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Tempus Regit Actum

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640 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Imputato assente: quando si allunga il termine d’appello
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16131/2024, ha stabilito che l'estensione di 15 giorni per l'impugnazione, prevista per l'imputato assente, non si applica se questi è comparso anche a una sola udienza del processo di primo grado. La Corte ha chiarito che, nonostante la Riforma Cartabia, la presenza a un'udienza qualifica l'imputato come 'presente' per l'intero giudizio, escludendo il beneficio del termine aggiuntivo, riservato solo a chi è rimasto completamente estraneo al dibattimento.
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Rito abbreviato ergastolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la riduzione della pena dell'ergastolo. La richiesta si basava sulla giurisprudenza europea (sentenza Scoppola), che consente la sostituzione dell'ergastolo con 30 anni di reclusione per chi sceglie il rito abbreviato. Tuttavia, la Corte ha stabilito che questo beneficio è strettamente legato all'effettiva ammissione al rito. Poiché al ricorrente il rito abbreviato era stato negato in passato con decisione definitiva, non ha mai maturato il diritto allo sconto di pena. La decisione sottolinea che senza ammissione al rito abbreviato ergastolo, non vi è alcuna possibilità di rinegoziare la sanzione in fase esecutiva.
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Confisca per sproporzione: limiti e illegalità
Due soggetti, condannati per traffico di stupefacenti, si sono visti confermare in appello la confisca dei beni, nonostante il reato fosse stato riqualificato in 'piccola associazione'. La Corte di Cassazione ha annullato tale confisca, ritenendola illegale. La sentenza stabilisce che la confisca per sproporzione non è applicabile all'ipotesi autonoma di reato della piccola associazione, riaffermando un importante principio di legalità.
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Benefici vittime mafia: quale legge si applica?
La Corte di Cassazione affronta un caso riguardante i benefici per le vittime di mafia. Il nodo centrale è determinare se applicare la legge in vigore al momento della domanda o una normativa successiva più restrittiva. A causa di un contrasto giurisprudenziale sul tema, la Corte ha rinviato la decisione a una pubblica udienza per risolvere questa importante questione di diritto, che incide sulla concessione dei benefici vittime mafia.
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Appello PM giudizio abbreviato: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando la legittimità dell'appello del PM contro un'assoluzione in un giudizio abbreviato. La Corte chiarisce che le nuove norme procedurali, applicabili per il principio 'tempus regit actum', non prevedono più l'obbligo di rinnovare le testimonianze in appello. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Successione mediata: reato annullato per nuova legge
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per abuso d'ufficio nei confronti di un amministratore di una società in-house. Il caso riguardava l'affidamento di un contratto di consulenza legale senza gara pubblica. Sebbene l'atto fosse illegittimo al momento dei fatti, una successiva modifica al codice dei contratti pubblici ha innalzato le soglie per l'affidamento diretto, rendendo la condotta lecita. Applicando il principio della successione mediata di leggi penali, la Corte ha stabilito che il fatto non costituisce più reato.
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Litisconsorzio necessario appalti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza per mancata integrazione del contraddittorio. In base al principio 'tempus regit actum', nel periodo in cui era in vigore la norma sul litisconsorzio necessario appalti (18.7.2012-17.3.2017), il subappaltatore, anche se fallito, deve essere obbligatoriamente chiamato in causa per l'accertamento dei fatti che fondano la responsabilità solidale del committente per i contributi omessi.
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Canone di locazione: la registrazione non è retroattiva
Un'inquilina ha chiesto il rimborso del canone di locazione versato in eccesso rispetto a quanto risultante da una registrazione tardiva del contratto, effettuata dal locatore con un importo inferiore. Il contratto originale risaliva al 1988. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che le leggi che impongono la registrazione a pena di nullità (L. 431/1998) non sono retroattive. Pertanto, il rapporto resta disciplinato dalla normativa precedente e l'accordo originale sul canone di locazione rimane valido, a prescindere dalla successiva registrazione fiscale.
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Raddoppio termini: la Cassazione chiarisce la norma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12554/2024, interviene sulla questione del raddoppio termini per l'accertamento fiscale di capitali detenuti all'estero. Il caso riguarda un contribuente con fondi in un conto a San Marino per gli anni 2004-2007. La Corte ha stabilito che la norma che raddoppia i termini di accertamento (art. 12, co. 2-bis, D.L. 78/2009) ha natura procedimentale. Di conseguenza, si applica secondo il principio 'tempus regit actum', anche ai periodi d'imposta precedenti alla sua entrata in vigore, purché i termini ordinari non fossero ancora scaduti. La sentenza della commissione tributaria regionale, che aveva dichiarato la decadenza del potere di accertamento, è stata quindi cassata con rinvio.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente dall'imputato. La decisione si basa sulla modifica legislativa del 2017 che ha reso obbligatoria la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore abilitato, pena l'inammissibilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione avvocato: l’obbligo di difesa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19467/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un'imputata, senza l'assistenza di un legale abilitato. La decisione si basa sulla modifica dell'art. 613 c.p.p. che impone l'obbligo del patrocinio di un avvocato per il ricorso in cassazione, ritenendo tale norma non incostituzionale. L'imputata è stata condannata al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Tabulati telefonici: prova valida con altri elementi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, stabilendo che i tabulati telefonici sono utilizzabili come prova se supportati da ulteriori elementi. Nel caso specifico, la responsabilità dell'imputato non derivava solo dai dati telefonici, ma anche dalla disponibilità di un'auto e dalla compatibilità della sua descrizione con quella fornita dalle vittime, rendendo la condanna legittima.
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Ricorso inammissibile: tardività e difetto di forma
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa di un grave ritardo nella sua presentazione e della mancanza della firma di un avvocato abilitato. La decisione sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei termini processuali e delle formalità richieste per adire la Suprema Corte, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Benefici penitenziari 4 bis: la Cassazione decide
Un detenuto in espiazione di una pena all'ergastolo per gravi reati, tra cui associazione mafiosa e omicidio, si è visto respingere il ricorso per l'accesso alla semilibertà. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che per i benefici penitenziari 4 bis si applica la legge in vigore al momento della richiesta e non quella del tempo del reato. Inoltre, ha chiarito che il buon comportamento e i titoli di studio non sono sufficienti a dimostrare il distacco dall'ambiente criminale, essendo necessarie prove specifiche e ulteriori.
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Produzione documenti appello: le vecchie regole
Un centro di riabilitazione ha citato in giudizio un'ASL per ottenere il pagamento di alcune prestazioni. In appello, il centro ha presentato i contratti che non aveva prodotto in primo grado. La Corte d'Appello li ha ritenuti inammissibili. La Cassazione ha annullato la decisione, specificando che per i giudizi la cui sentenza di primo grado è anteriore all'11 settembre 2012, la produzione documenti appello è consentita se questi sono 'indispensabili' per decidere, applicando così la vecchia normativa.
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Regime 41-bis: la Cassazione conferma la legittimità
La Suprema Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della proroga del regime 41-bis per un detenuto ritenuto esponente di vertice di un'associazione criminale. La Corte ha respinto la tesi secondo cui le recenti modifiche legislative avrebbero trasformato la misura in una sanzione penale, ribadendo la sua natura amministrativa e preventiva. La decisione si fonda sulla persistenza della pericolosità sociale del soggetto e dei suoi legami con l'organizzazione, ritenuti ancora attuali.
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Riduzione pena: no se appelli prima della Riforma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati. Riguardo al primo, ha stabilito che la riduzione pena introdotta dalla Riforma Cartabia per la mancata impugnazione non si applica se l'appello è stato proposto prima dell'entrata in vigore della nuova legge. Per il secondo, ha ribadito che la sentenza basata su un accordo in appello non è impugnabile per motivi relativi alla misura della pena.
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Inammissibilità appello: quando non serve allegare atti
La Corte di Cassazione ha annullato una declaratoria di inammissibilità appello. La Corte d'Appello aveva erroneamente ritenuto mancanti il mandato e l'elezione di domicilio, atti che invece la cancelleria deve trasmettere d'ufficio. La Cassazione, verificato il fascicolo, ha confermato la presenza degli atti, annullando la decisione e rinviando per il giudizio di merito.
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Tempus regit actum appello: nuove regole procedurali
La Cassazione chiarisce che per le impugnazioni penali vale il principio tempus regit actum appello. L'appello proposto senza elezione di domicilio, come richiesto da una nuova legge, è inammissibile se la sentenza impugnata è stata emessa dopo l'entrata in vigore della norma, anche se il reato è precedente.
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Amministratori non esecutivi: la responsabilità
La Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità degli amministratori non esecutivi per carenze nel governo societario di un istituto di credito. La sentenza conferma che il loro ruolo non è meramente passivo, ma richiede un dovere di agire informato e di attivarsi di fronte a segnali di allarme. Viene inoltre esclusa la violazione del principio del 'ne bis in idem' per sanzioni emesse da diverse autorità di vigilanza (Banca d'Italia e Consob) e l'applicazione del 'favor rei' alle sanzioni amministrative, soggette invece al principio del 'tempus regit actum'.
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