Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza di condanna di un cittadino per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate. La Cassazione ha accolto il ricorso rilevando gravi errori nel calcolo della pena. In particolare, in tema di reato continuato, il giudice di merito ha erroneamente individuato come violazione più grave il delitto di lesioni anziché quello di resistenza, che prevede una pena edittale massima superiore (cinque anni contro quattro anni e sei mesi). Inoltre, sono stati riscontrati errori materiali nel calcolo della recidiva e della continuazione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio, rinviando il caso alla Corte d'appello per la ricalcolazione della pena, mentre la colpevolezza dell'imputato è ormai definitiva.
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