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Termine Di Grazia

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un periodo di tempo, concesso dal giudice su richiesta della parte, entro cui il debitore (in questo caso l'affittuario) può sanare la propria morosità pagando i canoni scaduti ed evitando la risoluzione del contratto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Responsabilità professionale avvocato e nesso causale
Il caso riguarda una richiesta di risarcimento per la presunta responsabilità professionale avvocato a seguito della convalida di uno sfratto per morosità. L'attrice sosteneva che i legali non avessero comunicato correttamente le somme da versare per sanare la morosità durante il termine di grazia. Il Tribunale ha rigettato la domanda, rilevando l'assenza di un nesso di causalità tra l'operato dei professionisti e il danno subito, attribuendo la convalida dello sfratto al persistente inadempimento della cliente.
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Clausole vessatorie: il consumatore vince contro la concessionaria
Un consumatore acquista un'auto versando una caparra confirmatoria di 6.000 euro, molto superiore al limite del 10% previsto dalle condizioni generali. La consegna viene ritardata oltre la data pattuita a causa di una proroga di due mesi prevista dalle condizioni generali. Il consumatore recede dal contratto, ma i giudici di merito respingono la sua domanda di restituzione del doppio della caparra. La Cassazione accoglie il ricorso del consumatore, stabilendo che i giudici avrebbero dovuto applicare il Codice del Consumo. La Corte evidenzia che le pattuizioni su caparra e tempi di consegna possono costituire clausole vessatorie se determinano uno squilibrio a danno del consumatore, a meno che il professionista non provi una reale trattativa individuale. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Termine di grazia: la richiesta salva-sfratto che diventa trappola
La Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della richiesta del termine di grazia in una procedura di sfratto. Un inquilino, dopo aver ricevuto l'intimazione di sfratto, aveva chiesto il termine di grazia per pagare ma non aveva poi saldato il debito. Il giudice aveva quindi convalidato lo sfratto. La Cassazione ha stabilito che l'appello contro tale convalida è inammissibile. La richiesta del termine di grazia manifesta una volontà di pagare che è incompatibile con l'intenzione di opporsi allo sfratto. Se il pagamento non avviene entro il tempo concesso, la convalida dello sfratto è una conseguenza automatica e corretta, non appellabile nel merito.
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Termine di grazia sfratto: quando è inammissibile?
Un locatore ha avviato uno sfratto per morosità contro i conduttori di un immobile locato per uso deposito. I conduttori si sono opposti, sostenendo che l'uso fosse in realtà abitativo e chiedendo un termine di grazia per sanare il debito. I tribunali di merito hanno respinto la richiesta, e la Corte di Cassazione ha confermato la decisione. La sentenza chiarisce che il termine di grazia è un beneficio esclusivo delle locazioni abitative; pertanto, se la natura residenziale del contratto non viene provata fin da subito, la richiesta di sanatoria non può essere accolta.
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Risoluzione contratto affitto agrario: la notifica
Un affittuario ha impugnato la sentenza di primo grado che dichiarava la risoluzione del contratto di affitto agrario per inadempimento. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, confermando la decisione. I motivi di appello, tra cui la presunta nullità della notifica del ricorso introduttivo e la mancata concessione di un termine di grazia, sono stati ritenuti infondati. La Corte ha chiarito che la notifica per compiuta giacenza si perfeziona trascorsi dieci giorni dalla spedizione dell'avviso, non dalla sua ricezione, e che il termine di grazia deve essere espressamente richiesto dall'affittuario, cosa non avvenuta in quanto contumace.
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Ragione più liquida: i limiti di applicazione
In un caso di sfratto, la Cassazione ha stabilito i limiti del principio di ragione più liquida. Un conduttore sosteneva che il suo contratto di locazione fosse commerciale e non abitativo. La Corte d'Appello aveva ignorato la questione, applicando una norma valida solo per le locazioni abitative. La Cassazione ha annullato la decisione, affermando che la natura del contratto doveva essere decisa prima di ogni altra cosa, poiché da essa dipende la legge applicabile. Viene così chiarito che la ragione più liquida non può essere usata per eludere questioni preliminari che cambierebbero l'esito del giudizio.
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