quando scatta il tentato omicidio
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di tentato omicidio, ribadendo che l'animus necandi si desume oggettivamente dalle modalità dell'azione. Nonostante la difesa sostenesse una reazione difensiva a seguito di una colluttazione, le riprese video hanno dimostrato la natura premeditata dell'agguato. L'esplosione di cinque colpi di pistola a distanza ravvicinata e verso parti vitali conferma l'intento omicida, rendendo il carcere l'unica misura idonea a contenere la pericolosità sociale del soggetto.
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Prova del DNA: quando è valida nel rito abbreviato?
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per furto aggravato, stabilendo che la scelta del rito abbreviato sana le irregolarità procedurali nella raccolta della prova del DNA, a meno che non si tratti di 'inutilizzabilità patologica'. La Corte ha chiarito che il sequestro di un oggetto contenente DNA, come un mozzicone di sigaretta, non richiede le stesse garanzie difensive del prelievo coattivo sulla persona, rendendo la prova pienamente utilizzabile.
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