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Termine Lungo Di Decadenza

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Periodo massimo semestrale fissato dalla legge per impugnare un provvedimento del giudice a prescindere dalla notifica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Patrocinio a spese dello Stato: stop al ricorso tardivo del PM
La Procura della Repubblica ha presentato opposizione contro la liquidazione del compenso spettante al difensore di un cittadino ammesso al beneficio del patrocinio a spese dello Stato. Il Tribunale ha dichiarato tardivo il ricorso ministeriale. L'ufficio requirente ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo di non aver mai ricevuto la comunicazione ufficiale del decreto. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura. I giudici hanno chiarito che l'annotazione di presa visione del fascicolo equivale a piena conoscenza legale. Inoltre, l'impugnazione è avvenuta a distanza di oltre due anni, superando ampiamente sia il termine breve di trenta giorni sia il termine decadenziale semestrale applicabile a tutti i provvedimenti decisori. Il difensore mantiene integralmente il compenso liquidato.
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Patrocinio a spese dello Stato: vince il difensore sul ricorso PM
La Procura della Repubblica ha impugnato con estremo ritardo il decreto di liquidazione dell'onorario spettante a un difensore per l'istituto del patrocinio a spese dello Stato. Il Tribunale ha dichiarato inammissibile l'opposizione perché presentata quasi due anni dopo la presa visione del fascicolo. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione, rigettando il ricorso del pubblico ministero. I giudici hanno chiarito che l'annotazione di visione nel fascicolo rende pienamente conoscibile il provvedimento e fa decorrere il termine ordinario di trenta giorni. Inoltre, la Suprema Corte ha ribadito che a qualsiasi provvedimento decisorio si applica in ogni caso il termine decadenziale semestrale dalla pubblicazione, rendendo irrilevanti eventuali disfunzioni o disorganizzazioni interne dell'ufficio requirente.
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Liquidazione del compenso: stop all’opposizione tardiva del PM
La Procura della Repubblica proponeva opposizione contro il decreto che riconosceva la liquidazione del compenso al difensore di un cittadino ammesso al gratuito patrocinio. L'opposizione veniva depositata oltre due anni dopo l'annotazione di presa visione del fascicolo. Il Tribunale dichiarava il ricorso inammissibile per tardività. Il Pubblico Ministero ricorreva in Cassazione sostenendo di non aver mai ricevuto una comunicazione formale dell'atto. I Giudici di legittimità hanno rigettato il ricorso. La Corte ha confermato che l'apposizione del visto nel fascicolo garantisce la conoscibilità dell'atto e che l'impugnazione è avvenuta ampiamente oltre i termini di decadenza, sia ordinari sia semestrali.
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Liquidazione del compenso: opposizione tardiva e notifica
La Procura della Repubblica ha impugnato un decreto di liquidazione del compenso emesso a favore dell'avvocato di un soggetto ammesso al patrocinio a spese dello Stato. L'autorità giudicante di merito ha dichiarato l'opposizione inammissibile perché proposta tardivamente rispetto al termine previsto. L'ufficio requirente ha quindi presentato ricorso in Cassazione sostenendo di non aver mai ricevuto formale notifica del decreto. La Suprema Corte ha respinto il ricorso confermando l'inammissibilità dell'impugnazione. La conoscenza dell'atto può realizzarsi anche tramite forme equipollenti come l'annotazione di visto nel fascicolo cartaceo o digitale. Il decorso del termine decadenziale rende definitiva la liquidazione del compenso.
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Liquidazione del compenso: la Procura perde per ricorso tardivo
La Procura della Repubblica impugnava il decreto di liquidazione del compenso emesso in favore del difensore di un cittadino ammesso al gratuito patrocinio. L'ufficio requirente sosteneva di non aver mai ricevuto la notifica formale del provvedimento. Il Tribunale dichiarava l'opposizione inammissibile per tardività, poiché risultava nel fascicolo l'annotazione di presa visione da parte della Procura oltre un anno prima del ricorso. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso. I giudici hanno chiarito che la presa visione del fascicolo equivale a una formale conoscenza e che l'impugnazione è avvenuta oltre i termini di decadenza di legge.
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