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34 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Per Trattati di Roma si intendono due trattati firmati a Roma il 25 marzo 1957: il trattato che istituisce la Comunità economica europea e il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica. Insieme al trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, firmato a Parigi il 18 aprile del 1951, rappresentano il momento costitutivo delle Comunità europee. Per Trattato di Roma si intende il primo di questi documenti, il cui nome è stato successivamente cambiato in Trattato che istituisce la Comunità europea (TCE) dopo l'entrata in vigore del Trattato di Maastricht e di nuovo cambiato in Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), all'entrata in vigore del Trattato di Lisbona.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rimborso Contributi INPS: Aiuti di Stato illegittimi e il no della Cassazione
Un Lavoratore ha chiesto il rimborso di contributi INPS versati tra il 2002 e il 2008, sostenendo di aver diritto a un'agevolazione per i danni subiti da un sisma. Questa agevolazione era stata però dichiarata "Aiuto di Stato illegittimo" dalla Commissione Europea. Il Lavoratore ha impugnato la decisione che gli negava il rimborso, affermando che la normativa prevedeva eccezioni per le calamità naturali e per chi non svolgeva attività d'impresa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che il Lavoratore non aveva dimostrato di rientrare nelle eccezioni previste dalla decisione europea. Pertanto, il "Rimborso contributi INPS" non era dovuto.
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Imposta unica scommesse: errore di calcolo salva la società
Una società di scommesse estera ha impugnato un avviso di accertamento per l'Imposta unica sulle scommesse relativa al 2015. L'Amministrazione Finanziaria aveva applicato un metodo di calcolo forfettario introdotto da una legge del 2014. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che una legge successiva del 2015 aveva posticipato l'entrata in vigore di quel metodo al 1° gennaio 2016. Di conseguenza, per l'annualità 2015, l'imposta doveva essere calcolata con la normativa precedente, più favorevole al contribuente. La sentenza è stata quindi annullata con rinvio per il ricalcolo del tributo.
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Tassazione Dividendi Fondi Esteri: Fisco KO, vince il Diritto UE
Un fondo di investimento statunitense ha contestato la ritenuta del 15% applicata ai dividendi ricevuti da società italiane, ritenendola discriminatoria rispetto al trattamento più favorevole (tassazione al 12,5%) riservato ai fondi italiani. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la diversa tassazione dividendi fondi esteri viola il principio di libera circolazione dei capitali sancito dal diritto dell'Unione Europea. Anche se prevista da una convenzione bilaterale, la norma nazionale che penalizza l'investitore estero deve essere disapplicata se contrasta con i principi UE. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione e rinviato il caso per un nuovo giudizio.
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Giudicato vs Aiuti di Stato: Rimborso Fiscale Bloccato
Un contribuente ottiene una sentenza definitiva che gli riconosce il diritto a un rimborso fiscale per i danni di un sisma. L'Amministrazione Finanziaria si rifiuta di pagare, perché una decisione della Commissione Europea ha successivamente qualificato quell'agevolazione come un aiuto di Stato illegittimo. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: nel giudizio di ottemperanza e aiuti di Stato, il giudice non deve limitarsi a ordinare l'esecuzione della sentenza, ma ha il potere e il dovere di verificare la compatibilità del rimborso con il diritto dell'Unione Europea. Di conseguenza, il diritto UE prevale sulla sentenza nazionale, anche se definitiva, bloccando di fatto il rimborso.
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Tassazione dividendi non residenti: Fisco KO, vince la Banca
Una banca tedesca ha contestato la maggiore ritenuta fiscale applicata dall'Italia sui dividendi percepiti da società italiane, rispetto a quella prevista per le società residenti. La Corte di Cassazione ha confermato che questa differenza costituisce una tassazione discriminatoria dei dividendi per i non residenti, vietata dal principio UE di libera circolazione dei capitali. Secondo la Corte, la presenza di una convenzione contro la doppia imposizione non giustifica la disparità di trattamento se non la elimina completamente. Di conseguenza, l'azienda estera ha diritto al rimborso della maggiore imposta versata, per essere equiparata a un investitore italiano. La banca vince la causa contro l'Amministrazione Finanziaria.
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Esclusione IVA da agevolazioni fiscali: Fisco batte Contribuente
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di agevolazioni tributarie concesse a seguito di calamità naturali. Un contribuente aveva ottenuto la sospensione e rateizzazione dei pagamenti fiscali, includendo anche l'IVA. L'Agenzia delle Entrate ha contestato questa inclusione. La Suprema Corte ha dato ragione al Fisco, affermando la necessaria esclusione IVA da agevolazioni fiscali. L'IVA, essendo un tributo armonizzato a livello europeo, non può essere oggetto di condoni o riduzioni decisi unilateralmente dallo Stato italiano. La sua riscossione è un obbligo inderogabile. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, rinviando il caso per un nuovo esame che applichi questo principio.
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Tassazione dividendi fondi esteri: Fisco KO, vince la parità UE
Un fondo di investimento statunitense ha contestato la ritenuta fiscale del 15% applicata ai suoi dividendi di fonte italiana, ritenendola discriminatoria rispetto all'aliquota più bassa (12,5%) prevista per i fondi residenti in Italia. L'Amministrazione Finanziaria aveva negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha dato ragione al fondo, stabilendo un principio fondamentale sulla tassazione dividendi fondi esteri. Ha affermato che il principio europeo di libera circolazione dei capitali, che si estende anche a Paesi terzi come gli USA, prevale. La convenzione bilaterale Italia-USA non può giustificare una discriminazione. Pertanto, la norma del trattato va interpretata in modo da applicare al fondo statunitense la stessa aliquota più favorevole riservata ai fondi nazionali, per evitare una restrizione ingiustificata ai movimenti di capitale.
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Addizionale IRES: Tassa legittima per le banche, ricorso respinto
Una compagnia di assicurazioni ha contestato il rifiuto di rimborso dell'addizionale IRES, una sovraimposta dell'8,5% applicata nel 2013 ai settori finanziario e assicurativo. La società sosteneva che la tassa fosse incostituzionale e configurasse un aiuto di Stato vietato dall'UE. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la piena legittimità del prelievo. I giudici hanno stabilito che l'addizionale IRES era una misura temporanea e ragionevole, giustificata dalla necessità di spostare il carico fiscale in un periodo di crisi. Inoltre, non violava le norme europee perché si applicava a tutte le imprese del settore operanti in Italia, senza creare vantaggi selettivi. L'Agenzia delle Entrate ha quindi vinto la causa.
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Onere della prova scommesse illegali: colpevoli ma liberi
Due gestori di un centro scommesse sono stati condannati per aver raccolto giocate per un operatore straniero senza licenza italiana. In loro difesa, sostenevano che il bando di gara statale fosse discriminatorio e antieconomico. La Corte di Cassazione ha respinto la loro tesi, stabilendo un principio fondamentale sull'onere della prova scommesse illegali: spetta all'imputato, e non all'accusa, dimostrare che il bando era effettivamente discriminatorio. Nonostante abbia confermato la colpevolezza nel merito, la Corte ha annullato la sentenza. Il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione, poiché era trascorso troppo tempo dai fatti. I gestori, quindi, non sconteranno alcuna pena.
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Sconto fiscale per sisma: quando è un aiuto di Stato illegittimo
Una società in liquidazione, colpita da una calamità naturale, si oppone a una cartella di pagamento per IVA e IRAP, sostenendo di avere diritto a una riduzione del 50% prevista da una legge nazionale. L'Agenzia delle Entrate contesta la norma, definendola un aiuto di Stato incompatibile con il diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione dà ragione al Fisco, stabilendo che la riduzione fiscale configura Aiuti di Stato illegittimi. In particolare, lo sconto sull'IVA viola il principio di neutralità fiscale. La Corte annulla la precedente decisione e rinvia il caso a un nuovo giudice, il quale dovrà verificare se il beneficio per le altre imposte possa rientrare nei limiti degli aiuti 'de minimis', con l'onere della prova a carico dell'impresa.
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Abuso di posizione dominante: operatore vs rivali, la Cassazione rinvia
Due società di telecomunicazioni hanno accusato l'operatore principale del mercato di abuso di posizione dominante. Secondo le accuse, l'operatore dominante, controllando la rete telefonica (mercato 'a monte'), avrebbe ostacolato le società concorrenti che offrivano servizi a valore aggiunto (mercato 'a valle'), causandone l'uscita dal mercato. La questione centrale riguarda la corretta definizione del mercato rilevante e la prova che le azioni dell'operatore dominante fossero illegittime e dannose. La Corte di Cassazione, data l'importanza e la complessità dei temi trattati, non ha emesso una decisione finale ma ha rinviato il caso a una pubblica udienza per un'analisi più approfondita. Di conseguenza, la controversia sull'abuso di posizione dominante resta aperta.
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Aiuti di Stato: niente rimborso contributi se si supera il danno
Un'impresa colpita da un'alluvione nel 1994 chiede il rimborso del 90% dei contributi previdenziali versati, basandosi su una legge a sostegno delle zone calamitate. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. La decisione si fonda sul principio europeo che vieta gli Aiuti di Stato e la sovra compensazione. I giudici hanno calcolato che l'impresa, tra finanziamenti per la rilocalizzazione e altri benefici, aveva già ricevuto aiuti per un importo superiore al danno subito. Il rimborso dei contributi avrebbe quindi generato un arricchimento ingiustificato, violando le regole sulla concorrenza. La Corte ha stabilito che gli aiuti per calamità naturali non devono mai superare l'effettivo pregiudizio economico.
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Recupero Aiuti di Stato: Ministero Vince, Impresa Deve Restituire
Un'azienda di autotrasporti ha beneficiato di crediti d'imposta, poi qualificati come aiuti di Stato illegittimi dall'Unione Europea. Il Ministero dei Trasporti ne ha chiesto la restituzione. La Corte di Cassazione ha stabilito che il recupero aiuti di Stato non è un atto discrezionale dell'amministrazione (autotutela), ma un obbligo derivante dal diritto europeo per ripristinare la concorrenza. La prescrizione per agire è di dieci anni dalla decisione della Commissione UE. L'onere di conservare i documenti e provare il diritto all'agevolazione resta a carico dell'impresa, anche oltre i termini ordinari. Di conseguenza, il Ministero ha vinto la causa.
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Sisma e Fisco: gli aiuti di Stato de minimis salvano il rimborso
Un lavoratore autonomo chiede il rimborso IRPEF previsto da una legge italiana per le zone colpite da un sisma. L'Agenzia delle Entrate nega il rimborso, sostenendo che l'agevolazione è un aiuto di Stato illegale secondo una successiva decisione della Commissione Europea. La Corte di Cassazione, però, dà ragione al contribuente. La Corte chiarisce che la stessa decisione UE fa salvi gli aiuti che rientrano nella soglia degli 'aiuti di Stato de minimis'. Poiché l'importo richiesto dal lavoratore era al di sotto di tale soglia e l'Agenzia non ha contestato specificamente questo punto, il suo diritto al rimborso è stato confermato. Vince il cittadino perché il suo beneficio era troppo piccolo per falsare la concorrenza.
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Multa Antitrust: valida anche con 2 membri, sanzione confermata
Un'azienda del settore elicotteristico, multata per oltre 2 milioni di euro dall'Autorità Antitrust per intese anticoncorrenziali, ha contestato la sanzione. Il motivo era un presunto vizio di forma: la decisione era stata presa da un collegio di soli due membri, anziché tre. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha respinto il ricorso, stabilendo la piena validità della delibera AGCM. I giudici hanno chiarito che, per gli organi amministrativi come l'Antitrust, la legge prevede la possibilità di operare con un numero ridotto di componenti in caso di assenza o impedimento del presidente. La maxi-sanzione è stata quindi confermata.
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Aiuti di Stato de minimis: verifica triennale
Un contribuente, titolare di reddito da lavoro autonomo, ha richiesto un rimborso fiscale come agevolazione per un sisma. La Cassazione ha annullato la decisione di merito che concedeva il rimborso, stabilendo che per gli aiuti di Stato de minimis non è sufficiente che la singola somma sia inferiore alla soglia UE. Il giudice deve verificare l'ammontare totale degli aiuti ricevuti dal beneficiario nell'arco di tre anni per assicurarsi che non venga superato il limite complessivo.
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Compenso avvocato: i minimi non sono derogabili
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul compenso dell'avvocato. A seguito di un ricorso vinto da una cittadina, il giudice di merito aveva liquidato spese legali inferiori ai minimi previsti dalla legge. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'interessata, chiarendo che, con le modifiche introdotte dal D.M. 37/2018, i giudici non possono ridurre i compensi oltre il limite massimo del 50% rispetto ai valori medi, rendendo di fatto inderogabili i minimi tabellari a tutela del decoro professionale.
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Tassazione vincite estero: no a redditi diversi
Un contribuente ha ottenuto la cassazione di un avviso di accertamento relativo a vincite da gioco non dichiarate, conseguite in Polonia e USA. La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione vincite estero non può avvenire applicando la categoria dei 'redditi diversi' se le vincite provengono da Paesi UE o da Paesi extra-UE con cui l'Italia ha siglato convenzioni contro le doppie imposizioni. Tale pratica viola il principio di non discriminazione rispetto alle vincite nazionali.
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Tassazione vincite estero: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo a una vincita a poker ottenuta in un altro Stato UE. La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione delle vincite estero, se le vincite nazionali sono esenti da imposta sul reddito, viola il principio di non discriminazione e la libera prestazione di servizi sanciti dal diritto dell'Unione Europea. Di conseguenza, la Corte ha cassato la sentenza impugnata, confermando l'illegittimità della pretesa fiscale.
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Rimborso eventi sismici: l’aiuto deve essere provato
Un lavoratore autonomo ha richiesto un rimborso IRPEF per i danni subiti a causa degli eventi sismici del 2002. Le corti di merito avevano accolto la sua richiesta. Tuttavia, la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha annullato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che il rimborso eventi sismici costituisce un aiuto di Stato e, come tale, deve essere compatibile con le norme europee. Ciò significa che deve esserci un nesso diretto tra l'aiuto concesso e il danno effettivamente subito, oppure l'importo deve rientrare nei limiti del regolamento 'de minimis'. Il caso è stato rinviato al giudice di secondo grado per una nuova valutazione.
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