LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Terzo Pignorato

129 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un soggetto che, pur non essendo il debitore principale, detiene somme di denaro o beni di proprietà di quest'ultimo e riceve un'ingiunzione dal tribunale di non consegnarli al debitore ma di tenerli a disposizione della procedura esecutiva.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Estinzione del Giudizio per Rinuncia: Comune contro Presidenza, chi vince?
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia in un caso che vedeva coinvolti un Comune e la Presidenza del Consiglio. Il Comune aveva impugnato una sentenza che negava alla Presidenza la qualifica di debitore in un procedimento di accertamento dell'obbligo del terzo pignorato. Durante il processo in Cassazione, il Comune ha rinunciato al proprio ricorso e la Presidenza ha accettato tale rinuncia. Di conseguenza, il giudizio si è estinto e le spese legali tra le parti sono state compensate, riconoscendo la particolare posizione della Presidenza come terzo pignorato.
Continua »
Litisconsorzio necessario: la Cassazione annulla l’esecuzione senza il terzo
Un Creditore ha pignorato i crediti di un Ente presso una Banca, basandosi su sentenze di condanna. L'Ente ha proposto opposizione all'esecuzione. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha rilevato un vizio fondamentale: la Banca (terzo pignorato) non ha partecipato al processo di opposizione. La Cassazione ha ribadito che il terzo pignorato è sempre un litisconsorte necessario in questi giudizi. Questa omissione ha reso nullo l'intero processo, portando alla cassazione della sentenza e al rinvio della causa al Tribunale di primo grado per un nuovo esame, con l'obbligo di coinvolgere la Banca. Questo principio sul litisconsorzio necessario è cruciale per la validità delle procedure esecutive.
Continua »
Accertamento dell’obbligo del terzo: le prove non si riaprono
Un creditore avvia un pignoramento nei confronti di un'impresa ed esegue il blocco dei crediti che quest'ultima vanta verso un proprio cliente. In assenza della dichiarazione formale sull'importo dovuto, viene instaurato il giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo. I giudici di primo e secondo grado accertano l'esistenza di un debito del cliente per oltre trentunomila euro. Il cliente ricorre in Cassazione sostenendo di aver già saldato alcune fatture prima del pignoramento e contestando la ricostruzione probatoria. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che nel giudizio di legittimità non si può richiedere un riesame delle prove se la motivazione dei giudici di merito è logica e completa. Il cliente perde la causa e viene condannato al pagamento del debito, delle spese legali e del doppio del contributo unificato.
Continua »
Pignoramento presso terzi: debito pagato ma causa nulla
Un creditore avviava un pignoramento presso terzi verso un istituto bancario debitore, coinvolgendo un altro ente come custode delle somme. La banca proponeva opposizione sostenendo di aver già pagato l'importo dovuto prima dell'avvio della procedura. I giudici di merito valutavano parzialmente le ragioni delle parti, compensando le spese. La Corte di Cassazione, rilevando d'ufficio la violazione delle regole sul contraddittorio, ha dichiarato la nullità totale del procedimento. Nel pignoramento presso terzi, l'opposizione deve sempre coinvolgere obbligatoriamente il debitore, il creditore e il terzo custode dei beni. L'assenza del terzo pignorato rende il processo invalido e impone la ripartenza della causa dal primo grado.
Continua »
Opposizione agli atti esecutivi: termini e mancata dichiarazione
Un creditore avvia un pignoramento verso un debitore straniero bloccando crediti presso due società terze. Una società rende dichiarazione positiva, mentre l'altra società terza non rende alcuna dichiarazione. Il giudice dell'esecuzione applica la finzione di confessione e assegna i crediti con ordinanza, specificando poi le modalità di pagamento con un secondo provvedimento. La società terza rimasta inerte propone opposizione agli atti esecutivi calcolando i termini dal secondo provvedimento. La Corte di Cassazione dichiara tardivo il ricorso: il termine perentorio di venti giorni per l'opposizione agli atti esecutivi decorre dalla notifica dell'ordinanza che trasferisce il credito e non dal provvedimento attuativo. La Suprema Corte accoglie invece il ricorso incidentale sulle spese legali, liquidate sotto i minimi di legge senza motivazione.
Continua »
Tempestività ricorso Cassazione: L’Erede perde per Termini Fatali
L'Erede, titolare di un credito per indennità di esproprio, ha avviato un'esecuzione contro L'Ente Locale. Dopo una sentenza non definitiva e l'estinzione del giudizio di primo grado, l'appello dell'Erede contro la sentenza non definitiva è stato dichiarato tardivo. L'Erede ha presentato ricorso in Cassazione contro questa decisione e ha anche tentato la revocazione della sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha stabilito che la notifica della citazione per revocazione fa decorrere il termine breve per la Tempestività ricorso Cassazione, e il ricorso era stato presentato oltre tale termine. Inoltre, la revocazione era inammissibile per errore di diritto, non di fatto.
Continua »
Pignoramento presso terzi: la causa si annulla senza il terzo
L'Agente della Riscossione avvia un pignoramento presso terzi contro un debitore per contributi previdenziali non versati. Il debitore impugna l'atto e contesta la prescrizione del debito. Il Tribunale accoglie l'opposizione e dichiara nullo il pignoramento, ma la Corte d'Appello ribalta l'esito ritenendo il debito ancora valido. Il debitore ricorre quindi in Cassazione. I giudici supremi rilevano un grave vizio formale: il terzo pignorato non ha mai preso parte ai gradi di merito del processo. La Cassazione chiarisce che il terzo è sempre parte necessaria della causa. Poiché i giudici precedenti hanno ignorato la sua assenza, l'intero procedimento è nullo. La Corte cassa la sentenza e rinvia la causa al Tribunale di primo grado per azzerare e ripetere il giudizio.
Continua »
Opposizione agli atti esecutivi: processo nullo senza il terzo
Una società creditrice pignora i crediti della debitrice presso una banca. Un altro creditore interviene per incassare la propria quota. Il giudice dell'esecuzione assegna inizialmente le somme al creditore intervenuto, ma successivamente corregge l'ordinanza per rimborsare in prededuzione le spese sostenute dal creditore procedente. Il creditore intervenuto propone opposizione agli atti esecutivi contro la correzione. Il Tribunale respinge l'impugnazione. La Corte di Cassazione annulla la decisione e azzera il processo: l'opposizione agli atti esecutivi svolta nell'espropriazione presso terzi richiede obbligatoriamente la partecipazione sia del debitore esecutato sia della banca pignorata. Trattandosi di litisconsorzio necessario, l'assenza di queste parti rende nullo l'intero giudizio, imponendo il rinvio al primo grado per ripartire da capo.
Continua »
Litisconsorzio necessario: Terzo Pignorato sempre parte nel processo
Un Comune si opponeva a un pignoramento presso terzi, sostenendo la violazione di un termine dilatorio. Il Tribunale accoglieva l'opposizione. Il creditore ricorreva in Cassazione. La Suprema Corte ha riformulato il principio sul litisconsorzio necessario del terzo pignorato. Ha stabilito che il terzo pignorato è sempre parte necessaria nel giudizio di opposizione all'esecuzione, anche se non direttamente interessato al pignoramento. La Corte ha cassato la decisione precedente, rinviando il caso al Tribunale per integrare il contraddittorio.
Continua »
Creditore vs Banca: il Recupero Spese Esecuzione Forzata e l’Ordinanza di Assegnazione
Un Creditore ha avviato un'esecuzione forzata contro un Debitore (una Banca) per recuperare un credito. Il Creditore ha pagato l'imposta di registrazione per l'ordinanza di assegnazione e ha poi chiesto il rimborso al Debitore. I giudici di merito hanno respinto la sua richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che le spese di registrazione dell'ordinanza di assegnazione sono costi dell'esecuzione. Il Creditore deve recuperare queste spese dal Terzo Pignorato, nei limiti del credito assegnato. Solo se non riesce a recuperarle da lì, può chiederle al Debitore originario. La Corte ha rigettato il ricorso del Creditore, confermando il principio sul recupero spese esecuzione forzata.
Continua »
Pignoramento presso terzi: illegittima la pretesa oltre il titolo
Una creditrice avviava un pignoramento presso terzi verso un'azienda, debitrice del suo debitore. Il giudice assegnava una somma parametrata alla prima dichiarazione aziendale. L'azienda pagava l'intero importo stabilito nell'ordinanza. Ciononostante, la creditrice avviava una nuova esecuzione per 837 euro, sostenendo che una seconda dichiarazione integrativa dell'azienda esponesse maggiori somme. L'azienda proponeva opposizione sostenendo l'integrale adempimento del titolo. I giudici di merito accoglievano l'opposizione, rilevando che l'ordinanza non assegnava somme ulteriori e non risultava impugnata nei termini. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della creditrice e l'ha condannata a pagare cinquemila euro per responsabilità aggravata.
Continua »
Pignoramento presso terzi: debitori sempre necessari
Un creditore avviava un pignoramento presso terzi verso alcuni debitori morosi e l'ente postale terzo pignorato. In seguito a dichiarazioni ritenute incomplete, il giudice dell'esecuzione assegnava l'intero credito al creditore. L'ente postale proponeva opposizione agli atti esecutivi, ma ometteva di notificare ritualmente l'atto a tutti i debitori coinvolti. Il Tribunale accoglieva l'opposizione riducendo l'importo dovuto. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza impugnata, affermando che nei giudizi di opposizione esecutiva sussiste un litisconsorzio necessario tra creditore, debitori e terzo pignorato. La mancata integrazione del contraddittorio impone la ripetizione del giudizio dinanzi al tribunale competente.
Continua »
Pignoramento e Inammissibilità ricorso straordinario per Cassazione
Un creditore ha avviato un pignoramento presso terzi contro un condominio per quote non pagate, coinvolgendo un terzo (il Lavoratore) che doveva denaro al condominio. Il giudice di primo grado ha ordinato al Lavoratore di pagare direttamente il creditore. Il Lavoratore ha presentato un ricorso straordinario per Cassazione, sostenendo vizi procedurali. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso straordinario per Cassazione. Ha stabilito che le ordinanze di assegnazione di crediti non sono impugnabili direttamente in Cassazione, poiché esistono altri rimedi specifici. La Corte ha anche precisato che non si deve integrare il contraddittorio se il ricorso è già inammissibile.
Continua »
Opposizione a precetto: il terzo paga subito e annulla le spese
Un Avvocato ha notificato un atto di precetto a una Banca in forza di un'ordinanza di assegnazione. La Banca ha eseguito il versamento lo stesso giorno della notifica, saldando l'intero importo del titolo esecutivo. L'Avvocato ha tuttavia preteso somme ulteriori per le spese di iscrizione a ruolo. La Banca ha quindi proposto opposizione a precetto per contestare la richiesta indebita. Il Giudice di Pace ha accolto l'opposizione valutando il pagamento tempestivo e integralmente satisfattivo. Il Tribunale ha confermato la decisione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Avvocato, stabilendo che il creditore non può pretendere spese non necessarie dal terzo pignorato che esegue il pagamento in tempi ragionevoli secondo buona fede.
Continua »
Ordinanza di assegnazione: stop alle spese sul terzo pignorato
Un creditore esecutante ha avviato una nuova causa contro un terzo pignorato per ottenere il pagamento delle spese di registrazione riguardanti una precedente ordinanza di assegnazione. Il creditore sosteneva che tali oneri fiscali dovessero gravare sul terzo e non sul debitore originario. I giudici di merito hanno dichiarato inammissibile la richiesta, confermando l'impossibilità di creare un nuovo titolo esecutivo autonomo per tali costi. La controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione, dove il creditore ha infine depositato un formale atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, precisando che la rinuncia ha efficacia immediata anche senza l'accettazione della controparte. Applicando il principio della soccombenza virtuale, i giudici hanno condannato il creditore al pagamento delle spese di lite in favore della società terza.
Continua »
Litisconsorzio necessario nel pignoramento presso terzi: la svolta della Cassazione
Un Creditore aveva avviato un pignoramento presso terzi contro un'Azienda, basandosi su una precedente sentenza. L'Azienda si era opposta, contestando le spese legali autoliquidate. La Corte di Cassazione, esaminando il ricorso del Creditore, ha riformato una decisione precedente. Ha stabilito che il terzo pignorato deve sempre partecipare al giudizio di opposizione all'esecuzione. Questo principio di litisconsorzio necessario nel pignoramento presso terzi è fondamentale. La Corte ha cassato la decisione impugnata e ha rinviato il caso al Giudice di Pace per una nuova pronuncia, integrando il contraddittorio.
Continua »
Appellabilità delle sentenze secondo equità: la Cassazione rinvia
La vicenda nasce dalla richiesta avanzata dal Creditore nei confronti del Terzo Pignorato per ottenere il rimborso delle spese di registrazione di un'ordinanza di assegnazione. Il Giudice di Pace ha rigettato la domanda e il Tribunale ha ritenuto inammissibile l'impugnazione. Il Creditore ha proposto ricorso alla Corte di Cassazione sollevando una questione sull'appellabilità delle sentenze secondo equità. Nello specifico, la contestazione riguarda la possibilità di impugnare la decisione per violazione delle regole del procedimento esecutivo. La Suprema Corte ha rilevato orientamenti contrastanti tra le sezioni e ha deciso di sospendere la causa. Il processo è stato quindi rinviato a nuovo ruolo in attesa della decisione dell'udienza pubblica su casi del tutto analoghi.
Continua »
Pignoramento nullo: il litisconsorzio necessario salva il terzo pignorato
Due individui hanno avviato un pignoramento (espropriazione presso terzi) contro un Comune, basandosi su una sentenza. Il Comune si è opposto, sostenendo di essere creditore. I giudici di merito hanno dato ragione al Comune. La Corte di Cassazione, però, ha rilevato un vizio procedurale fondamentale: in un'opposizione all'esecuzione che riguarda un'espropriazione presso terzi, il terzo pignorato (cioè chi detiene i beni del debitore) deve sempre partecipare al giudizio come litisconsorte necessario. Poiché il Comune, nella sua veste di terzo pignorato, non era stato coinvolto correttamente nel processo, l'intero giudizio è nullo. La Corte ha annullato le sentenze precedenti e ha rinviato la causa al Tribunale di primo grado per garantire il corretto litisconsorzio necessario nell'espropriazione presso terzi.
Continua »
Regolamento di competenza: inammissibile per il Comune terzo pignorato
Il Comune, in veste di terzo pignorato, ha proposto un `regolamento di competenza` contro un'ordinanza del giudice dell'esecuzione. Questa ordinanza aveva respinto la sua richiesta di sospendere un pignoramento. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il `regolamento di competenza`. La Corte ha chiarito che un'ordinanza che chiude la fase sommaria di un'opposizione all'esecuzione, e che valuta un'eccezione di competenza, non è una decisione definitiva sulla competenza. Tale decisione spetta alla fase di cognizione piena. Di conseguenza, non può essere impugnata con un `regolamento di competenza`. Il Comune ha perso e deve pagare le spese legali.
Continua »
Esposizione sommaria dei fatti: ricorso nullo per l’Ente
Due creditori promuovono un pignoramento verso un consorzio debitore, aggredendo crediti detenuti da un Ente Pubblico in qualità di terzo pignorato. Il giudice assegna le somme ai creditori. L'Ente contesta l'assegnazione mediante opposizione agli atti esecutivi, ma il Tribunale respinge la domanda. L'Ente propone ricorso in Cassazione per dieci motivi. La Suprema Corte dichiara l'inammissibilità totale dell'impugnazione: l'Ente ha omesso l'adeguata esposizione sommaria dei fatti, limitandosi a trascrivere le sole conclusioni senza illustrare la vicenda esecutiva, i crediti contesi e le ragioni originarie dell'opposizione. L'omissione impedisce ai giudici di comprendere il caso senza cercare altri atti. L'Ente perde la causa e subisce la condanna alle spese legali verso i creditori.
Continua »