Una struttura sanitaria privata ha chiesto il pagamento di oltre due milioni di euro per prestazioni eseguite nel 2013, ritenendo che il verbale di aggiudicazione di alcuni posti letto costituisse un contratto autonomo. L'Azienda Sanitaria Locale ha opposto il superamento del tetto di spesa sanitario fissato dal contratto annuale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della clinica, stabilendo che per ottenere il rimborso delle prestazioni sanitarie non basta l'aggiudicazione o l'accreditamento. È indispensabile la stipulazione di un formale contratto scritto che definisca il budget e il tetto di spesa sanitario. Senza questo accordo scritto, le prestazioni extra-budget non possono essere rimborsate, salva l'eventuale azione per ingiustificato arricchimento. Di conseguenza, la struttura sanitaria perde la causa e deve pagare le spese legali.
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