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Termine

17 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Nella logica matematica il linguaggio del primo ordine è un linguaggio formale che serve per gestire meccanicamente enunciati e ragionamenti che coinvolgono i connettivi logici, le relazioni e i quantificatori "per ogni ..." (∀) ed "esiste..." (∃). L'espressione "del primo ordine" indica che c'è un insieme di riferimento e i quantificatori possano riguardare solo gli elementi di tale insieme e non i sottoinsiemi; ad esempio si può dire "per tutti gli x elementi dell'insieme vale P(x)" ma non si può dire "per tutti i sottoinsiemi A vale P(A)" (le teorie in cui ci sono quantificatori che spaziano sui sottoinsiemi dell'insieme di riferimento sono dette invece del secondo ordine).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Errore del Difensore: Negata la Restituzione nel Termine al Detenuto
Un imputato, condannato per diffamazione aggravata, ha chiesto la restituzione nel termine per presentare ricorso in Cassazione. Il suo difensore aveva inviato l'atto a una Corte d'Appello sbagliata. L'imputato, detenuto, sosteneva di non aver potuto controllare l'operato del legale, configurando un caso fortuito o forza maggiore. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di restituzione nel termine. Ha ribadito che il cittadino ha il dovere di vigilare sull'operato del proprio difensore, anche in stato di detenzione, e che l'errore del legale non costituisce di per sé caso fortuito o forza maggiore.
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Comodato precario: il parcheggio va restituito ai proprietari
I Proprietari concedono a I Comodatari l'uso di un'area di parcheggio tramite un contratto di comodato precario. L'accordo non prevede un termine finale, ma subordina il godimento dell'area alla titolarità della proprietà immobiliare dei comodatari in loco. Successivamente, I Proprietari decidono di recedere dal contratto, chiedendo la restituzione dell'area. I Comodatari si oppongono, sostenendo che la clausola rappresenti un termine certo (legato alla morte o alla vendita) e non una condizione risolutiva. La Corte d'Appello dà ragione ai proprietari. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dei comodatari: l'interpretazione del contratto spetta esclusivamente al giudice di merito. Di conseguenza, i proprietari vincono la causa e ottengono la restituzione del parcheggio, oltre al rimborso delle spese legali.
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Notifica sentenza tributaria: i termini per l’appello
La Corte di Cassazione ha esaminato la validità della notifica sentenza tributaria effettuata presso la sede periferica dell'ente della riscossione. Il caso nasce dall'impugnazione di una cartella di pagamento, dove l'appello dell'ente era stato dichiarato inammissibile per superamento del termine breve di sessanta giorni. Data la complessità della questione sulla corretta individuazione del luogo di notifica per far decorrere i termini, la Corte ha rinviato la causa alla Sezione Tributaria per un approfondimento.
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Termine essenziale: validità del contratto immobiliare
La Corte di Cassazione ha confermato che il mancato rispetto di una data in una proposta d'acquisto non implica automaticamente la risoluzione del contratto se non viene provato il termine essenziale. Nel caso di specie, due promissari acquirenti chiedevano la restituzione del deposito cauzionale per il ritardo nella stipula del preliminare e l'avvio del cantiere. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che la semplice indicazione di una data non rende il termine perentorio senza una chiara volontà delle parti in tal senso.
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Termine a comparire: la nullità del processo
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per associazione mafiosa e altri reati, rilevando la violazione del termine a comparire. Durante l'emergenza sanitaria, i termini processuali erano sospesi per legge. La Corte d'Appello ha erroneamente ritenuto che tale sospensione non si applicasse agli imputati in custodia cautelare, nonostante mancasse una loro esplicita richiesta di procedere. Poiché il preavviso di venti giorni non è stato rispettato a causa del congelamento dei termini, l'intero giudizio di secondo grado è nullo.
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Contratti a termine: limiti alla conversione
La Corte di Cassazione ha analizzato la legittimità di plurimi contratti a termine stipulati da un ente di bonifica siciliano. Nonostante la nullità del termine per genericità della causale, la Corte ha negato la conversione del rapporto in contratto a tempo indeterminato. Tale decisione deriva dal divieto imposto dalla legislazione regionale siciliana di procedere a nuove assunzioni stabili presso tali enti. Il lavoratore mantiene il diritto al risarcimento del danno, ma non alla stabilizzazione del posto di lavoro.
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Patrocinio a spese dello Stato: guida ai termini
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso proposto dall'ufficio del Pubblico Ministero contro un decreto di liquidazione compensi per il Patrocinio a spese dello Stato. Il Tribunale aveva rilevato la tardività dell'opposizione, presentata oltre i 30 giorni dalla conoscenza effettiva dell'atto, avvenuta tramite visto per presa visione. La Suprema Corte ha ribadito che il termine lungo di sei mesi ex art. 327 c.p.c. si applica a tutti i provvedimenti decisori e che le difficoltà organizzative dell'ufficio non giustificano il ritardo.
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Accertamento parziale: validità e presunzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento parziale emesso nei confronti di un contribuente a seguito del rinvenimento di contabilità parallela presso la sua abitazione. Il ricorrente contestava la validità dell'atto, sostenendo che l'accertamento parziale dovesse fondarsi esclusivamente su dati certi e non su presunzioni. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, precisando che l'accertamento parziale non è uno strumento autonomo ma una modalità procedurale che segue le regole ordinarie, permettendo dunque l'utilizzo di elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti per ricostruire il reddito evaso.
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Termine dilatorio: annullata condanna per bancarotta
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per bancarotta a causa del mancato rispetto del **termine dilatorio** di quaranta giorni previsto per il giudizio di appello. Nonostante un rinvio dell'udienza, il tempo concesso tra la prima udienza e quella successiva era inferiore ai quaranta giorni liberi richiesti dalla legge. La Corte ha chiarito che il termine deve decorrere interamente dalla data del rinvio, senza possibilità di cumulare i giorni trascorsi dalla notifica originaria.
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Termine a difesa: quando il rinvio è negato
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per detenzione di cocaina. Il ricorrente contestava il mancato rinvio dell'udienza per la concessione di un termine a difesa dopo la nomina di un nuovo legale. La Corte ha stabilito che, in processi semplici, un termine di cinque giorni è sufficiente e che richieste prive di reale utilità difensiva configurano un abuso del processo. È stata inoltre confermata la correttezza del calcolo della pena per detenzione unitaria di stupefacenti.
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Successione contratti a termine: i limiti legali
La Corte di Cassazione ha stabilito che nella successione contratti a termine nel settore artistico, ai fini del computo del limite massimo di 36 mesi, devono essere inclusi anche i periodi di lavoro regolati da normative precedenti al 2001. Il caso riguardava un ispettore d'orchestra che aveva lavorato per un ente teatrale con numerosi contratti dal 1997 al 2011. La Suprema Corte ha chiarito che la natura artistica dell'attività non giustifica una reiterazione illimitata senza ragioni obiettive e concrete, confermando il diritto del lavoratore al risarcimento del danno pari a sei mensilità.
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DASPO: nullo l’obbligo di firma senza difesa
La Corte di Cassazione ha annullato l'obbligo di presentazione alla polizia associato a un DASPO poiché il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato la misura prima della scadenza del termine di 48 ore garantito per la difesa. La parola_chiave DASPO rimane valida come divieto amministrativo di accesso agli impianti, ma la restrizione della libertà personale decade se il destinatario non ha avuto il tempo legale per depositare memorie difensive. La Corte ha ribadito che la violazione dei termini a difesa determina una nullità di ordine generale.
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Deposito appello tardivo: orari e scadenze legali
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un'impugnazione per deposito appello tardivo presentata dal Pubblico Ministero. L'atto era stato depositato in formato cartaceo oltre l'orario di chiusura al pubblico della cancelleria nell'ultimo giorno utile. La Corte ha chiarito che le norme sulla decorrenza dei termini per i depositi telematici fuori orario si applicano esclusivamente all'attività dell'ufficio giudiziario e non alle parti processuali, le quali restano vincolate agli orari di apertura degli uffici per evitare la decadenza.
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Inammissibilità dell’appello: i termini di scadenza
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità dell'appello presentato dal ricorrente oltre il termine perentorio di 45 giorni. La controversia riguardava il calcolo dei tempi per l'impugnazione, con particolare riferimento alla sospensione feriale. La Suprema Corte ha ribadito che tale sospensione non opera per il termine di deposito della sentenza da parte del giudice, rendendo tardiva l'azione legale intrapresa e comportando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Recesso ante tempus: tutele nel lavoro autonomo
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al compenso integrale per un collaboratore coordinato e continuativo il cui contratto era stato sospeso unilateralmente dall'ente committente prima della scadenza. Il cuore della vicenda riguarda il recesso ante tempus: la Corte ha stabilito che l'apposizione di un termine in un contratto di collaborazione parasubordinata impedisce il recesso libero (ad nutum). Di conseguenza, lo scioglimento anticipato è legittimo solo in presenza di una giusta causa. In assenza di tale motivazione, la sospensione configura una mora del creditore, obbligando il committente a pagare l'intero compenso residuo senza che il lavoratore debba provare di aver offerto la propria prestazione.
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DASPO: annullata la convalida se manca il termine a difesa
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di firma poiché il GIP ha provveduto prima della scadenza del termine di 48 ore dalla notifica. Tale anticipazione ha impedito al destinatario di esercitare il proprio diritto di difesa tramite il deposito di memorie. La Corte ha chiarito che, se l'ordinanza viene emessa e notificata prima dello scadere del termine legale, si configura una nullità insanabile per violazione del contraddittorio cartolare.
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Condizione sospensiva: quando il pagamento è legato a un evento
Un'ordinanza della Cassazione analizza la clausola di un contratto d'appalto che lega il pagamento alla 'ultimazione dei lavori'. La Corte stabilisce che si tratta di una condizione sospensiva e non di un termine, rendendo il credito inesigibile fino al verificarsi dell'evento. Il caso riguardava una controversia tra una società committente e una cooperativa appaltatrice per il saldo di lavori edili.
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