Un'imprenditrice è stata condannata per **sottrazione al pagamento delle accise** su 419 litri di grappa, detenuti senza la dovuta documentazione. Ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la notifica del decreto di citazione per l'appello, l'errata valutazione di documenti (DAS) e chiedendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto la notifica regolare, dato che l'elezione di domicilio non era formalmente valida. Ha confermato la corretta valutazione delle prove e ha escluso la particolare tenuità del fatto, considerando la quantità di alcol, la natura professionale e la non isolata violazione. L'imprenditrice dovrà pagare le spese processuali e una sanzione di 3.000 euro.
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