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Trascrizione Della Domanda Giudiziale

25 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La registrazione nei pubblici registri immobiliari di un'azione legale riguardante un bene immobile. Ha lo scopo di 'prenotare' gli effetti della futura sentenza, rendendola opponibile a terzi che abbiano acquisito diritti sul bene dopo la trascrizione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cancellazione Trascrizione Revocatoria: Accordo Chiude la Vertenza
Un Lavoratore aveva proposto ricorso in Cassazione contro il Fallimento di un'Azienda, che aveva ottenuto una sentenza di revocatoria su un suo immobile. Successivamente, il Lavoratore ha rinunciato al ricorso, portando all'estinzione del giudizio. Le parti hanno poi chiesto congiuntamente la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale di revocatoria sull'immobile. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, ordinando al Conservatore dei registri immobiliari di procedere alla cancellazione. Questo chiarisce che l'accordo delle parti può risolvere la questione della trascrizione anche dopo l'estinzione del giudizio.
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Trascrizione della domanda giudiziale: dati errati e terzi
Una promissaria acquirente stipula un preliminare per un immobile da costruire. A causa dell'inadempimento del venditore, promuove una causa ed effettua la trascrizione della domanda giudiziale. Successivamente, il venditore aliena lo stesso bene a terzi. Ottenuta la sentenza favorevole, l'acquirente chiede il rilascio del bene al terzo occupante. Tuttavia, i giudici rilevano che la nota di trascrizione riportava dati catastali errati e non pertinenti nel Quadro B, creando un'incertezza insanabile sull'identificazione del bene. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'acquirente, confermando che l'errore rende inefficace l'atto verso i terzi e che la compensazione delle spese è legittima per la complessità del caso.
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Trascrizione della domanda giudiziale: tutela contro il fallimento
Un acquirente stipula un contratto preliminare per l'acquisto di un appartamento. Il venditore non trasferisce l'immobile e l'acquirente promuove una causa civile per ottenere il trasferimento forzato della proprietà. L'acquirente provvede regolarmente alla trascrizione della domanda giudiziale nei registri immobiliari prima che la società venditrice fallisca. Dopo la dichiarazione di fallimento, la curatela fallimentare tenta di sciogliersi dal preliminare per trattenere l'immobile nella massa dei creditori. La Suprema Corte di Cassazione respinge il ricorso della curatela e conferma il trasferimento dell'immobile in favore dell'acquirente. L'originaria trascrizione della domanda giudiziale prevale infatti sui poteri del curatore fallimentare e salva l'acquisto dell'immobile.
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Cancellazione della trascrizione della domanda: rinuncia e stop
Nel corso di una controversia ereditaria, la parte vittoriosa ha presentato ricorso in Cassazione per ottenere la cancellazione della trascrizione della domanda sui propri immobili, lamentando l'omessa pronuncia da parte della Corte in una precedente ordinanza. Prima che i giudici potessero decidere in camera di consiglio, la parte istante ha depositato un atto di rinuncia formale alla richiesta di correzione. La Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia e ha dichiarato non luogo a provvedere sul ricorso. Non è stata emessa alcuna condanna alle spese processuali poiché la controparte non ha svolto attività difensiva, né è stato imposto il versamento del doppio contributo unificato.
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Trasferimento coattivo dell’immobile e revoca socio
Un cittadino ha richiesto il trasferimento coattivo dell'immobile di edilizia residenziale pubblica precedentemente promesso da una cooperativa edilizia. La Corte d'Appello ha accolto la richiesta del soggetto ordinando il passaggio di proprietà del bene. La cooperativa edilizia ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, contestando la perdita della qualità di socio da parte dell'acquirente, la mancata offerta del prezzo pattuito e l'inefficacia della trascrizione della domanda dopo venti anni. I giudici di legittimità hanno rilevato la complessità giuridica delle questioni sollevate e hanno stabilito che la vicenda non consente una decisione rapida in camera di consiglio. La Corte ha quindi disposto la trattazione del caso in pubblica udienza per un esame approfondito.
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Tentata estorsione: quando la causa civile diventa un ricatto
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia in carcere per un noto imprenditore accusato di tentata estorsione. L'indagato, utilizzando una società di comodo intestata a prestanomi, ha avviato una causa civile del tutto infondata e ha trascritto la relativa domanda giudiziale su un importante complesso immobiliare. Questa mossa ha bloccato la vendita degli immobili da parte della società proprietaria. Successivamente, l'imprenditore ha chiesto un milione e mezzo di euro e il trasferimento di un hotel di lusso per rinunciare alla causa e sbloccare i beni. I giudici hanno stabilito che l'uso strumentale e pretestuoso di azioni legali, finalizzato esclusivamente a costringere la vittima a pagare somme non dovute, integra pienamente il reato di tentata estorsione, respingendo la tesi difensiva di una semplice trattativa commerciale.
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Trascrizione della domanda giudiziale: vince il terzo acquirente
Una promissaria acquirente trascrive nel 1996 una domanda per ottenere il trasferimento di un immobile in costruzione. Nelle more del giudizio, il costruttore vende l'immobile a terzi, che poi lo rivendono. Ottenuta la sentenza favorevole nel 2008, la promissaria acquirente ne chiede la trascrizione e rivendica la proprietà contro gli ultimi acquirenti. La Corte d'Appello rigetta la domanda per difformità tra la descrizione dell'immobile nella nota originaria e quella nella sentenza, escludendo l'effetto prenotativo. La Cassazione conferma la decisione: la trascrizione della domanda giudiziale è inopponibile ai terzi se la nota di trascrizione non consente l'esatta descrizione del bene, specie se l'immobile era già accatastato prima della trascrizione e i dati catastali potevano essere indicati con precisione. Vince l'ultimo acquirente, la promissaria acquirente perde e paga le spese.
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Cancellazione della trascrizione: la Cassazione corregge l’errore
Due parti private raggiungono un accordo e rinunciano a un giudizio davanti alla Corte di Cassazione. La Corte dichiara l'estinzione del processo, ma dimentica di ordinare la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale nei registri immobiliari, nonostante la richiesta concorde dei contendenti. Le parti presentano quindi un ricorso congiunto per correggere questo errore materiale. La Suprema Corte accoglie la richiesta e stabilisce che, per garantire la ragionevole durata del processo e l'economia dei giudizi, il giudice di legittimità deve ordinare la cancellazione della trascrizione in caso di estinzione per rinuncia, purché vi sia l'accordo delle parti. Di conseguenza, la Corte dispone la correzione dell'ordinanza precedente, ordinando formalmente la cancellazione della trascrizione.
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Permuta di cosa futura: il bivio tra proprietà e fallimento
I Privati cedono un terreno a una Cooperativa in cambio di una villetta da costruire, configurando una permuta di cosa futura. Successivamente, la Cooperativa entra in liquidazione coatta amministrativa. I Privati chiedono la rivendica della proprietà della villetta ultimata e l'ammissione al passivo di vari crediti. Il Tribunale accoglie la domanda di rivendica. La Cooperativa ricorre in Cassazione contestando la qualificazione del contratto, gli effetti della trascrizione e la facoltà di scioglimento del rapporto. La Suprema Corte, rilevando la complessità delle questioni giuridiche sollevate, non decide il merito ma rinvia la causa alla pubblica udienza per un ulteriore approfondimento.
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Acquisto a non domino: riceve un terreno in dono ma deve restituirlo
Una donna riceve in donazione un terreno da un uomo. I legittimi proprietari, che avevano già una causa in corso contro il donante, ottengono una sentenza per riavere l'immobile e agiscono contro la donna. Quest'ultima si oppone, sostenendo che la sentenza non sia valida nei suoi confronti. La Corte di Cassazione ha respinto definitivamente il suo ricorso. Il caso ruota attorno al concetto di **acquisto a non domino**, ovvero l'aver ricevuto un bene da chi non era il vero proprietario. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per gravi vizi procedurali, condannando la donna a restituire il terreno e a pagare le spese legali.
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Vende tutto per non pagare i debiti: l’azione revocatoria vince
Due debitori vendono tutti i loro immobili a una società per sottrarli a una banca creditrice di oltre un milione di euro. La banca agisce in giudizio per far dichiarare la vendita inefficace. I giudici le danno ragione, basandosi su una serie di indizi schiaccianti: il prezzo pagato solo dopo la vendita, l'apertura di conti correnti nella stessa banca svizzera da parte di venditori e acquirente, e la continuazione della locazione a favore dei vecchi proprietari. La Corte ha confermato che si trattava di un'operazione fraudolenta, accogliendo l'azione revocatoria. La vendita, pur restando valida tra le parti, non è opponibile alla banca, che potrà così pignorare gli immobili per recuperare il suo credito.
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Sentenza ex art. 2932 c.c.: Pagamento è Obbligo, non Condizione
Un promissario acquirente ottiene una sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c. per il trasferimento di un immobile, subordinata al pagamento del prezzo. Nel frattempo, i venditori vendono lo stesso bene a una società che estingue il mutuo, rendendo impossibile per il primo acquirente adempiere alla sua condizione. La Cassazione chiarisce un principio fondamentale: il pagamento del prezzo in questi casi non è una condizione sospensiva che blocca il trasferimento, ma un'obbligazione. La proprietà passa con la sentenza definitiva. Il mancato pagamento è un inadempimento che può portare alla risoluzione del contratto, ma non rende nullo in automatico il trasferimento già avvenuto. La Corte ha quindi accolto il ricorso del primo acquirente.
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Leasing Usurario: le aziende rinunciano e il giudizio si estingue
Due società avevano citato in giudizio una società di leasing, sostenendo che i tassi di interesse dei loro contratti di leasing immobiliare fossero usurari. Dopo aver perso nei gradi di merito, le società hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, hanno ritirato il loro ricorso e la società di leasing ha accettato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, chiudendo definitivamente la controversia senza pronunciarsi sull'usura e ordinando la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale sugli immobili.
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Cessazione della materia del contendere e immobili
In un conflitto relativo a un contratto preliminare di vendita, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo durante il giudizio di legittimità. La Suprema Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, disponendo la riunione di due ricorsi identici depositati per errore tecnico e ordinando la cancellazione delle trascrizioni della domanda giudiziale e della sentenza di primo grado per liberare l'immobile da vincoli processuali ormai superati.
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Rivendicazione beni: soci senza azione diretta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soci che, dopo la risoluzione di un contratto di cessione quote, chiedevano la restituzione di immobili appartenenti alla società. La decisione si fonda sulla carenza di legittimazione attiva dei soci a esperire l'azione di rivendicazione beni, che spetta unicamente alla società, e sulla mancata trascrizione della domanda giudiziale, che rende la sentenza inopponibile ai terzi acquirenti.
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Successione diritto controverso: la guida completa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31569/2025, ha chiarito un punto cruciale in tema di successione diritto controverso. Nel caso di una causa per violazione delle distanze legali, se l'immobile viene venduto a terzi, la sentenza è opponibile ai nuovi acquirenti se questi vengono chiamati in giudizio, anche in appello. La chiamata in causa li rende parti del processo, superando la mancata trascrizione della domanda giudiziale iniziale. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente dichiarato inopponibile la condanna ai nuovi proprietari.
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Cessazione materia del contendere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito di un accordo transattivo tra le parti. La vicenda, nata da una complessa serie di vendite immobiliari e una successiva operazione di sale and lease-back, si conclude con la cessazione della materia del contendere. La Suprema Corte ha ordinato la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale, stabilendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del processo: cancellazione trascrizione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo a seguito di rinuncia agli atti delle parti. L'ordinanza chiarisce che la Corte può ordinare la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale solo per il contenzioso ancora pendente e non per quello già definito con sentenza passata in giudicato. Di conseguenza, viene ordinata la cancellazione per un immobile ma non per un altro, la cui vicenda processuale si era già conclusa.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene d'ufficio per la correzione errore materiale in un decreto che indicava una data errata per la trascrizione di una domanda giudiziale. L'ordinanza stabilisce la sostituzione della data sbagliata (12 settembre 2012) con quella corretta (1° agosto 2013), basandosi sulla documentazione in atti, senza disporre sulle spese.
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Cessazione materia del contendere: la guida completa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito di un accordo transattivo tra le parti. L'ordinanza stabilisce la cessazione della materia del contendere, con compensazione delle spese legali e ordine di cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale, evidenziando come un accordo risolva definitivamente la lite.
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