Il Proprietario di un immobile commerciale, dopo il mancato pagamento dell'affitto da parte dell'Inquilino, cambiava le serrature del locale e, ore dopo, lo minacciava di morte per impedirgli di rientrare. I giudici di merito lo condannavano per esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle persone. La Cassazione ha però ridefinito il caso: poiché il possesso del locale era già stato recuperato con il cambio della serratura, la successiva minaccia costituisce un reato autonomo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha riqualificato i fatti come esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose in concorso con il reato di minaccia. La sentenza è stata annullata limitatamente al trattamento sanzionatorio, con rinvio alla Corte d'appello per il ricalcolo della pena.
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